Andrea Pazienza.
Sembra ieri. Sembra sempre.
Sembra oggi e sembra mo e mo.
Sembra Paz, sembra Andrea e sembra Totò.
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Andrea Pazienza.
Sembra ieri. Sembra sempre.
Sembra oggi e sembra mo e mo.
Sembra Paz, sembra Andrea e sembra Totò.
On air: "Il Suonatore Jones" Fabrizio De André
Di pasta e fagioli a casa mia se ne è sempre fatta tanta perché a mio nonno è sempre piaciuta più fredda che calda e spesso e volentieri ci faceva colazione prima di andare a lavoro (stomaci di ferro di una volta). È un piatto che ho sempre spiato fare e credo di averlo nel DNA.
Bisogna dire che mia nonna ne ha sempre fatte diverse versioni: quella normale, che vi faccio vedere oggi, quella ricca fatta con le orecchie e i piedi del maiale salati e affumicati e quella fatta con la sfoglia fatta in casa con solo acqua e farina, la pett’la, piatto tipico del sud pontino.
Resta solo una certezza, in qualunque modo fosse preparata io l’ho sempre adorata.
Ingredienti per 4 persone:
400 g di fagioli borlotti già cotti con la loro acqua di cottura
250 g di pasta mista o ditalini
½ carota
1 cipolla
½ costa di sedano
Prezzemolo
1 spicchio d’aglio
100 g di guanciale
1 scorza di Parmigiano Reggiano
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
Olio extravergine
Sale
Tritate abbastanza finemente carota, sedano, cipolla, prezzemolo e aglio e tagliate a cubettini il guanciale.
In una pentola versate un filo d’olio e fate soffriggere a fiamma bassa le verdure.
Mentre il soffritto cuoce passate i fagioli al passaverdure tenendone una piccola quantità da parte.
Unite il concentrato di pomodoro al soffritto e fatelo insaporire.
Aggiungete il passato di fagioli al soffritto, la scorza di Parmigiano, salate, coprite e portate a bollore e fate insaporire per una ventina di minuti.
Regolate di sale e poi unite i fagioli interi e la pasta.
Riportate a bollore, poi spegnete la fiamma e coprite. Lasciate la pasta a riposare per circa un quarto d’ora.
Servitela in una scodella con olio a crudo o parmigiano a piacere.
On air: "I Hope I Don't Fall In Love With You" Tom Waits
Milano è spoglia, quasi tutte le foglie degli alberi sono a terra e formano un tappeto rosso e giallo umido e ben compatto che attutiscono i passi di chi ci cammina sopra. Passeggiare per la città nelle giornate di sole ma fredde è una delle cose che preferisco, soprattutto quando le serrande dei negozi sono ancora tutte abbassate e le persone iniziano a entrare nei bar per fare colazione. Mi piace anche arrivare in agenzia prima di tutti e godermi il silenzio dell'ufficio vuoto, iniziare a lavorare con calma prendendomi i miei tempi per carburare e mettere in moto il cervello.
In questo periodo mi sono dovuto adattare a nuovi ritmi dettati, purtroppo e per fortuna dal lavoro, riducendomi a fare bucato, le pulizie e le spese sabato e domenica e di conseguenza mi sono dovuto ritagliare anche uno spazio preciso per cucinare e organizzare il blog.
La domenica mattina è il mio momento, mi sveglio con calma e faccio colazione nella penombra e con calma, aspetto che il caffè gorgogli nella moka e che il latte si scaldi al punto giusto per poi berlo accompagnato da una bella fetta di pane e marmellata.
Poi però mi metto subito all'opera, prendo il grembiule, pentole, macchina e cavalletto e inizia, accompagnata spesso da musica, la mia sessione personale di cucina. Domenica scorsa sarebbe venuto a pranzo il mio amico che veniva da due giorni da carnivoro in Toscana, ci voleva dunque un piatto vegetariano, leggero (più o meno) ma che scaldasse dal freddo.
Una minestra come questa mi è sembrata l'ideale.
Ingredienti per 4 persone:
150 g di pasta mista
300 g di zucca
1 mazzo di cavolo nero
200 g di Asiago fresco
50 g di Parmigiano grattugiato
1 costola di sedano
2 carote
1 cipolla
sale e pepe
olio e.v.o.
Pulite la zucca eliminando i semi e la buccia e il cavolo nero eliminando le coste interne. Poi in una pentola fate soffriggere leggermente la cipolla, il sedano e la carota tritati molto grossolanamente. Aggiungete poi la zucca e il cavolo, coprite con l'acqua, salate, pepate, coprite con un coperchio e portate a ebollizione, poi abbassate la fiamma e fate cuocere per almeno un'ora e mezza.
