DYLAN DOG 3 / LE NOTTI DELLA LUNA PIENA
RECENSIONE
Come ogni recensione al mondo, anche queste di Dylan Dog, nel caso specifico, sono frutto di considerazioni personali. Le storie di lupi mannari non mi piacciono, almeno non particolarmente. Le storie di streghe non mi piacciono, almeno non particolarmente: quest’albo è un mix di storie di lupi mannari e streghe, anche se a onor del vero, le streghe, o meglio le maghe, sono più che altro un espediente che spiega meglio la storia. Ammetto inoltre che il connubio in questo caso, abbia contribuito a rendere più piacevole un albo, che differentemente non avrebbe suscitato in me grosso interesse. Tuttavia se non grido allo scempio, poiché comunque di scempio non si tratta affatto, non mi viene da gridare neanche al capolavoro. Storia intrigante certamente, ma nell’economia dell’albo, i tanti riferimenti culturali e musicali che hanno reso Dylan Dog non un semplice fumetto, ma un personaggio della cultura popolare, non sono così presenti come precedentemente (e ancor più successivamente) . Poteva forse essere sfruttata al meglio la trasferta tedesca, perché se anzicchè essere la Foresta Nera, fosse stato il bosco di Londra, ben poco sarebbe cambiato. Anzi forse qualcosa si, visto che ci sarebbe stata la presenza di Bloch con maggiore probabilità, personaggio a mio avviso fondamentale e che in questi primi numeri gioca ancora a nascondino. A proposito di personaggi, se di Bloch si sente la mancanza, Groucho riesce ad essere quel mattatore che tanto saprà farsi apprezzare nella collana. Non riesco a immaginare l’investigatore dell’incubo lontano dal suo assistente, penso ci perderebbe tanto, forse anche troppo. Tornando all’albo in questione, è vero che i colpi di scena non mancano, anche se c’è da dire che se la psicologia di qualche personaggio riesce a dare una sterzata importante alla storia, altre volte lascia un po’ di confusione, riferendomi nella fattispecie ad Edda nel primo caso e Otto nel secondo. Inoltre, cosa non da sottovalutare, i reali protagonisti, non sono quelli dati per scontati: se è vero che Mary Ann è “la cliente” di Dylan Dog, non risulta dare apporto fondamentale alla storia, e gli stessi uomini lupo, o per meglio dire “i lupi uomini” non sono loro che costituiscono la reale minaccia per Dylan Dog. Per quanto riguarda poi il fumetto, il tandem Sclavi-Villa, rispettivamente sceneggiatura e copertina, viene coadiuvato dalla coppia Montari & Grassani, capaci di dar vita a scene bucoliche di certo impatto, sfruttando al meglio, soprattutto nella sequenza iniziale, i giochi d’ombra delle notti cupe della Foresta Nera e forse sulla scia di Claudio Villa, che propone in copertina un Dylan Dog in camicia bianca anzicchè la solita rossa, regalano a Groucho un nuovo paio di pantaloni lunghi a righe. Importante da sottolineare a mio avviso, il fatto che i due torneranno sulle pagine di Dyaln Dog a partire dal numero 7, perché già ora hanno utilizzato in occasione delle scene di trance, un tipo di immagine che tornerà di sovente in Dylan Dog. Su Sclavi invece, c’è da dire che riesce ad essere incalzante nella narrazione, insomma la sua mano si vede e non poco, nonché originale per certi versi, capovolgendo il clichè dei licantropo: non uomini che si trasformano in lupi, ma lupi che diventano uomini, rendendo sicuramente più intrigante l’albo. In definitiva delle prime tre storie, ammetto questo sia quello che mi abbia incantato di meno, ma “la colpa” non è certo della storia, quanto della tipologia in sé, e forse anche della carenza degli elementi “extra-fumetto” che non ho trovato così marcati. Tuttavia, anche se un gradino sotto i primi due, l’albo non risulta essere per questo meno degno di nota, in quanto la storia coinvolge e le tavole le rendono merito. Consiglio quindi a chiunque la lettura e in special modo a chi, a differenza mia, ami in particolare storie di lupi mannari, che certamente saprà apprezzarlo più del sottoscritto.
