Magia Nera', ''Satanik'', #4, 1964

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Magia Nera', ''Satanik'', #4, 1964
Satanik #4 - Magia Nera - Editoriale Corno. February 20, 1965.
Cover art by Luigi Corteggi
Abracadabra...
Ho creduto anche di cadere, di non riuscire più a risalire dal fondale oceanico, fissando i tuoi occhi. Ho temuto di impazzire, e morire era lì, a portata di battito. Ho pensato a qualcosa di eterno, di magico, ma ho anche provato l’inferno, fissando i tuoi occhi.
Luigi Mancini
ogni parola sospesa è un satellite
Ghemon, Magia Nera
La dark Willow è a dir poco magnifica, creata dal dolore e dalla rabbia
La dura verità
All’asilo: “Dai, aiuta a mettere a posto”
Io: “Mica ho fatto casino io.”
La maestra in tipo Prima Elementare: “Dai raga facciamo la recita”
me fa tipo “vuoi fare la parte di..Arlecchino o Satana” non ricordo. E io: “No, grazie”
...e tante altre. La verità è che sono sempre stato un anarcoide asociale che non ha voglia di fare un cazzo. E ho anche dei difetti, tipo che suono il piano e penso stronzate tipo queste. Dopotutto c’è gente che è campata di stronzate, tipo i comici. E anche oggi si nasce la mattina e si muore la sera.
Sylvia come Anne
Nel guardare per l’ennesima volta Sylvia di Christine Jeffs, film biografico sulla vita di Sylvia Plath, non ho potuto fare a meno di pensare alle parole di Anne Sexton sul diverso uso e consumo della poesia quando questa passa attraverso le mani e la mente di un uomo o di una donna. La fruizione delle parole, l‘auto-celebrazione fine a se stessa da un lato e la catarsi dall’altro, la visione fallocentrica di Ted Hughes (ad esempio) e quella autocentrica e confessionale, tipicamente femminile, della sua consorte.
Nella mia abissale ignoranza, mi convinco ancor di più di questo.
A. Sexton - Magia nera
Una donna che scrive
è troppo sensibile e sensuale,
quali estasi e portenti!
Come se mestrui bimbi ed isole
non fossero abbastanza,
come se iettatori e pettegoli
e ortaggi non fossero abbastanza.
Crede di poter prevedere gli astri.
Nell'essenza una scrittrice è una spia.
Amore mio, così io son ragazza.
Un uomo che scrive
è troppo colto e cerebrale,
quali fatture e feticci!
Come se erezioni congressi e merci
non fossero abbastanza;
come se macchine galeoni
e guerre non fossero già abbastanza.
Come un mobile usato costruisce un albero.
Nell'essenza uno scrittore è un ladro. [...]