DYLAN DOG 4 / IL FANTASMA DI ANNA NEVER
RECENSIONE Per la prima volta, Dylan Dog abbandona il soprannaturale per occuparsi del naturale, che a volte sa essere anche più terrificante. La storia apparentemente semplice da seguire, in realtà si presenta più complessa di quanto sembri proprio per la “normalità” con cui si svolge, costringendo, almeno me, a più di una lettura. La cosa assurda è che pur conoscendo la storia, mi son appassionato sempre di più di volta in volta che sfogliavo le pagine, pensando seriamente che tra i primi albi, questo sia uno dei miei preferiti. Trovo tutto ottimo onestamente, dai disegni ai personaggi, dai tempi alle ambientazioni. Cosa che m’ha piacevolmente colpito è stato inoltre il ritrovare decisamente tanti riferimenti, soprattutto al cinema, complice magari il fatto che gran parte dell’azione si muova nei uno dei teatri di posa più importanti di Europa, ma anche al mondo della letteratura, della musica, della cultura in generale. Questa volta Tiziano Sclavi, riesce senza troppi fronzoli, a creare una storia che si lascia gustare, senza ricorrere ad espedienti senza senso, restando coerente con la realtà. Nulla è lasciato al caso e l’azione ruota attorno a sole tre persone: Guy Rogers, Dylan Dog e Anna Never. Un apporto minimo è dato dal dottor Bronksy, che comunque non aiuta Dylan in modo preponderante nelle indagini, quanto più semplicemente offre il suo aiuto e conferma quanto l’indagatore aveva già ipotizzato. Restringere il campo a questi personaggi, non ha affatto appesantito l’albo, rendendo comunque l’azione veloce, anche nelle fasi introspettive. Molto bello il modo in cui, coadiuvato dai disegni di Corrado Roy, Sclavi da novello Kubrick riesce a distorcere almeno in minima parte il tempo, mischiando scene reali con quelle girate nel film, sottolineando anche graficamente uno dei fili conduttori dell’albo, in cui realtà e fantasia facilmente si confondono. La copertina invece è opera di Claudio Villa, che sembra allontanarsi un po’ dal fumetto, senza rappresentare a mio parere appieno la storia: da più l’idea che Dylan Dog sia alla ricerca di un fantasma minaccioso in un castello d’altri tempi piuttosto che di un’allucinazione, e anche se non si voleva svelare subito che il fantasma fosse tale, si potevano trovare magari altre rappresentazioni più inerenti alla storia. Tuttavia, ammetto che questo vuol dire andare a trovare proprio il pelo nell’uovo, perché la narrazione non presenta alcuna tipo di pecca, offrendo semmai spunto per scenari successivi, essendo di fatto il finale un “non finale”, dal momento che non è chiaro se le ultime scene siano un sogno di Guy o la realtà dei fatti, pur riuscendo comunque a concludere la storia senza lasciare l’amaro in bocca a nessuno. I personaggi sono interessanti, hanno personalità ben chiare, ed interagiscono tra loro senza separazioni di alcun genere; in più mi risulta difficile pensare un’ambientazione diversa da quella proposta, sembra proprio che la storia non poteva avere protagonisti diversi. Tra l’altro, trovo che Sclavi abbia dato uno spaccato della realtà che a distanza di circa 25 anni è ancora ben salda, di un mondo che solo esteriormente si presenta dorato, mentre dentro è pieno appunto di fantasmi. In definitiva è un albo che va letto, non si può scindere da questo numero 4, decisamente entusiasmante e che lascia riflettere sui mali della società moderna, senza ricorrere per una volta a mostri di alcun genere, se non quelli reali.
