*Un ghigno spuntò sul mio viso quando lei alzò quella mano, volevo vedere se aveva il coraggio di colpire, se aveva il fegato o se invece non ce l'avrebbe fatta. La sua mano si chiuse, come immaginavo si era trattenuta. Eppure avrebbe dovuto colpire, dopo tutto quello che le avevo sputato addosso, tutta la cattiveria... una parte di me sperava in quel suo schiaffo, la mia strana mente avrebbe interpretato quel gesto come un "okay, è una dura, forse non è poi così distante da me, forse...". Eppure lei non lo aveva fatto, era riuscita a non farsi offuscare dalla rabbia, non credevo ci sarei riuscita in una situazione del genere, ma questo non impedì alla mia mente di gioire, non aveva avuto il coraggio di sfiorarmi, ero troppo importante, ero superiore.Ascoltai con attenzione le sue parole, quelle che mi aspettavo, quelle che volevo sentire. Quella era la pura e semplice verità. Ero più che convinta che lei non sarebbe mai riuscita a vivere bene insieme a me e a mio padre, lei era diversa, lei apparteneva ad un altro mondo. In fondo in fondo, in una piccola parte di me che non volevo uscisse fuori, ero convinta che lei non dovesse avvicinarsi a noi soprattutto per il suo bene. Non riuscivo a capire se era un pensiero giusto o sbagliato. I concetti di giusto e sbagliato erano abbastanza confusi nella mia testa. Ero anche orgogliosa di lei, per essere finalmente riuscita a pronunciare quella verità.Dopo aver finito di parlare, lei improvvisamente mi stupì ancora una volta. Si buttò verso di me e mi spintonò, era quello che doveva fare e finalmente lo stava facendo. Non reagii in un primo momento, limitandomi ad arretrare. Stavo arretrando e probabilmente Ivy era l'unica persona al mondo con cui sarei arretrata durante una rissa, l'unica con cui non sapevo esattamente come comportarmi. Era forse la persona che più odiavo al mondo, ma allo stesso tempo non potevo non avvertire il legame di sangue che ci legava e una parte di me era comunque orgogliosa per quella sua reazione finale.Rimasi in silenzio fin quando non smise di parlare, non volevo interrompere quel suo sfogo finale. Alla fine ripresi parola, trattenendo quel mio solito sorrisetto che tanti in quella città odiavano.*
« Finalmente ci sei arrivata Ivy. Vivi la tua vita e stacci lontano. »
*Non c'era bisogno di rispondere parola per parola a quello che lei aveva detto. Quella volta non dovevo avere l'ultima parola su tutto. Avevo pronunciato quelle con tono serio e non canzonatorio. Quindi, prima di aspettare una qualsiasi sua nuova reazione, mi ero voltata ed ero andata via di lì.*