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Weekend.
Ricorda chi ha creduto in te quando non lo faceva nessuno.
Quella è la tua gente.
#violadavis
Questo è il mio mondo, queste sono le mie persone. E io devo scrivere delle persone che conosco.
Tennessee Williams, intervista a Studs Terkel
“Sai cosa mi manca? Mi manca il mare. Mi manca vedere quella fantastica poesia che si crea al tramonto e all'alba. Mi manca sentire il profumo salato dell'oceano. Mi manca sentire la sabbia scottante sotto i piedi. O il dolore che provi quando apposto della sabbia ci son le pietre, anch'esse scottanti. Mi manca sentire le risate dei bimbi quando si schizzano l'acqua. Mi manca sentire le urla di quel uomo che fa "Cocco bello" o di quel uomo che fa "Braccialetto un euro". Mi manca andare sott'acqua e perdermi, non sentire più nulla, se non il mondo e le voci delle persone scomparire, udire il mio respiro che sale e scende, vedere i pesci e far parte del loro mondo e scappare fuori dall'acqua appena vedo una medusa, e risentire tutte quelle voci. Risentire il mondo. Si, risentire il mondo, che in quel preciso momento, non è poi così male. E tutto questo, l'ho capito solo ora. Perchè solo là, mi sento felice. Perché solo quelle poche volte che in vacanza andavo al mare, non pensavo "Voglio scomparire" o sentivo quell'angoscia che mi strappava l'anima in piccoli pezzi. Sai cosa? Più che altro mi manca la mia Sicilia. Perché si, non sono nata là, ma faccio parte di lei. Le voci delle persone in quelle piccole vie della Messina alle 8 di mattina con il loro bellissimo dialetto che mi mette sempre tanta allegria, che mi fa sempre sentire parte di quel posto, di quelle persone. Perché no, questo non è il mio posto. Torino non è la mia città. Il nord non è il mio luogo. Qua le persone sono tutte troppo finte, programmate, ordinate e sempre troppo precise. Qua le persone sono di carta. Qua si fanno troppi problemi, e non sorridono mai. Mentre invece a Messina vedo sempre persone che sorridono, anche quando il mondo gli crolla addosso. Quella è la mia città. Quello è il mio posto. E lo capito solo ora. E lo capito troppo tardi. Perche piano piano, anch'io sto diventando una persona di carta, e non voglio. Non voglio. E lo sai cosa? Non posso farci nulla.”
-ragazzaconocchidistrutti
"Io qua non sto bene. Questo non è il mio posto. Non è il mio luogo. Odio questa città. Odio le persone che ci abitano. Tutto troppo superficiale, tutto troppo noioso, tutto troppo “programmato”. Troppo smog, troppi clacson, troppe montagne. Questa non è la mia città. Io ho bisogno di alzarmi la mattina e sentire l'odore del mare che si scontra contro le rocce. Ho bisogno di sentire le urla in dialetto delle persone. Ho bisogno di più silenzio, di meno clacson che ti fanno alzare la mattina con i coglioni girati. Ho bisogno di più affetto. Ho bisogno di persone più tranquille, più rilassate, più ‘chissà come andrà oggi la giornata’, senza programma niente. Sono fatta di mancanze, e la mia mancanza principale, è la mia vera città. Questa non è il mio posto, e mai lo sarà."
- ragazzaconocchidistrutti
Alla fine la mia amica aveva ragione: il punto è trovare le persone giuste. Quelle persone con cui puoi essere te stessa senza essere giudicata, quelle con cui non ti senti mai fuori posto, quelle a cui importa ciò che hai da dire, quelle che si sacrificano per te e non ti lascerebbero mai. Una volta trovate quelle persone, hai trovato il tuo posto nel mondo. Non lasciarle andare mai.