Bisogna chiedersi come mai in pochi mesi il «modello italiano» così celebrato e autocelebrato sia diventato un deprimente «mal comune, mezzo gaudio» europeo.
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Bisogna chiedersi come mai in pochi mesi il «modello italiano» così celebrato e autocelebrato sia diventato un deprimente «mal comune, mezzo gaudio» europeo.
L'analisi di quanto avviene in alcune grandi città suggerisce di evitare sia le demonizzazioni, sia l'ottimismo con il quale, in modo superficiale, alcuni difensori d'ufficio di Palazzo Chigi nel M5S nelle scorse settimane sottolineavano l'assenza di tensioni sociali. Purtroppo, la realtà si sta vendicando. E la sensazione che si sia perso tempo, trovandosi impreparati nonostante il rimbalzo del coronavirus fosse annunciato, mette a nudo i ritardi di Regioni e governo. Non basterà lo scaricabarile tra istituzioni a placare il malessere. Anzi, senza un recupero di coesione sociale il rischio è di esasperarlo.
A quasi una settimana dall'approvazione, il cosiddetto decreto Rilancio viaggia ancora in un limbo giuridico
...le peggiori pratiche parlamentari.
Voler governare è una legittima ambizione. Ma governare è una cosa seria; e, per quanto ai Cinque Stelle sembrino parolacce, è fatta di trattative, compromessi, e legittimazione degli avversari. Si vedrà dopo il 4 marzo se, qualora davvero avesse la maggioranza relativa dei voti, sarà in grado di compiere un salto culturale in grado di accreditare e non isolare di nuovo la sua forza elettorale.
Zaia, Vincenzo De Luca in Campania, Giovanni Toti in Liguria, Michele Emiliano in Puglia brillano ormai di luce propria, come Stefano Bonaccini in Emilia-Romagna. A guardare bene, lo stesso Zingaretti è arrivato alla guida del Pd essendo tuttora presidente della regione Lazio. Sono personaggi radicati, al contrario di un grillismo che non a caso fatica a diventare proposta o alternativa.
Rimane da capire come sarà rielaborata la convivenza tra due personaggi percepiti ormai quasi come inscindibili. In modo imprevisto, Benedetto ha accompagnato tutto il pontificato del primo papa argentino. Per paradosso, Bergoglio dovrà assumere un'identità doppia: la propria e quella di Ratzinger. E non sarà una sfida facile, nella fase più dif-ficile e convulsa del suo pontificato.
...rispetto a un centrodestra piegato alla compattezza dietro a Salvini, sul fronte opposto c'è un Pd alle prese con un alleato recalcitrante; e con un altro che dopo la scissione si illude di crescere martellando il suo ex partito.