LA TRAMA - SPOILER -
Londra, novembre 1986. Durante la notte, Guy Rogers è svegliato dal fantasma di una ragazza. Immaginando sia un’allucinazione, cerca di tranquillizzarsi bevendo gin e fumando sigarette, ma una voce lo chiama: è proprio quella del fantasma, che viene fatto a pezzi con una scure davanti i suoi occhi. Venti minuti dopo, all’appartamento sopraggiunge Dylan Dog, amico di Guy da 20 anni, chiamato da quest’ultimo in cerca di aiuto. Ispezionando la casa Dylan si rende conto che non è successo proprio niente, spiegando che la visione del fantasma poteva essere dovuto a un’allucinazione, probabilmente dovuta all’attaccamento alla bottiglia di Guy, il quale però, scaldandosi, sostiene di essere in cura da un analista per risolvere il suo problema tramite sedute d’ipnosi. Il mattino dopo, Guy, rivive la stessa scena della notte, ma stavolta è lui ad esser fatto a pezzi dal mostro: in realtà si tratta solo di un film, “Terror and Horror” di cui è protagonista. Dylan accompagnato da Groucho raggiunge gli studios dove girano per sincerarsi delle condizioni di Guy, che confessa che evidentemente la visione era dovuta alla lettura del copione la sera precedente, che prevedeva una scena uguale a quella vissuta la notte. La serenità di Guy è però rimessa in discussione dall’arrivo della coprotagonista, Anna Never, attrice alle prime armi, identica al fantasma della ragazza che aveva visto la notte precedente. Dylan prova a farlo ragionare dicendo che forse ne avesse visto la foto dai book, ma l’attore sostiene che sia stata scelta solo il giorno precedente. A riprese finite, tornato a casa Guy, ammette di aver paura, sentendosi demotivato nel continuare la cura preferendo la bottiglia di gin, ed è vittima di un’altra visione. Dylan Dog, preoccupato per lo stato del suo amico, decide allora di far visita ad Anna Never, spiegandole la situazione e chiedendole aiuto, nonostante Anna sia una ragazza decisamente distratta e combina guai. La mattina dopo, durante le riprese, una scena è interrotta in quanto fosse previsto l’arrivo di Guy, che però non si è presentato sul set. Dylan allora va a cercarlo a casa, dove lo scopre ubriaco e in stato di delirio mentre ripete la frase “la mia mente è libera”. Guy non si regge in piedi e solo nel tardo pomeriggio si sveglia per raggiungere gli studios. Intanto Dylan è in casa con Anna e Groucho, che guarda la tv. L’attenzione di Dylan è catturata da un programma di medicina, dove una dottoressa ripete la frase “la tua mente è libera”, la stessa pronunciata dall’amico. Contemporaneamente agli studios Guy scopre di esser stato sostituito per la sua scarsa professionalità, e uscendo dallo studio del regista ruba un’ascia di scena. Dylan invece si sta dirigendo dal dottor Samuel Bronsky, terapeuta di Guy, il quale spiega a Dylan le sedute del suo paziente come si svolgono, dicendo che dopo avergli dato gli ordini per curarlo,lo risveglia con la frase “svegliati, la tua mente è libera”. Dylan Dog sostiene allora che la cura abbia sortito un effetto indesiderato, liberando di fatto troppo la mente di Guy, al punto che questi riesce a vedere cose di altre dimensioni, mischiando realtà e fantasia. Il dottore allora chiede a Dylan di riportare Guy da lui per porre rimedio, ma una volta arrivati al suo appartamento scoprono che ancora deve far ritorno dagli studios, decidendo di attenderlo. Al suo ritorno, Guy attacca con una scure Dylan e Anna, delirando, senza che il resoconto di quanto detto tra Dylan e il dottore serva a qualcosa. Al contrario Guy si ribella, colpendolo con la scure, ma scoprendo solo in un secondo momento sia un oggetto di scena. Guy è colpito accidentalmente da un oggetto fatto cadere da Anna, così Dylan ha modo di riprendersi dallo spavento, e ne scaturisce una violenta scazzottata che fa precipitare Guy giù dalla finestra, facendolo morire schiantandosi al suolo. La notte del funerale, il fantasma di Guy lascia la tomba, iniziando a vagare per le strade di Londra armato della sua ascia.
IL TEMA
Il tema, è “redatto” dallo stesso Dylan nelle pagine del suo diario sul finire della storia: “… non tutto è fatalità, che c’è sempre un’uscita anche dal labirinto più oscuro, e noi possiamo trovarla… significa che niente è scritto…”. In effetti, se ad una prima lettura sembra far basare il tutto sul labile confine tra fantasia e realtà, l’albo gira attorno al tema più implicito delle dipendenze e dell’incapacità che spesso rende inermi le persone di cambiare il proprio destino. Troppo spesso ci si abbandona a sé stessi nascondendosi dietro la scusa del “tanto così doveva andare” , ma davvero il destino è così autoritario? O noi forse sulle nostre vite possiamo effettivamente incidere? Inoltre, è davvero unico il nostro destino, o talvolta è quello che ci capita tra mille altri destini per noi programmati? Ognuno è libero di pensarla a suo modo, purchè riesca a trovar sempre la forza di combattere ed essere, in ogni caso, più forte del suo stesso destino.
