E poi arriva la notte e ti accorgi che neanche lo sai più il motivo per cui ti senti così. In verità, non sai neanche più come ti senti. Non stai male ma non stai neanche bene. Senti solo un grande vuoto. Come se non ci fosse più nulla. A volte arrivi perfino a non sentire neanche più i battiti del cuore. È una sensazione orribile. Ti senti appesa ad un filo trasparente. È come guardarsi intorno e non vedere altro che pareti spoglie. Pensi che se ti strappassero il cuore, sarebbe esattamente questa la sensazione. Forse l'hanno fatto e tu neanche te ne sei accorta. O forse hai tu stessa rimosso il cuore dalla tua cassa toracica e successivamente eliminato dalla mente questo ricordo. Come quando subisci un trauma e il tuo cervello ti fa dimenticare di averlo vissuto. Istinto di sopravvivenza. D'altronde si parla di questo, giusto? Già, si parla sempre e solo di questo. In una guerra dove vince chi sopravvive meglio. Non senti più nulla. Sei svuotata. E ti senti sola. Potresti anche essere in mezzo a milioni di persone, ma continueresti comunque a sentirti sola. D'altronde la solitudine non si cancella con due corpi che si scontrano, ma con due anime che si accarezzano. Vorresti scomparire così come ti sembra abbiano fatto le tue emozioni. Vorresti andartene, lasciare il vuoto, lo stesso che senti dentro di te. È difficile vincere una battaglia quando non sai contro chi combatti, lo sai. Lo sai perché tu combatti con l'ignoto da un pezzo ormai. È difficile fingere che vada tutto bene, quando l'unica cosa che senti, è il niente. Vorresti poter capire quello che non va. Vorresti piangere, ma non ci riesci. Vorresti urlare, ma non ti sentiresti lo stesso. Vorresti distruggere tutto, ma non puoi. Perché come puoi distruggere tutto, quando non c'è più nulla da distruggere? Vorresti tirare pugni al muro, ma in fondo lo sai, che il dolore che sentiresti non sarebbe in grado di riempire il vuoto che provi. E così ti ritrovi a non fare nulla. Semplicemente incassi di nuovo, come fanno i pugili quando sono all'angolo. Ma tu non sei un pugile e incassare non è mai stato il tuo forte. Ti guardi intorno e nulla di ciò che vedi ti piace. Guardi il tuo avversario. Lui continua a colpirti e tu non hai ancora capito di chi si tratta. Ti stai facendo distruggere e non sai nemmeno da chi. E allora lo guardi negli occhi. Lui ricambia lo sguardo. Non importa più la sua identità, l'unica cosa che importa è che capisca che lo stai implorando di fare veloce. Lo capisce. Riprende a colpirti, ma questa volta più lentamente. Ti distrugge. Ti massacra. Eppure non ti uccide. Incassi i colpi, anche se tu i colpi non sei mai stata brava ad incassarli, forse perché in fondo, sei solo stanca di tenere la guardia, e quindi va bene così. Ti perdi. Ti perdi sempre, continuamente, in ogni istante. Eppure non ti ritrovi mai. Passano i minuti, le ore, i giorni, i mesi, gli anni; e ad ogni rintocco il mondo ti stringe la gola sempre di più. Il respiro ti viene sempre più a mancare, e anche questa volta, implori che tutto finisca velocemente. Non respiri più. Eppure sei ancora viva. E il vuoto dentro te, continua a fare male. Si nutre di te. Eppure non ti importa. Ormai, non ha più importanza. Sarebbe bello scomparire.
- Io.