Intanto pulite l'Asiago dalla crosta e tagliatelo a cubetti, mettetelo da parte (non in frigorifero) coperto da pellicola.
Quando le verdure saranno cotte regolate di sale e calate la pasta. Fate cuocere la pasta per la metà del tempo indicato e poi spegnete, fate raffreddare un minuto e poi aggiungete l'Asiago e il parmigiano, mescolate e coprite. Fate riposare altri due minuti in modo che il formaggio abbia il tempo di sciogliersi. Impiattate e servite quando quando è ancora ben calda.
Il luppolo non serve solo per la birra, ma può essere un valido aiuto anche sulle nostre tavole, in minestre, zuppe, insalate, oppure in infusi e tisane contro lo stress.
Minestra di patate e polpette
Minestra di patate e polpette. Ricca di proteine, ottima da gustare, l'ho arricchita con le polpette. Segui la ricetta. Un ottimo piatto caldo
Piatto gustosissimo ricco di potassio, carboidrati, e proteine la Minestra di patate e polpette non può non essere aggiunta al ricettario. INGREDIENTI DUE PORZIONI INGREDIENTI PREPARAZIONE POLPETTE 100 GR DI FORMAGGIO GRATTUGIATO 200 GR DI MACINATO DI BOVINO 2 CUCCHIAI DI PANGRATTATO 1 UOVO FOGLIE DI SEDANO SALE INGREDIENTI PREPARAZIONE MINESTRA 160 GR DI PASTA A DADINIO FORMATO…
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Per rimetterci in sesto dopo le feste, per depurarci e smaltire i chili di troppo, sono necessarie minestre, zuppe e vellutate.
Per rimetterci in sesto dopo le feste, per depurarci e smaltire i chili di troppo, sono necessarie minestre, zuppe e vellutate. Sono il confort food per eccellenza. Un cibo che coccola, che sa di semplicità e di casa, di protezione e di ricordi di infanzia. Riscaldano, non pesano sulla digestione, nutrono, saziano e aiutano a reintegrare liquidi e minerali. Sono colorate, profumate ed appetitose, un vero tocco di allegria in tavola anche quando lo stress da ripresa dell’anno ci rende nervosi e di pessimo umore. Da un'idea di Isabella Vendrame, psicologa e food coach.
Minestre in brodo e vino
Minestre in brodo e vino
Per scegliere un vino che possa accompagnare una minestra in brodo occorre distinguere fra i brodini domestici ‘acque e dado’, i brodi veri e propri (scaturiti da una lunga, paziente cottura di carni o di verdure), le vellutate e le zuppe.
Con le minestrine in brodo (parliamo del brodino di acqua e dado, oppure di un semplicissimo brodo vegetale, fatto con verdure non aromatiche) si può bere qualche sorso d’un vino piuttosto leggero, scegliendo fra bianchi e rosati. Gli stessi magari che hanno accompagnato l’antipasto o che si assoceranno al piatto successivo.
Il brodo di carne o quello nato dalla bollitura di verdure particolarmente saporite può associarsi a un rosato o a un rosso leggero. Coi passatelli e coi tortellini in brodo sta benissimo un Lambrusco. Le vellutate di verdure amano i vini bianchi d’una certa stoffa; un Tocai , ad esempio. Ma la Parmentier di patate preferisce dei bianchi più leggeri.
leggi tutto https://bit.ly/2IXLEjZ
Minestre in brodo e vino
Minestre in brodo e vino
Per scegliere un vino che possa accompagnare una minestra in brodo occorre distinguere fra i brodini domestici ‘acque e dado’, i brodi veri e propri (scaturiti da una lunga, paziente cottura di carni o di verdure), le vellutate e le zuppe.
Con le minestrine in brodo (parliamo del brodino di acqua e dado, oppure di un semplicissimo brodo vegetale, fatto con verdure non aromatiche) si può bere qualche sorso d’un vino piuttosto leggero, scegliendo fra bianchi e rosati. Gli stessi magari che hanno accompagnato l’antipasto o che si assoceranno al piatto successivo.
Il brodo di carne o quello nato dalla bollitura di verdure particolarmente saporite può associarsi a un rosato o a un rosso leggero. Coi passatelli e coi tortellini in brodo sta benissimo un Lambrusco. Le vellutate di verdure amano i vini bianchi d’una certa stoffa; un Tocai , ad esempio. Ma la Parmentier di patate preferisce dei bianchi più leggeri.
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