LA TRAMA - SPOILER -
Foresta Nera, Germania. 1986. Una ragazza in stato di trance lascia il collegio dove risiede per raggiungere la foresta, dove incontra un lupo che si trasforma in uomo, insieme a cui scompare nella notte. Nove mesi dopo Dylan Dog è indirizzato verso il luogo della scomparsa, forte di un anticipo di mille sterline. Sbaglia però strada e nella notte piovosa, i suoi fari illuminano la figura di un uomo nudo che si aggira tra gli arbusti. Pensando sia un uomo bisognoso di aiuto, Dylan scende dall’auto, ma viene attaccato da un lupo. Groucho riesce a tirargli la pistola in tempo e riescono a scampare al peggio ammazzando il grosso esemplare. Di nuovo alla guida i due s’impantanano, ma un essere dalla fattezze frainkesteniane che sembrava minaccioso, li aiuta a liberare l’auto dalla fanghiglia. I tre si dirigono verso il collegio, dove Otto, questo il nome del “mostro” viene fatto rientrare dalle sorelle Blucher, Helga ed Edda, direttrici del collegio, mentre i due vengono messi alla porta, senza aver nemmeno tempo di dare (e avere) alcuna spiegazione Dopo aver ribussato, Dylan Dog si presenta, dicendo di dover indagare sulla scomparsa di Mary Ann Price. Nel parlare, il discorso è bruscamente interrotto da un urlo. Helga si precipita nei dormitori e Dylan e Groucho la seguono, arrivando in camera di Alexandra, una delle ragazze del collegio, che continua ad urlare asserendo di sentire delle voci che la chiamano dalla foresta. Helga caccia Dylan dalla stanza in quanto è un dormitorio femminile, mentre Edda si dimostra più amichevole, desiderosa delle battute di Groucho, che tenta invano di finire, essendo interrotto da Helga che qualifica come inammissibile il comportamento dei due. Spazientito Dylan si fa le sue ragioni ripetendo di esser stato assunto per indagare sulla scomparsa della ragazza di nove mesi prima. I due allora iniziano a parlare, Dylan chiede come mai Otto possa esser li in quanto quello un dormitorio femminile, e Helga risponde che è un demente, escludendo quindi un suo coinvolgimento nella vicenda. Dylan e Groucho lasciano allora il college per la notte e si recano a Wolfsburg. Qui vengono accolti da degli spari e mentre Groucho tenta su ordine di Dylan di tenere occupato chi sta sparando loro contro, lui si avvicina per bloccarlo. L’uomo che sta sparando resta stupito nel vedere che Dylan e Groucho non sono “stranieri”, invitandoli, per scusarsi, alla sua locanda, il "Lupo Nero". Qui Rudy, nome del gestore, spiega il perché dell’equivoco: gli “stranieri” sono definiti come uomini nudi, a volte vestiti con stracci, molto cattivi, che arrivano dalla foresta le notti di luna piena, e continua dicendo che la prima apparizione è avvenuta tre anni prima, quando fu rapita una donna di nome Inge, ritornata il mese successivo completamente impazzita. Dylan e Groucho si fermano alla locanda per la notte e il mattino dopo Alexandra, fuggita dal collegio, va a fare loro visita. Alexandra spiega a Dylan della voce sentita nel corso della notte, dicendo che sia la voce degli “stranieri” che chiamano le ragazze, affermando inoltre che il mistero non è nella foresta ma dentro il collegio, accusando Helga Blucher di stregoneria e asserendo che la comparsa degli stranieri è contemporanea all’arrivo delle sorelle Blucher. I due si allontanano nella foresta, dove Alexandra bacia Dylan, e gli chiede di suonare il clarino per lei. In quel momento però entra in trance, sentendo questa fantomatica voce. Dylan fa per bloccarla ma viene steso da una bastonata. Viene ridestato da Groucho accorso in suo aiuto, che riceve un pugno da Dylan, credendo fosse il suo aggressore. Corre poi alla ricerca di Alexandra ma scopre che per lei non c’è più niente da fare. Arrivato al collegio, viene tacciato da Helga di essere responsabile della morte della ragazza e