I PERSONAGGI
Dylan Dog: Può vivere Dylan Dog senza vampiri e soci? Si, può vivere! Dylan Dog sarà anche un indagatore dell’incubo, ma questo non vuol dire viva necessariamente fuori dalla realtà. Certo non ama la televisione e non possiede un cellulare, ma si destreggia perfettamente anche in occasioni “normali”. Tre sono almeno i particolari da considerare per descrivere meglio il personaggio e la sua storia: rifiuta una birra e se la prende con Guy perché beve, dimostrando di aver chiuso con l’alcool; dice di conoscere Guy da 20 anni, lasciando presupporre che da almeno 20 anni viva a Londra e soprattutto nei nostri tempi; afferma che il padre fosse un medium. Dylan ormai l’abbiamo conosciuto, apprezzato, e il personaggio è quello che vivrà nel corso della serie, ma è terribilmente presto per sapere chi è veramente Dylan Dog.
Groucho: Bentornato Groucho! Non che fosse stato assente ultimamente, ma l’accoppiata Groucho – Pinewood studios è certamente azzeccata. Lo si vede muovere con disinvoltura in un ambiente chiaramente a lui consono, col suo solito fare. Nonostante un utilizzo minore e la natura del caso che lo rende poco “assistente” come da lui stesso sottolineato, Groucho riesce ad essere comunque presente con le sue battute, risultando perfetto in ogni occasione. Più volte m’è capitato di pensare a quale attore avrebbe potuto impersonare l’assistente di Dylan Dog, ma credo che la scelta di Groucho Marx, ancora più di un Jerry Lewis o Jack Lemmon, era la migliore si potesse fare!
Guy Rogers: Attore di cinema, consumato dal vizio del fumo e della bottiglia, ormai nel dimenticatoio dell’arte da cinepresa. Il suo tentativo di ripresa termina in malo modo, e le occasioni di riscatto che gli si presentano non sono accolte come dovrebbero. Nonostante gli aiuti professionali del dottor Bronsky e amichevoli di Dylan Dog, Guy sembra non riuscire a vivere senza i suoi fantasmi, che ora si materializzano visivamente. È l’emblema dell’attore consumato, scambiato per colleghi più famosi, che dopo aver vissuto di notorietà, proprio non riesce ad abituarsi a una vita normale, abbandonandosi a gin e sigarette, divorato da se stesso, fino alla pazzia. Troverà la morte raggiungendo l’apice della follia, precipitando dalla sua abitazione.
Dottor Samuel Bronsky: È il terapeuta che ha in cura Guy. Si dimostra professionale e cordiale, riconoscendo i suoi limiti e proponendosi in aiuto del suo paziente per rimediare all’errore commesso.
LE DONNE
Anna Never: Attrice distratta e incapace, si differenzia delle sue colleghe oche e primedonne per il suo fare realmente ingenuo, rendendosi conto della propria incapacità talvolta e facendo mea culpa. Modella prestata al mondo del cinema, vive in un mondo tutto suo, per certi versi sarebbe la donna perfetta per Groucho, eppure, neanche a dirlo, è una delle conquiste del più quotato Dylan. È lei che “presta il volto” al fantasma di Guy, vivendo quasi una doppia dimensione da ectoplasma rivelatore e attrice in carne ed ossa.
