Magic practice.
Mazir from my Legend of Zelda AU
seen from China
seen from Brazil

seen from Türkiye

seen from United States
seen from Türkiye

seen from China
seen from Brazil
seen from United Kingdom

seen from Netherlands
seen from Uzbekistan
seen from United States

seen from Canada

seen from India

seen from United States

seen from Malaysia

seen from Netherlands
seen from Ecuador
seen from United Kingdom
seen from Germany

seen from Kazakhstan
Magic practice.
Mazir from my Legend of Zelda AU
commission for @Elissinia!
A pixel icon commission for @Elissinia of the good boy Mazir!
:: character not mine::
a halloween themed commissioned for elissinia, her OC Mazir who is a cutie and loves to cook. gotta taste that pumpkin soup, together with some monster buds.
More Mazir the Evil Wizard, part of my Zelda AU
They’re a tender heart who sings when they’re alone.
A YCH (resting in flowers) commission for @elissinia! -character not mine-
commission info | patreon
Mazir. Commission for Elissinia.
Want me to draw you a commission too? Info here!
ROSEWATER
United States, 2014 Regista: Jon Stewart Interpreti: Gael García Bernal, Kim Bodnia, Dimitri Leonidas, Shohreh Aghdashloo, Goldshifteh Farahani Cos'è la satira? come viene vista da un regime chiuso, impaurito, che prima bastona e poi fa domande? Rosewater è la storia (vera) di Maziar Bahari, giornalista per Newsweek di origine iraniana ma residente a Londra che ha la sfortuna di trovarsi in una tempesta perfetta di circostanze negative; deve fare un servizio sulle elezioni del giugno 2009 a Teheran, quelle che vedono Ahmadinejad trionfare sullo sfidante Musavi tra sospetti brogli elettorali su scala massiccia. Mazir intervista, per puro caso, delle persone che si oppongono strenuamente al regime attraverso la libertà di informazione (installano parabole satellitari clandestinamente), cosa che il regime reputa alto tradimento. Così, tra anacronismi più o meno evidenti, Mazir viene intervistato da un inviato del Daily Show di Jon Stewart (qui anche regista all'esordio), che nell'ilarità generale parla di spie e complotti; il regime però non ride, anzi, e imprigiona Mazir con l'accusa di spionaggio. Sembra incredibile, ed è sconcertato anche Mazir stesso, all'inizio; la terribile realtà non tarda a presentarsi, e i giorni successivi saranno per Mazir quelli che metteranno alla prova le sue convinzioni e la sua forza, interrogato da un aguzzino che riconoscerà solo per il forte odore di acqua di rose. Il Daily Show è finito (Jon Stewart ha annunciato l'addio che avverrà a breve, 17 anni dopo l'inizio del programma) e l'ex conduttore, al netto di altre offerte simili, potrebbe pure proseguire su questa strada. Il film è ottimo; riesce là dove Argo aveva fallito (sì, pure con Oscar e tutto il resto). Presenta un quadro chiaro, spietato e abrasivo della politica restrittiva di un certo tipo di medio oriente. Un ambiente dove la satira non esiste. Dove essere uomo significa controllare la moglie. Dove un naturalizzato occidentale fatica a comprendere cosa sia diventato il regime, anche dopo che un simile fato era toccato ai suoi familiari (padre e sorella). Il merito del film è però non fermarsi alla storia dell'oppresso. C'è spazio per l'oppressore; non tentando di spiegare le ragione del regime, francamente poco difendibili, ma illustrando quali siano i meccanismi che portano alla creazione di muri su muri tra le persone. Ottimo film quindi, meriterebbe molto più riconoscimento internazionale.