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#Ilprimoarrestononsiscordamai
Giovedì 6 Settembre 2018 Appartamento di Page Pomeriggio ___
Sedute sul letto di Page, nel centro di una camera da letto in stile Figli dei Fiori, Hope sta raccontando la disavventura della sera precedente. Gambe incrociate sul letto, spalla e braccio destri bloccate da un tutore di un improbabile blu e uno dei mille cuscini di Page abbracciato contro al petto. Page, dal canto suo, la sta ascoltando con un certo trasporto, coricata a pancia in giù sul materasso, rubando qualche patatina dal pacchetto che è stato aperto per l’occasione. P: E cioè questa tizia ti è saltata addosso senza motivo? Tono perplesso con tanto di espressione scettica, rivolgendo ad Hope l’espressione tipica di chi non crede minimamente a quanto appena ascoltato. H: Te lo giuro, Page! Allora... Hope si sistema per mettersi comoda, la sinistra si allunga per andare a recuperare anche lei una patatina dal pacchetto. H: Sono al Borough Center, ok? Tra l’altro un posto fighissimo, pieno di cose da mangiare... Ci dobbiamo andare perchè merita, ho visto anche cibi etnici che a te farebbero impazz... P: Non divagare. H: Giusto. Bè, mi prendo un hot dog per cena e sto per andare a sedermi ad un tavolo miracolosamente libero quando TAC, un tizio mi supera dandomi una spallata e va a sedersi proprio a quel tavolo. Alchè io gli dico “ehi, non vale! C’ero prima io!” ma ti giuro, ti giuro, non ho urlato. Page annuisce con aria tranquilla. P: Lo so, tu non urli mai neanche quando fai il tifo allo stadio. H: Ecco, appunto. Ho usato il tono di voce solito... Questa tizia dietro di me (ad un altro tavolo) si alza e fa “Che cazzo urli, stronza, hai un fottutissimo hot dog ed avrai 10 anni, puoi mangiartelo in piedi, altrimenti ti insegno io dove infilartelo”. Mima anche il tono di Ladyh gonfiando un pò la voce e piegando l’espressione in una smorfia scazzata prima di tornare a guardare l’amica. Page, per contro, ha un’espressione alquanto perplessa. P: Ma così? Cioè, non c’entrava niente con il tizio che ti ha rubato il tavolo? H: No, macchè! Così dal niente! P: ... ok... poi? H: Eh, poi iniziamo a discutere... Io non alzo mai la voce ne la insulto apertamente, invece lei mi da della bastarda, da della troia a mia madre e insinua che mio padre vada ad escort... Page sbuffa una risata trattenuta a sentire l’ultima parte. P: Seh, ce lo vedo Daniel andare ad escort... Hope ridacchia appena stringendosi nella spalla sinistra. H: Si be... io le rispondevo per le rime, con il solito sarcasmo sai... Senza insultarla apertamente. Ma non doveva essere molto sveglia perchè continuava a dire gli stessi insulti sulla mia età e sulla mamma puttana... evidentemente aveva l’originalità di un paguro morto investito sull’autostrada. Ridacchiano entrambe, divertite, quindi lei prende un’altra patatina e se la porta alla bocca per sgranocchiarla mentre riprende a raccontare. H: Quindi inizia a minacciare di picchiarmi. Dice che mi fa nera... Che mi da cinque minuti di vantaggio perchè poi “mi avrebbe rovinata”. Mima anche le virgolette con la mano sinistra per citare la suddetta minaccia, Page sgrana gli occhi con espressione shoccata. P: Ma questa è matta! H: Già... Alchè che devo fare io? Chiamo la polizia, ovviamente. Peccato che mentre questa arriva la pazza fa in tempo a schiaffeggiarmi la guancia e a darmi un pugno alla spalla... La sinistra va alla spalla destra col tutore, l’espressione fa una smorfia scocciata. P: Ma che bastarda! H: E non è tutto: quando è arrivata la polizia questa si è buttata a terra! Aveva un cerotto sulla faccia, se l’è strappato e ha iniziato a piagnucolare dicendo di essere stata aggredita, che le sono saltata addosso e l’ho graffiata... Ma dio santo, quella era più grossa di me del doppio! Figurati se le salto addosso! Page scoppia a ridere rotolando a pancia in su sul materasso e prendendosi uno scappellotto da parte di Hope. H: C’è poco da ridere! Ero terrorizzata di passare io da aggressore! Oltre il danno la beffa, ti rendi conto?? P: Si si... immagino... Dai, poi com’è andata a finire? H: L’agente di polizia ci ha arrestate entrambe con tanto di lettura dei diritti e manette. Oltretutto la spalla mi faceva un sacco male... Siamo salite su un’ambulanza e siamo andate in ospedale dove un dottore un sacco carino ci ha medicate. Page si raddrizza allungando appena il collo e arcuando un sopracciglio. P: “Un dottore un sacco carino”?? Hope ridacchia appena, annuendo e rubando un’altra patatina dal pacchetto. H: Eh già... Orientale, lo sai che a me piacciono gli orientali. E poi aveva i capelli rosa! Quel rosa che a me non riesce mai, mi viene sempre un rosa scolorito tipo confetto, invece i suoi erano proprio rosa-rosa... Page alza gli occhi al cielo con un sospiro rassegnato. P: Ah ecco, uomini androgini dai capelli improbabili, proprio il tuo tipo... il tono è palesemente sarcastico, prendendola in giro con una certa convinzione, cosa che le fa guadagnare il secondo scappellotto della serata. H: Comunque.... Siamo state medicate insieme, io e quella stronza. Ha avuto anche il coraggio di dire “A saperlo ti avrei sfigurato, almeno ora stavi zitta”... Page piega gli angoli delle labbra verso il basso in un silenzioso “sti cazzi”. P: Ma scusa, così non si è tipo tradita? Se voleva passare da vittima questa cosa non la frega? H: Ma infatti spero sia così! Il dottore l’ha sentita, spero lo dica alla polizia o quanto meno l’abbia scritto nel referto! P: Va be ma quindi non ti hanno arrestata se sei uscita no? Hope si stringe nella spalla sinistra con un sospiro di nuovo vagamente rassegnato. H: Dopo la medicazione con tanto di certificato giustificativo per la scuola, gli agenti ci hanno portato a Scotland Yard. Sono stata portata in una vera sala per interrogatori! E dato il sorrisetto convinto forse dimostra un pò troppo entusiasmo per la cosa, date le circostanze, ma tant’è. H: Sono stata interrogata da un tenente piuttosto gentile che ha registrato tutto e via. Mi hanno lasciata andare. Page si stringe nelle spalle alzando le mani con i palmi rivolti verso l’alto. P: E basta? Finisce così?? H: Beh, tolto il cazziatone di mio padre e mezz’ora di deliri apprensivi di mia madre, si. P: E la pazza? Hanno rilasciato anche lei? H: Non lo so, ma credo di si... Non penso l’abbiano arrestata per aggressione. P: Ma è assurdo! Forse era pure ubriaca o fatta! Hope si stringe nuovamente nella spalla destra. H: Già, ma che ci vuoi fare. Dio, se solo avessi il suo numero di telefono o il suo IP le manderei uno di quei virus che le cancella anche l’anima...
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LadyH, premier album.
A la fois mystère et invitation à l’aventure, la musique organique et les textes imagés de LadyH ouvrent les portes de mondes reconnaissables mais pourtant redéfinis par une énergie et une sincérité nouvelles. LadyH assume une solide assise blues mais leur compositions emmènent le chaland vers des contrées bien plus lointaines et inattendues : des accents pop, des envolées instrumentales… et des…
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