L’ANTAGONISTA
C’è un vero antagonista? Francamente la risposta è difficile da dare, ma tendenzialmente direi di no. Innanzitutto Dylan Dog non è assunto da nessuno, cosa di per sé già bastevole a dire che nessuno ha paura di qualcosa. Inoltre, dopo assassini, streghe, lupi mannari e zombie, Dylan non affronta “un mostro” ma “i mostri”, anche se i più difficili da combattere: le dipendenze. Il fantasma di Anna Never è un’allucinazione, e non costituisce pericolo se non per la mente di Guy; il dottor Bronsky agisce in buona fede senza mirare ad alcun tipo di esperimento sotto ipnosi; si potrebbe dire che l’antagonista sia Guy, l’unico ad avere intenzioni di far del male a qualcuno, ma non agisce in base a un disegno premeditato ma per un raptus di follia, quindi un evento delimitato, e soprattutto è armato di un’ascia, che anche se inconsapevolmente, si rivela comunque finta. Non ci sono persone sparite, torturate, ammazzate (forse questo giustificherebbe la mancaza di Bloch) e nessuno è realmente in pericolo di vita. La fine di Guy quindi può essere catalogata come incidente, e non come risultato di un combattimento tra “forze del bene e le forze del male”. Ad esser minacciato non è assolutamente Dylan Dog, quanto piuttosto è Guy ad essere una minaccia per se stesso; il fantasma, non è quello di Anna Never, ma sono i vizi ad esserlo, se proprio vogliamo trovare un antagonista. Dylan Dog si scontra quindi con la “normalità” dei fatti, senza che si possa individuare un vero colpevole, o quantomeno un colpevole “concreto”. COLLEGAMENTO ALBI PRECEDENTI
L’albo per la sua particolarità non presenta alcun tipo di collegamento con i numeri precedenti, e forse già da qui Dylan Dog perderà per certi versi la “continuità perseverante” inseguita in molte altre collane. È pur vero si tratti appena del quarto numero della serie, e quindi andare all’indietro né è particolarmente difficile senza collegamenti di alcun genere, né tantomeno necessario, se non in sporadiche occasioni. Tuttavia l’albo presenta si dei collegamenti, ma proiettati al futuro: nel corso della serie ci saranno talvolta riferimenti a questa gran bella storia dell’indagatore dell’incubo.
INFLUENZA SUL FUMETTO
L’albo è un omaggio a Richard Matheson, scrittore statunitense nato il 20 febbraio 1926, autore tra l’altro di “Io sono legenda”, esperto di thriller, e in particolare al suo “Io sono Helen Driscoll” (titolo originale: “A Stiro f Echoes”) del 1958. Il romanzo è ambientato in California, e vede protagonista Tom, che durante una festa con amici e parenti, è ipnotizzato dal cognato Phil. Contrariamente al fatto pensasse che tutto fosse finito col suo risveglio, Tom vede una donna in soggiorno nel corso della notte, ma nessuno gli da credito, né sul fantasma, né sui malori o sulle visioni. La sua mente in realtà si è trasformata in un canale aperto ad onde telepatiche che l’hanno reso capace di leggere nel pensiero e prevedere ciò che di negativo accadrà, sconvolgendo così la quiete del protagonista. Nel 1999 David Koepp dirigerà la trasposizione cinematografica del romanzo con Kevin Bacon. L’analogia col fumetto non è solo nella storia, ma è da notare come la protagonista femminile, Anna Never, abbia lo stesso nome di battesimo della moglie di Tom, e la frase “la tua mente è libera” è la stessa utilizzata per svegliare il protagonista. Il riferimento non è velato, in quanto Dylan Dog lo cita esplicitamente a pag.81 spiegando al dottor Bronsky la situazione di Guy che tutto quanto stia succedendo sia ciò che succedeva nel romanzo che lui gli aveva prestato, per l’appunto “Io sono Helen Driscoll”.
RIFERIMENTI CULTURALI
“Gauloises”: A pag.10, Guy fuma una sigaretta. Nella prima vignetta si legge sul pacchetto “Gauloises Filtre Seita France”. Le Gauloises sono delle sigarette prodotte in Francia a partire dal 1901, dalla Altadis. Tale brand è considerato come prodotto key International brand, commercializzato in tutto il mondo. Questa sigaretta tra l’altro era molto diffusa negli ambienti intellettuali, infatti era solitamente fumata da personaggi quali Picasso, Orwell o Polanski.
“Delirium Tremens”: Stato acuto di delirio di alcoolisti cronici dettato da un’astinenza protratta per giorni dall’alcool. Presentandosi con deliri, allucinazione e sudorazione, può causare infezioni broncopolmonari e procurare lesioni al sistema nervoso centrale. Tra le morti legate al delirium tremens, la più conosciuta è quella dello scrittore Edgar Allan Poe il 7 ottobre 1849. La nomina Guy a pag.19 quando contesta Dylan credendo gli stia dando dell'alcoolizzato.