inoltre, il commissario Durrenmatt, invita senza mezzi termini Dylan a lasciare la Germania, poiché all’oscuro di qualsiasi accordo con Scotland Yard per le ricerche di Mary Ann e il collegio viene allora chiuso per un mese. Tornati alla locanda per preparare i bagagli, Rudy urla di aver visto una “straniera”. Dylan Dog urla di non sparare riconoscendo in quella donna Mary Ann Price. Insieme a Groucho, Dylan soccorre la ragazza svenuta per portarla in ospedale, ma nel tragitto, è come ipnotizzato. L’auto finisce fuori strada nella foresta, Groucho è svenuto mentre Mary Ann conduce Dylan nel cuore della foresta. Qui incontra Helga Blucher, che rivela a Dylan di essere una sacerdotessa della luna piena, e gli stranieri non sono licantropi, ma lupi che si trasformano in uomini. Afferma inoltre di essere stata lei a far uccidere Alexandra e che il collegio serviva da “vivaio” in quanto solo i lupi maschi potevano essere trasformati e allora le ragazze servivano da spose e Mary Ann era servita per l’esperimento più importante. Helga ordina ai lupi di uccidere Dylan, ma il maggiolino messo in moto da Groucho, distraendola, le costa la vita in quanto Dylan ha modo di spararle un colpo in testa, sconfiggendola. Mary Ann si risveglia ed è accompagnata da Dylan all’aeroporto di Stoccarda, per farla ritornare a casa, mentre lui si dirige verso la locanda, dove però non trova Groucho, che è stato invitato al collegio da Edda. Qui Groucho finalmente termina di raccontare la barzelletta della ghigliottina iniziata giorni prima, e all’arrivo di Dylan dice non poter accoglierlo affettuosamente, poiché Edda l’ha immobilizzato sulla sedia, la quale, uscendo allo scoperto, dice di essere lei la vera maga, e non la sorella. Per i due sembra esser davvero finita, ma Otto, inspiegabilmente, si ribella alla maga e le conficca un’ascia in testa. I due possono così mettersi in salvo mentre il collegio esplode, con dentro ancora Otto. Tornando a Londra Dylan ripensa alle parole di Helga, quando diceva che Mary Ann era servita per l’esperimento più importante. Con Dylan e Groucho all’aeroporto, la narrazione ritorna alla Foresta Nera, dove un vagito richiama alla tana un lupo, che allatta un bambino.
IL TEMA
Individuare un tema in questo albo è pressoché impossibile, proprio per la natura della storia. A muovere i personaggi spesso possono essere l’odio, la follia, la sete di vendetta o di potere. Ma questi sentimenti possono valere per creature terrene. Essendo le streghe protagoniste implicite della storia, è difficile dire ciò che le muove, potendo al massimo poter parlare di “malvagità naturale” se così possiamo dire. Del resto, la motivazione della trasformazione, è liquidata in poche parole da Helga Blucher, quando rispondendo al perché di questi esperimenti, dice unicamente “per provare che è possibile”. In definitiva, se è vero che son presenti la redenzione, la magia e la paura, queste non risultano essere temi portanti quanto più che altro caratterizzazioni normali di personaggi nel corso di una storia qualsiasi.
I PERSONAGGI
Dylan Dog: Poco da aggiungere al personaggio in questa avventura d'oltremanica che non sia già stato detto precedentemente. L'elemento di novità è costituito dal fatto che in questo numero Dylan ammetta la sua fobia verso aerei e navi, preferendo quindi guidare il suo vecchio maggiolino nella Foresta Nera. Lontano da Londra, l'indagatore sa di dover contare ancora di più su se stesso, e per almeno due volte rischia seriamente di veder la sua fine. Inoltre il suo quinto senso e mezzo a poco serve poichè non è lui che scioglie il mistero, quanto la soluzione che gli si manifesta autonomamente. Per il resto, ciò che in effetti resta da scoprire di Dylan è paradossale: solo pochi elementi che caratterizzano il personaggio... e tutta la storia della sua vita.
