#sprazzi (la mirmecofobia celeste)
i riflessi di luce del tuo piercing sulla guancia accecavano quei troppi occhi che ti colpivano di interesse, e sembrava ti fossi lavata con la candeggina per la tua anemia cosi dolce latte, nonostante il sole di luglio, e la spiaggia desertica a timpazzi, che ci facevamo in abbondanza e non c'erano spie di guerra, solamente gabbiani, cielo pulitissimo e mezza calabria di fronte, e parlavamo di oceano che regge il mondo sulle spalle, di ulisse che aveva solcato questo mare e di eolo che ci faceva disperdere tutta la mista. "io non vorrei che voi camminaste sui pavimenti di tutti in cerca di ascolti proibiti" ti addormentavi fissando l'acchiappasogni che si muoveva leggermente, colpa di una finestra che perdeva aria, e il suono delle rotaie dei treni troppo sporchi in contemporanea agli archi di schubert e la vaschetta di gelato comprata a due euro al discount, che non utilizzammo solamente per cibarci. ci svegliavamo con la cantilena delle cicale estive, incollati, e le formiche stavano per attaccarci per via della vaschetta dimenticata, e la tua fretta di toglierti dal letto e dai piedi, una trovata cosi geniale da adorarti, da chiamarti dopo tre giorni e dirti "è stato paradisiaco a parte le formiche".
