Roger Moore: Attore inglese del 1927, è noto per il serial tv “Il Santo” e ancor più per essere stato dopo Sean Connery e George Lazenby, la personificazione dell’agente segreto 007, James Bond, di cui ha interpretato sette film dal 1973 al 1987. Anna Never lo nomina a pag.37 scambiando il suo collega Guy Rogers per l’attore britannico, dicendo di aver visto tutti i suoi 007.
“Yoda”: Personaggio della saga di “Guerre Stellari”, divisa in tre trilogie, di George Lucas, è il Gran Maestro del consiglio Jedi con grandi abilità di combattimento con la spada laser. Il suo nome deriva dal sanscrito “yodha” e vuol dire “conbattente”, mentre la sua prima apparizione nella serie è del 1980 in “Guerre Stellari – L’impero colpisce ancora”. A pag.38 Groucho indossa una sua maschera.
“Pinewood Studios”: Uno dei più famosi teatri di posa d’Europa, con sede a Londra, conosciuto con il nome di “007 stage” in quanto molti dei film di James Bond son stati girati al loro interno. Lo si vede a pag.38 quando Dylan e Groucho lasciano gli studi dove è girato il film di Guy e Anna.
Charls Dickens: Nato a Portmuoth il 7 febbraio 1812, è uno scrittore inglese famoso per i suoi romanzi sociali quali Oliver Twist o David Copperfield. Il suo stile, un misto della corrente picaresca e quella più romantica, l’ha reso per la critica uno dei romanzieri più popolari di sempre, se non il più popolare. Dylan Dog lo cita a pag.50 paragonando la strada che percorre a quelle della Londra del secolo precedente descritte da Dickens.
“Kung Fu”: Insieme delle arti marziali nate in Cina. Anna Never professa di esserne esperta a pag. 53.
“Acchiappafantasmi”: A pag.55 Anna chiede a Dylan se sia un acchiappa fantasmi, come quelli del film. Il film a cui si riferisce è chiaramente “Ghostbusters” del 1984, diretto da Ivan Reitman, con Bill Murray, Dan Aykroyd, Harold Ramis ed Ernie Hudson, dove i quattro interpretano appunto degli acchiappa fantasmi che devono salvare la città di New York. Il film ha riscosso molto successo e nel 2000 è entrato al 28° posto nella lista delle 100 commedie americane migliori di sempre. Nel 1989 il film ha avuto un sequel, ma essendo il fumetto del 1987, il riferimento è alla prima delle due pellicole.
Piranha: Pesci d’acqua dolce che vivono in fiumi e lagune del Sudamerica, appartenenti alla famiglia dei Serrasalminae, lunghi tra i 15 e i 25 cm, famosi per i denti affilati e l’appetito vorace per la carne, pur non essendo strettamente carnivori. Ne parla Groucho a pag. 76 ipotizzando una “vendetta” verso Dylan Dog.
Ipnosi: Fenomeno psicosomatico che coinvolge il soggetto fisicamente e psicologicamente, che consente a chi la pratica di accedere alla dimensione più incosciente ed emotiva del soggetto. Attualmente è impiegata nella ricerca clinica e in ambito terapeutico, con l’ipnositerapia. Le prime fonti di tale fenomeno risalgono addirittura al regno del faraone Ramesse XI d’Egitto, circa 3000 anni fa. A pag.78 c’è una scena d’ipnosi in tv.
RIFERIMENTI MUSICALI
“Bye Bye Love”: Brano originariamente scritto da Felice e Boudleaux Bryan, rifiutato da numerosi artisti tra cui Elvis Presley, fu portato al successo dagli Everly Brothers, Phil e Dan, precursori del country e del rock ‘n roll, nel 1957 . Fu il loro secondo singolo e li proiettò tra i grandi artisti del periodo. Nella fattispecie, Dylan Dog a pag. 47 ascolta la canzone nella versione di “Bye Bye Life”, interpretata da Roy Scheider e Ben Vereen nel film “All that Jazz” del 1974 di Bob Fosse, che vinse quattro Oscar, tra cui quello per miglior colonna sonora.
