Andrea Bocelli and HAUSER _ Melodramma (live from Times Square, New York)
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Andrea Bocelli and HAUSER _ Melodramma (live from Times Square, New York)
Mutlu geceler 🎶💙🙏
Andrea Bocelli - Melodramma (Vivere Live in Tuscany)
my little know-it-all melodramma mellifluo He's a bit a lot dramatic, very nosy and seems to know everyone and everything even if most of the time he doesn't. he's got a brother and togheter they're writing "ugly monsters and where to find them" a compendium about monsters
Gioielli di scena
attraverso la carriera di quattro celebri soprani del Novecento
Stefano Papi , Prefazione di Pier Luigi Pizzi
Electa, Milano 2003, 200 pagine, 60 ill. b/n e 120 a colori, 22x30cm., ISBN 9788837024390
euro 70,00
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E' il 1865: in corso Monforte a Milano, Napoleone Corbella fonda la prima fabbrica italiana di gioielli e armi per il teatro. Siamo nei primi anni del Novecento, un periodo fertile per le nuove opere del melodramma italia. Questo volume offre uno straordinario e inedito spaccato della storia del gioiello di scena e del melodramma. Diademi, orecchini e collane disegnati e prodotti per la scena di importanti opere liriche e indossati da alcuni dei più famosi soprani del novecento, Margherita Carosio, Rosanna Carteri, Antonietta Stella, e Renata Tebaldi a ciascuna della quali è dedicato un capitolo. Disegni, riproduzioni a colori, fotografie d'epoca, una narrazione storica e curiosa; tutto il materiale riprodotto nel volume è frutto di una importante ricerca svolta dall'autore, Stefano Papi, storico del gioiello di fama internazionale, Senior Director e Senior Specialist per l'Europa del Dipartimento Gioielli della Casa d'aste Sotheby's. Dietro ad ogni singolo pezzo nato dal connubio tra le "fabbriche", gli sceneggiatori e i costumisti dei più importanti teatri lirici italiani, c'erano ore e ore di duro lavoro, di ricerca dei materiali più indicati, di tecniche e trattamenti per riprodurre gioielli che la che la luce del palcoscenico avrebbe esaltato, rendendoli meravigliosi e magici. I gioielli di scena, spesso impropriamente chiamati bigiotteria, hanno oggi un'importanza che li colloca nell'ambito delle Arti Decorative del XX secolo.
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05/09/21
Grazie agl'inganni tuoi, al fin respiro, o Nice, al fin d'un infelice ebber gli dei pietà: sento da' lacci suoi, sento che l'alma è sciolta; non sogno questa volta, non sogno libertà. Mancò l'antico ardore, e son tranquillo a segno, che in me non trova sdegno per mascherarsi amor. Non cangio più colore quando il tuo nome ascolto; quando ti miro in volto più non mi batte il cor. Sogno, ma te non miro sempre ne' sogni miei; mi desto, e tu non sei il primo mio pensier. Lungi da te m'aggiro senza bramarti mai; son teco, e non mi fai né pena, né piacer. Di tua beltà ragiono, né intenerir mi sento; i torti miei rammento, e non mi so sdegnar. Confuso più non sono quando mi vieni appresso; col mio rivale istesso posso di te parlar. Volgimi il guardo altero, parlami in volto umano; il tuo disprezzo è vano, è vano il tuo favor; che più l'usato impero quei labbri in me non hanno; quegli occhi più non sanno la via di questo cor. Quel, che or m'alletta, o spiace. se lieto o mesto or sono, già non è più tuo dono, già colpa tua non è: che senza te mi piace la selva, il colle, il prato; ogni soggiorno ingrato m'annoia ancor con te. Odi, s'io son sincero; ancor mi sembri bella, ma non mi sembri quella, che paragon non ha. E (non t'offenda il vero) nel tuo leggiadro aspetto or vedo alcun difetto, che mi parea beltà Quando lo stral spezzai, (confesso il mio rossore) spezzar m'intesi il core, mi parve di morir. Ma per uscir di guai, per non vedersi oppresso, per racquistar se stesso tutto si può soffrir. Nel visco, in cui s'avvenne quell'augellin talora, lascia le penne ancora, ma torna in libertà: poi le perdute penne in pochi dì rinnova, cauto divien per prova né più tradir si fa. So che non credi estinto in me l'incendio antico, perché sì spesso il dico, perché tacer non so: quel naturale istinto, Nice, a parlar mi sprona, per cui ciascun ragiona de' rischi che passò. Dopo il crudel cimento narra i passati sdegni, di sue ferite i segni mostra il guerrier così. Mostra così contento schiavo, che uscì di pena, la barbara catena, che strascinava un dì. Parlo, ma sol parlando me soddisfar procuro; parlo, ma nulla io curo che tu mi presti fé parlo, ma non dimando se approvi i detti miei, né se tranquilla sei nel ragionar di me. Io lascio un'incostante; tu perdi un cor sincero; non so di noi primiero chi s'abbia a consolar.
So che un sì fido amante non troverà più Nice; che un'altra ingannatrice è facile a trovar.
Pietro Metastasio, La libertá
TRE CUORI - Trailer Ufficiale Italiano
E iersera la prima di Tosca è andata #tosca #giacomopuccini #opera #melodramma
Ah sì, vinci te stessa: a’ piedi tuoi l’ implora il tuo Ruggier.
[Pietro Metastasio and Johann Adolph Hasse, Il Ruggiero o vero l’ eroica gratitudine, Final Act, fourth scene]