Pesca a feeder in mare (nona parte)
Dopo aver preso in considerazione l’attrezzatura è giunto il momento di parlare di montature. Ci limiteremo a quelle essenziali, tralasciando volutamente le tante varianti che pur abbiamo mostrato in rivista. Lo scopo di questa serie di articoli è quello di creare una base, ci auguriamo solida, per chi si affaccia alla pesca a feeder in generale e in mare in particolare. Complicare il discorso in questo momento non avrebbe senso e comunque vedrete che il livello di approfondimento non è poi così ridotto. Nell'organizzare le montature credo sia più pratico dividerle in due categorie. Da una parte quelle “classiche” da utilizzare con pasturatori di tipo cage, open-end e block-end, dall’altra quelle per pellet e method feeders. Accenneremo infine ai rig elastici.
Montature classiche
Si dividono a loro volta in due sottocategorie: fisse e scorrevoli. La montatura fissa per eccellenza è il paternoster, quella scorrevole è il running rig. Il paternoster scorrevole o running rig con feeder derivato “lungo” è una via di mezzo.
Il paternoster
Si tratta della montatura in grado di garantire la massima sensibilità per la capacità di trasmettere al vettino (tip) della canna le mangiate prima che il pesce possa avvertire il peso del pasturatore. L’unica resistenza che la preda avverte, inizialmente, è quella dovuta al piegamento del tip. Se lo avremo scelto con cura saremo in grado pertanto di reagire prontamente anche alle tocche più delicate. Esistono molti metodi di costruzione. Quello che vi presento in questa sede è molto rapido e prevede essenzialmente la realizzazione di una sola brillatura.
Decidete la misura di riferimento, che è la lunghezza del segmento di collegamento al feeder (indicata con X). Il resto sarà multiplo di questa misura. A titolo di esempio decidiamo che questo segmento sia lungo 20 cm. Ne viene che il bracciolo di collegamento al terminale sarà lungo il doppio (2X, quindi 40 cm) e il terminale da 3 a 6X (quindi da 60 a 120 cm). Prendiamo dunque la lenza madre e realizziamo una brillatura a poco più di 60 cm dal capo libero. Brilliamo per una ventina di cm e poi chiudiamo con un nodo a otto. All’asoletta della brillatura colleghiamo una girella con moschettone (loop to loop) per l’attacco del feeder. Al bracciolo di collegamento (l’eccedenza libera di lenza madre dopo chiusura della brillatura) una microgirella o uno sgancio rapido per l’attacco del terminale. Abbiamo finito. Come si sceglie la lunghezza ottimale per il terminale? In base ad alcune considerazioni e a tentativi. In genere tanto maggiore è la corrente tanto più lungo deve essere il terminale. Si faccia attenzione che parliamo di corrente lineare, non turbolenza. Tanto più i pesci sono diffidenti tanto più conviene allungare (avremo un sistema più lento nel trasmettere le mangiate ma più naturale). Se invece c’è un po’ di turbolenza sul fondo conviene accorciare tutto (passare ad una brillatura da 15 cm, un bracciolo di 30 ed un terminale di 45 cm). Insomma regolatevi in base alle condizioni e alla risposta dei pesci alle varie misure.
Il running rig
Montatura scorrevole che rispetto al paternoster lavora più schiacciata sul fondo. La sensibilità è discreta e legata ad un buon scorrimento della lenza madre attraverso l’anello della girella di attacco al feeder.
La realizzazione di questa versione è molto semplice. Sulla lenza madre inseriamo una girella con moschettone (per l’attacco del feeder) ed poi uno o due stopperini in gomma di diametro adeguato. Realizziamo quindi una brillatura con funzione di antitangle (antigroviglio) che superi abbastanza la lunghezza del pasturaturatore (15-20 cm). Una microgirella o uno sgancio rapido inclusi nell’asola della brillatura fungeranno da attacco per il terminale. Gli stopper in gomma servono da sistema di arresto per il feeder impedendogli di scorrere lungo la brillatura. La lunghezza del terminale varia in genere da 60 a120 cm a seconda della corrente, della diffidenza dei pesci, ecc. con ragionamento in parte simile a quello fatto in precedenza.
Il paternoster scorrevole (running rig a lunga deriva)
Combiniamo qui le due montature appena viste realizzandone una terza che presenti entrambe le caratteristiche di estrema sensibilità e scorrimento libero del feeder.
Rispetto al running rig qui il pasturatore è collegato alla girella sulla lenza madre non direttamente tramite il moschettone ma con un bracciolo connettore (in nylon brillato dello 0.25 o feeder gum). Le lunghezze dei segmenti (connettore, brillatura e terminale) seguono le regole del paternoster classico (X, 2X, 3-6X). I vantaggi di questa montatura sono quelli di aumentare la sensibilità del paternoster e salvaguardare il pesce in caso di accidentale rottura della lenza madre. Con la rottura di una montatura fissa la preda finirebbe per doversi trascinare dietro il feeder andando molto probabilmente incontro a morte.
Montature da method e pellet feeder
Sono tra loro piuttosto simili e non serve trattarle separatamente. Si tratta di montature con pasturatore inline e terminale molto corto, generalmente intorno ai 10 cm, benché in alcuni pellet feeder piuttosto profondi possa essere necessario allungare un po’. Diciamo in questo caso, così non ci confondiamo, che il terminale deve essere lungo mediamente 10 cm a partire dal bordo anteriore del feeder.
La soluzione che vi propongo prevede una brillatura (opzionale) sulla lenza madre. Si tratta del punto dove il feeder fa maggiormente movimento e che viene sollecitato di più nel lancio. Potete non utilizzarla benché non vi sia motivo per non farlo. La perlina in gomma evita che la girella si incastri nel tubicino che di solito è presente in questi pasturatori (e che serve appunto per bloccarli). Noi consigliamo di lasciarli scorrevoli così da salvaguardare il pesce in caso di rotture sopra il feeder. Se preferite potete sostituire perlina e girella con una quick change bead.
Rig elastici
Gli “elasticated rigs” sono una gamma di montature che prevedono la presenza di un ammortizzatore elastico in un determinato punto. La funzione dell’elastico, che può essere un vero e proprio elastico da roubasienne o un power/feeder gum, è quella di ammortizzare le testate del pesce in modo da allentare la tensione che grava sui terminali sottili. Vi sono pro e contro. Se da una parte si riduce (non si esclude del tutto) il rischio di rottura dei terminali dall’altra abbiamo una minor efficacia di qualsiasi effetto o azione ferrante ed un ritardo nella trasmissione delle tocche delicate. Utilizzateli con cautela ed in casi selezionati. Ricordate inoltre che l’elastico da roubasienne ed il power/feeder gum hanno proprietà diverse (rigidità, carico e fine corsa) e non sono alternativi.
Nelle montature classiche la posizione del settore elastico è cruciale e varia a seconda che utilizziate l’elastico da roubasienne o il feeder/power gum e che questi siano a singolo filamento o brillati (più rigidi e meno tendenti all'allungamento). Alcuni method e pellet feeders sono venduti già forniti di elastico al loro interno ma fate attenzione che molti di questi modelli forzano l’ultilizzo del pasturatore come fisso e non scorrevole. Dato che la nostra priorità è tutelare il pesce ne sconsiglio l’utlizzo, anche perché in questa pesca non vi è molta ragione, a mio avviso, per utilizzare terminali troppo sottili. Meglio un fluorocarbon 100% più spesso, tanto il terminale corto finisce per confondersi all’interno della pastura.
Testo e foto: Franco Checchi