GROUCHARIO
“Eh si… da che ho lasciato la carriera artistica per farti da assistente, non avrei mai creduto che la mia mano mettesse ancora piede negli studios!”
(Membro dello staff: “Pezzo di cretino! Ti rendi conti che hai rovinato una scena da ventimila sterline?”) “Cruioso… ahio!.. Lo stesso prezzo della mia testa, quindi siamo pari”
“A proposito, scegli una carta. (…) Puoi tenerla, ne ho altre cinquantuno.”
“Cara collega! Anche voi siete qui per distruggere gli studios?”
“Non mi riconoscete? Eppure ero famoso, un tempo! Sono certo che avete sentito il mio nome: Pinco Pallino” (Il regista: “Non tu, dannazione! Lei!”) “Davvero? Anche lei si chiama Pinco Pallino?”
“Io ne so una più strana: è quella del tizio che ha venduto l’anima al diavolo in cambio della felicità eterna… se un giorno capiti all’inferno lo riconosci subito: è quello che ride come un matto!”
“Come sarebbe? Adesso non verrai a raccontarmi che sei una specie di medium?! O magari di massimum?!”
“Un particolare? E quale, in particolare?”
“In effetti se fossi un mostro, mi preoccuperei abbastanza, per esempio, che gli armamenti nucleari delle grandi potenze siano sufficienti a distruggere la terra venti volte.. e più che altro mi spaventerebbero i tempi morti tra una volta e l’altra!”
“Io posso sostituire qualunque attore, compreso me stesso! E ho anche un’idea geniale: Anna dice al mostro: “Se tu mi amassi!”. E lui risponde “Ma no, non aver paura che non ti amasso!””
“Una rosa senza spine va a pila.”
“A proposito, è così che conduci le indagini? Va beh che lavori gratis, ma non mi sembra che tu concluda molto! E poi non mi fai assistere! Che assistente sono se non assisto?”.
“Che c’è di male? Hai solo fatto il tuo dovere: sei o non sei un acchiappa fantasmi? Beh, una te la sei acchiappata!”
“È morto? Moribondo? Morituro?”
(Dylan Dog a Guy :”Giuda ballerino! È destino che quando vengo qui debba prenderti a sberle!”) “Io è la prima volta che vengo qui: posso avere lo stesso destino?”
(Sfilandosi la maschera di un teschio) “Mi ha riconosciuto di nuovo! Come avrà fatto? Io non sono così magro..”
“Bah, ho la vaga impressione che non mi voglia tra i piedi.. peggio per lui! Si annoierà! E mi considero offeso: prima o poi lo ucciderò mettendogli un piranha nell’aranciata. D’altra parte, vivere è sempre stato un rischio per tutti: conosco parecchia gente che ci ha rimesso la pelle. A proposito di noia, che c’è in tivù?”.
BLOCH NON…
Come scritto nella recensione precedente, Bloch ritorna nel prossimo numero, in impermeabile, paura di perder la pensione ed emozioni non vissute da tanto e tanto tempo!
BALLATE
Indovinate un po’? Eh già, neanche questa volta… Facciamo così, come fatto per la sezione “Bloch non…” avviso che la prima ballata sarà presente nel numero 10, quindi, riflettendo sul fatto che sarebbe stato più opportuno metterla sezione quelle volte effettivamente rare in cui compare, d’ora in poi piuttosto che far come gli studenti che si arrampicano sugli specchi quando non sanno che rispondere, scriverò al massimo “non pervenuta” … Tanto la sezione non la levo! :P
PROSSIMO NUMERO (fonte SergioBonelliEditore)
DYLAN DOG 5) GLI UCCISORI
Una febbre di sangue ha colpito Londra, senza motivo né preavviso. Chiunque puo' saltarvi alla gola in preda ad un'estasi omicida; nessuno è insospettabile, nessuno è immune. E, un poco alla volta, l'orda degli uccisori cresce... Soltanto il bizzarro professor Wells sembra sapere qualcosa. C'è un contagio invisibile che scorre attraverso le cose e le persone, una follia nata da un complotto. Come fermarla?
















