Penso che tutti noi, da bambini, avremo avuto un nostro nascondiglio. Quello in cui ci rifugiavamo quando eravamo nei guai con la mamma, se gli ospiti erano noiosi o se semplicemente ci andava di restare un po’ da soli. Riguardo il mio, non si trattava di un posto ampio nè tantomeno accogliente. Un posto dove a stento riuscivo ad infilarmi, stando su me stessa e respirando lentamente, un posto che comunque sembrava essere stato costruito a misura per me. Sapevo che i grandi, quando non mi avevano tra i piedi, mi immaginavano già lì e nonostante tutto non venivano a cercarmi…in fondo,quello era solo il mio posto.
Nel frattempo crescevo e quel posto per quanto diventasse sempre più stretto non l'abbandonavo. Mi nascondevo come potevo, con i piedi che uscivano sempre di più e il respiro sempre più affannoso. I grandi, iniziavano a cercarmi con più insistenza, ad aspettare che io uscissi per affrontarli fino a quando sono dovuta mettermi io stessa dalla parte dei grandi. Ma sapete cosa c'è? In realtà quel posto non l'abbiamo mai abbandonato, si è solo spostato con noi. Sono nel mio posto quando sento ma non ascolto, annuisco ma non ci sono, quando seppure insieme alla gente mi sento sola, sono nel mio posto quando resto immobile a fissare la pioggia o il tramonto, quando stanca di litigare vado via, sono nel mio posto ogni volta che ho bisogno di sentirmi al riparo. Sono nel mio posto ogni volta che non ne posso più di questo mondo o dei grandi, come me.
Da piccola facevo parte di quel posto, da grande quel posto fa parte di me.
Il mio posto esiste ancora…