Eccomi di nuovo qui. Dicono che incombano i giorni della vecchia, dovrebbero essere i giorni più freddi dell'anno. Sinceramente non so, comunque fa un freddo orrendo.
Ho comprato un nuovo computer, internet è di nuovo alla mia portata, così come i giochini e le cose. In questi lunghi giorni senza computer ho fatto cose, sono uscito, ho cercato dei parchi in città (ho scoperto che li hanno chiusi tutti), ho girato per librerie (ho scoperto che hanno chiuso anche tutte le librerie) e ho guardato se non avessero aperto nuove trattorie interessanti (no). Ho anche passato molto tempo con mio nonno e fatto parecchie telefonate. Poi ho preso tutti i miei libri agricoli e ne ho estratto schede e calendarizzazioni, tabelle e schizzi.
Rimaneva sempre troppo tempo a disposizione.
Ti avevo lasciato con l'intenzione di pubblicare su facebook un po' dei miei racconti, seguendo l'idea patetica che così avrei comunque potuto mantenere una specie di contatto con te. Non avendo più un computer ho quindi deciso di portarmi avanti e riscrivere tutti i vecchi scritti. L'ho fatto, ho riscritto una quarantina di robette in un paio di giorni.
Ebbene, ero così disperato che ho pensato di poterne tirare fuori un fascicoletto decente, ho pensato di poterlo pubblicare e magari dedicartelo indirettamente. Ho davvero lavorato seriamente per questo.
Ora ho di nuovo un computer, ho di nuovo internet e i miei racconti fanno schifo, come sempre. Sono partito, sono di nuovo a Verona.
A Verona è proprio crollato tutto. Pensa te, le profezie.
Sono sempre disperato ma un po' meno nel panico, ecco. Dovrò decidere che fare di quel tremendo libretto.