Non firmo la mia resa, ma c'ho l'anima stesa
A terra che respira: dodicesima ripresa.
- Don Diegoh

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Non firmo la mia resa, ma c'ho l'anima stesa
A terra che respira: dodicesima ripresa.
- Don Diegoh
sono qui che fumo, che conto le fitte al ventre
Come se dovessi andare via e non tornare mai più
In questi giorni mi alzo pensando non c'è l'ho fatta
Un'altra notte è andata fumando Chesterfield blu
Un'altra insegna che si spegne due attimi dopo l'alba
MACRO MARCO Warm up: LAMPA DREAD & HOTABANERA DANCER
MACRO MARCO Warm up: LAMPA DREAD & HOTABANERA DANCER
PAESTUM (Salerno). Dai ghetti di Kingston in Giamaica ai sobborghi del Bronx a New York spingendosi verso Harlem, in una performance unica e trascinante, un live folle e potente. Una special one night al Dum Dum Republic tesa ad allargare i confini dell’esperienza. Fede incrollabile in peace&love, libertà, diritti umani, amicizia, in un viaggio musicale dal Cilento alla Jamaica Island. Protagonis…
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"Disordinata Armonia" è il nuovo album di Macro Marco & Don Diegoh
“Disordinata Armonia” è il nuovo album di Macro Marco & Don Diegoh
MACRO MARCO & DON DIEGOH – “Disordinata Armonia”
Il NUOVO ALBUM
“Disordinata Armonia” Ascolta su Spotify
TRACKLIST
1 – Replica 2 – Sigarette Morbide (feat. Killacat) 3 – XL (feat. Dj Shocca aka Roc Beats) 4 – #NoFilter 5 – Rimmel (feat. CRLN) 6 – Per Sempre 7 – Dodicesima Ripresa 8 – Domenica (festa. Bunna)
“XL” – MACRO MARCO & DON DIEGOH (feat Dj Shocca aka Roc Beats) VIDEO…
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CRLN ci porta In un mare di niente
http://bit.ly/2ovGQ8c
Stanotte non pensarci e che sarà sarà, resta qui vicina finché l'alba ci sorprenderà.
(Fino all'alba.)
Discone: Ghemon - E poi, all'improvviso, impazzire
Etichetta: Macro Beats Records Uscita: 2009 Genere: Rap Brani selezionati: Cielo di cemento - Abbiamo solamente... - Storie senza fine
E poi, all'improvviso, impazzire. E' quello che succede quando ci si innamora. O quando ci si lascia. Faccia dopo faccia. Mano nella mano, come all'asilo. Sara ha sedici anni, trenta meno di Giovanni. Amore senza distinzione di età. Amore senza distinzione di sesso. Amore universale, con tutte le ambiguità e le particolarità della materia trattata. Questo è quello che hanno voluto offrirci Ghemon & The Love 4Tet, gruppo alternative hip hop formato, appunto, da Ghemon al mic, Fid Mella alle produzioni e DJ Tsura ai piatti, per gli scratch, in un album, E poi, all'improvviso, impazzire uscito nel 2009, che vede le partecipazioni di produttori come Brenk Sinatra e Mainloop (e rapper della scena italiana come Mecna, Kiave, Hyst, Negré, Macro Marco, che sì, all'epoca rappava pure). Il lavoro è stato partorito come un concept album sull'amore, sui suoi opposti e sulle diverse stranezze sentimentali che, tutti, chi più e chi meno, abbiamo sperimentato. Ghemon, favoreggiato dal tema scelto per i suoi brani, che è tra quelli che preferisce, riesce a far sua ogni base, creatagli su misura da Fid Mella, che nelle sue produzioni predilige sempre beat influenzati da generi musicali come il soul, il blues, che dànno quello sfondo dal sapore nostalgico, che si sposa appieno con le esigenze del disco. Sentimentale, trascinante. Il tutto coronato dagli scratch di DJ Tsura che, dall'anacronismo romantico, ci riporta in una dimensione hip-hop e ci ricorda che l'album, per quanto alternative, è pur sempre guidato dalla disciplina doppia H. Beh, non siamo così lontani poi: amore universale predica questo album, fratellanza e uguaglianza l'hip-hop, nella sua forma più genuina. Mi soffermo sul lessico, che forse è quel che conta di più in questo tipo di musica: Ghemon è famoso per il suo modo di fare rap che si avvicina più ad una dimensione soggettiva e introspettiva (rispetto ad una principalmente autocelebrativa o politica), usa rime ricercatissime, sia nell'aspetto più poetico (non a caso i suoi testi sono colmi di figure retoriche), sia in quello, come dire, audio-visivo; ovvero riesce a creare immagini nella testa dell'ascoltatore, che si proietta nelle diverse situazioni. Un fottuto sensista diciamo. Come Cielo di cemento, dove l'artista parte da diverse considerazioni per poi romanzare una vicenda sentimentale, imbevuta di particolari, che si chiude con un addio. Oppure Storie senza fine, che descrive le diverse aspettative tra una donna e un uomo al primo appuntamento, con finale da avanguardista da gustare. O ancora Propositi di inizio anno, che è una riflessione amareggiata e forte di un amore non andato a buon fine. E magari tra una traccia e l'altra scappa anche la lacrimuccia. Maledetto Fid Mella, queste basi non aiutano a mantenere il mio profilo da persona seria e distaccata; quando Black bamba mi ha consigliato di scrivere qualcosa su Ghemon ho pensato subito che sarebbe stato difficile assumere un atteggiamento obiettivo sul suo modo di fare musica. Spero di essere riuscito comunque nel mio compito. E, se non ci sono riuscito, ancora meglio: vorrà dire che l'album ha fatto effetto su di me, sentito dalle orecchie, ascoltato dalla materia grigia, colpendomi nel petto, facendomi impazzire. E poi, all'improvviso, impazzire.
Bruco Madri