Groucho: Non più assente nel cuore della storia, Groucho fa un gran bel passo avanti in questo albo. Il cambiamento non è certo solo nel vestiario (anche se non è un’evoluzione, Groucho vestirà per quasi tutta la collana gli stessi abiti degli albi precedenti), o nella presenza, dettata forse dal fatto che la storia è ambientata effettivamente fuori Londra, ma soprattutto nella comicità: le battute non sono più messe a casaccio e introdotte da “a proposito” o “lo sapevi che”, cosa che le faceva sembrare slegate dal contesto, ma sono parte integrante dei dialoghi. Degna di nota la battuta sulla ghigliottina, definibile come tormentone del fumetto a causa delle difficoltà di Groucho nel finirla, che evidenzia l’attenzione messa nel personaggio dove la resa della battuta va al di là della barzelletta stessa. Ammetto sono questi i fumetti che m’hanno spinto a conoscere poi il vero Groucho Marx, consiglio assolutamente i suoi sketch! E questo Groucho è davvero molto vicino alla “sua imitazione” in carne e ossa.
Mary Ann Price: La ragazza è la scintilla che accende le indagini, ma risulta comunque marginale per tutto l’albo, la sua più che una presenza è un’assenza, ma non per questo meno funzionale. È lei che riesce a “governare” la mente di Dylan Dog conducendolo da Helga.
Otto: Dall’aspetto inquietante ma di spirito amichevole, Otto è un demente la cui età celebrale è prossima a quella di un bambino di due anni, al servizio delle sorelle Blucher. Tuttofare del collegio, è l’esempio lampante che l’importanza di un personaggio non è legata solo alle battute o allo spazio concessogli, ma all’impatto della sua azione. Oltre una risata Otto non proferisce altra parola, ma si rivela provvidenziale salvando Dylan e Groucho da morte certa, anche se i motivi che lo portano a questa redenzione con annesso salvataggio in extremis, non sono del tutto chiari.
Rudy: Gestore de “il Lupo Nero” accoglie Dylan e Groucho nella sua locanda, anche se sparando loro contro scambiandoli inizialmente per stranieri. Personaggio terribilmente stereotipato, con vaga somiglianza hitleriana per giunta, parla un tedesco cartoonesco, e la sua presenza nella storia è giustificata dal fatto che serviva forse qualcuno di popolare, inteso non come famoso, ma proprio come appartenente al popolo, che parlasse a Dylan degli stranieri in versione "legenda urbana".
Commissario Durrenmatt: Un Bloch tedesco, e come tale, molto più duro del collega inglese, anche se di collega non si può propriamente parlare in quanto tra i due un eventuale rapporto di lavoro non è neanche accennato. Diretto e temprato, si può dire sia completamente inutile nella storia, non tanto per lo scarso numero di vignette a lui dedicate, quanto perché delle sue imposizioni Dylan Dog non se ne frega minimamente.
LE DONNE
Alexandra: Inserirla tra le donne di Dylan Dog non è stato facile. I due non sono innamorati, quanto lei infatuata di lui, non è sua cliente, non accompagna Dylan nelle indagini a causa di una scomparsa prematura. Sarebbe stato forse più corretto, seguendo questi canoni, inserire Mary Ann in questa sezione, ma come detto prima, è un personaggio si importante ma troppo marginale, per poter essere considerata tale. Alexandra invece è come una chiave di volta, indirizza per quel che può Dylan nelle sue indagini, con fare sbarazzino e tipico di quelle adolescenti che prendono una cotta per chi è più grande di loro. Odia il collegio, le sta stretto, e nonostante un fare non troppo maturo, è colei che costituisce un’effettiva minaccia per gli avversari di Dylan Dog, motivo per esser fatta fuori senza troppi ripensamenti. Probabilmente un utilizzo maggiore del personaggio avrebbe incoronato Alexandra “donna di Dylan Dog” senza alcun dubbio, ma a ben vedere, il tempo concessole può risultare giusto, in quanto tutto ciò poteva essere d’aiuto a Dylan e alla storia, è stato fatto.
