«Lucia Sabbioni, al cimitero, aveva in braccio la sorellina di quattro anni, che fu colpita alla testa da un frammento di muro della cappella ed ebbe il braccio destro asportato da una raffica: "Ho visto la mia sorellina che le mancava un pezzo di cervello, un braccio era andato, gli occhi non c’erano, mi sono trovata con un pezzo di carne, non c’era più mia sorella, non c’era più niente. Mi toglievo tutti i resti umani, dico: cosa faccio sono morta sono viva!? Eppure se mi metto ad urlare loro mi ammazzano, io sono ancora viva! E poi niente, tutta questa gente che agonizzava, che moriva piano piano. [Ho perduto in quell'occasione] la mia mamma che aspettava l’ottavo figlio e quindi ho perduto mio fratellino Otello, poi Adriana mia sorella, Giovanna mia sorella, Irene mia sorella, Bruna mia sorella, Desiderio il nonno e Gaetano lo zio, che lui non l’hanno ucciso nel cimitero, ma mentre saliva che cercava di raggiungere suo fratello, mio padre; l’hanno visto e l’hanno freddato".» – Il massacro. Guerra ai civili a Monte Sole, Edited by Luca Baldissara and Paolo Pezzino, «Biblioteca storica», il Mulino, Bologna, 2009