L’ANTAGONISTA
Helga ed Edda Blucher: Per la prima volta la minaccia è una, ma gli antagonisti son ben due. Come spesso accade quando Dylan ha a che fare con donne di una certa età, queste si muovono in coppia. Nella fattispecie si tratta delle sorelle Blucher. Helga, la prima, principalmente figura di riferimento del collegio è colei che si dichiara sacerdotessa della luna piena. Piena di se, con fare autoritario, è sicuramente tra le due quella che si impone di più, risultando avere una veste austera e severa, che tanto si addice al ruolo da lei ricoperto. Edda, al contrario, più mite e dolce, è colei che ride alle battute di Groucho e sembra vivere in un mondo fantastico, quasi all’ombra della sorella. Ma proprio per il gioco di cambi di ruolo e colpi di scena che contraddistinguono l’albo, risulta sul finire proprio lei il male assoluto, la strega con la “S” maiuscola. Da notare infatti la facilità con cui Dylan si sbarazza di Helga a dispetto della sorella, anche se da sottolineare in entrambi i casi l’aiuto esterno prima di Groucho e poi, fondamentale, di Otto. Se è vero che l'attenzione è principalmente posta sugli stranieri, questi non sono altro che la conseguenza della malvagità delle sorelle Blucher, che quindi meritano la palma di antagoniste per eccellenza.
COLLEGAMENTO ALBI PRECEDENTI
A pag.56 Groucho invita a Londra Edda Blucher per terminare la barzelletta sulla ghigliottina, dicendo “Non abbiamo i lupi, ma un mese fa per esempio, c’è stato Jack lo Squartatore” riferendosi esplicitamente al caso dell’albo precedente (Dylan Dog 2)
INFLUENZA SUL FUMETTO
Nonostante il titolo sia lo stesso del film del 1984 di Eric Rohmer, la storia è completamente diversa, non trattandosi affatto di horror o affini. Indipendentemente da ciò,i come detto nella recensione, il fumetto capovolge il clichè dei licantropi, allontanandosi di conseguenza dalla filmografia e dalla letteratura che ha visto protagonisti gli uomini-lupo, risultando così una creazione del tutto originale di Sclavi. Unica nota cinematografica, è da vedersi in ordine dei nomi utilizzati dai personaggi, in quanto la Inge dei racconti di Rudy, può esser stata ripresa, almeno nel nome, da Inga, assistente di Frederick Frankenstein nel film Frankenstein Junior del 1974, di Mel Brooks, ma il parallelismo tra i nomi utilizzati nel fumetto e in questo film, si fa ancora più evidente con Frau Blucher, governante del collegio nel fumetto, e nella cinematografia governante del castello.
RIFERIMENTI CULTURALI
“Uomo Lupo”: A pag.41, Rudy parlando degli “stranieri”, non riesce a definirli veri e propri licantropi, in quanto troppo differenti dai personaggi de “L’uomo lupo” film del 1941 in cui George Waggner dirige Lon Chaney nei panni di un Talbot, un ragazzo che che dopo aver liberato la donna amata dalle grinfie di un licantropo, diventa egli stesso tale, venendo poi ucciso dal padre che non lo riconosce.
“Barbablù”: A pag.46 Alexandra denigrando il collegio, lo paragona al castello di Barbablù, protagonista della fiaba trascritta da Charles Perrault nel 1600 circa, presente nella raccolta “Histories ou contes du temps passè” dove un uomo sposa una giovane ragazza, la quale scopre che il suo sposo aveva ammazzato di proprio pugno le mogli precedenti. Poco prima che Barbablù si disfi anche di lei, rea di aver scoperto il suo segreto, viene ammazzato dai fratelli di questa. Barbablù è inoltre il soprannome dato al serial killer del primo ‘900 Henri Landru, che con il personaggio di fantasia non condivideva solo la folta barba, quanto anche il modus operandi dei suoi delitti.
RIFERIMENTI MUSICALI
Per la seconda volta di fila, Dylan Dog delude gli appassionati di musica. Nessun riferimento ad alcuna canzone è presente nell’albo.
GROUCHARIO
(Dylan Dog: “Giuda Ballerino! Ci siamo persi, ecco la verità!”) “Speriamo di ritrovarci presto. Non posso stare a lungo senza di me!”
(Dylan Dog chiedendo indicazioni “Destra o sinistra?”) “Oh, sai, io non mi interesso di politica” (Sempre Dylan: “Vabbè facciamo testa o croce” ) “Non mi sembra molto serio come sistema per decidere a chi dare il voto”
“Bhe in fondo non c’è tanta differenza tra Londra e la Foresta Nera… In tutti e due i posti piove, le strade sono pessime e di notte c’è buio”
“Mi sa che siamo in un vicolo non vedente”
“Sai qual è il colmo per un cimitero? Essere chiuso per lutto”
“La sapete quella della ghigliottina? Allora ci sono un italiano, un francese, un inglese e un tedesco, e tutti quattro devono essere ghigliottinati… Per primo sale sul palco l’italiano, e come ultimo desiderio, chiede di avere il viso rivolto verso l’alto, cioè verso la lama che cade.. Gli italiani sono sempre un po’ melodrammatici, sapete… Beh, esaudiscono il suo ultimo desiderio: gli mettono il collo tra i ceppe, il boia lascia andare la lama e.. Tak! La lama si ferma a due centimetri dal collo! Ora, voi sapete che se la ghigliottina fa cilecca per tre volte, il condannato viene graziato… Allora il boia la esamina ben bene, ci mette un po’ d’olio e ripete l’esecuzione.. Tak! Niente da fare… La terza volta, idem, e l’italiano viene graziato. Sale sul palco il francese e, sperando che anche a lui porti fortuna, esprime lo stesso desiderio, di avere il volto rivolto verso l’alto… Tak, tak e tak! Anche lui graziato. E la cosa si ripete identica per l’inglese… Il boia quasi si mette a piangere… Prima che anche il tedesco salga sul palco, la ghigliottina viene completamente smontata e revisionata… Niente: il mancato funzionamento risulta incomprensibile… Alla fine il tedesco viene fatto.. ehm.. accomodare, e siccome ormai ci ha fatto l’abitudine, il boia mette pure lui con il viso rivolto in alto. La lama cade la prima volta… Tak! La seconda … Tak! Il boia è sull’orlo del suicidio.. Tira la lama senza più nessuna speranza… Ma prima che possa cadere l’ultima volta… il tedesco esclama : “Ah! Io ho trovato il guasto!”.”
(Riferendosi a Wolfsburg) “Già, ridente, pieno di vita, penso se fossi un pipistrello anche a me piacerebbe viverci.”
(Sotto gli spari) “Metti la testa fuori ogni tanto! Phua! Al massimo potrei metterla fuori una volta!”
“E questo chi è? Mi ricorda il tedesco che impara l’inglese e dice :”Io sa inglese! Io ha imparato milletrecentoventiquattro parole! Tutte qua in mio sedere!”.”
“Io mi chiamo Groucho e lui Dylan. Sapete com’è, ci piace variare.”
“Simpatico, eh? Lo uccido subito o aspetto un po’?”
“ La tua accoglienza mi ha commosso.. nel senso della commozione celebrale!”
(Rudy: “Io no ha mai visto straniera donna..”) “Se è l’unica, mi immagino le risse tra gli stranieri maschi…”
“Ciao Dylan… scusa se non mi alzo.. ma non posso! Lei mi ha bloccato su questa poltrona!”
BLOCH NON..
A causa della trasferta tedesca, come spesso capiterà in questi rari casi in cui Dylan Dog agisce fuori Londra, il caro Bloch in questo albo non è presente. Diciamo pure che Scotland Yard è in ferie e il nostro ispettore tornerà a partire dal numero 5.
BALLATE
Sembra che questa sezione non abbia voglia di decollare… è ancora presto in effetti, ma ancora qualche numero di pazienza e finalmente vedrà la luce!
PROSSIMO NUMERO (fonte SergioBonelliEditore)
DYLAN DOG 4) IL FANTASMA DI ANNA NEVER
Alcol, solitudine, follia; la mente dell’attore Guy Rogers sta lentamente crollando. Le immagini del delirio lo perseguitano giorno e notte, e quel fantasma… il fantasma di Anna Never, inseguita e uccisa da un mostro! È soltanto confusione tra film e realtà o qualcosa di molto più oscuro? Il dottor Bronsky non può aiutarlo, ma forse Dylan Dog…