So che sono a Torino (città in cui abito), ma gli scenari sembrano quelli della Sicilia (dove sono nata e cresciuta).
Sono con un mio caro amico su quella che sembra la Circonvallazione di Messina (una strada panoramica) passeggiamo lì e lui decide di portarmi a vedere la casa in cui ha abitato, la sua vecchia casa, quella prima di quella in cui abita attualmente; gli scenari sono quelli della zona di Messina chiamata Cristo Re.
Entriamo, lui mi mostra la casa che sembra disabitata e che era aperta. A un certo punto però sentiamo dei rumori e mi domando se stiamo violando la casa di qualcuno o se siano i rumori dei vicini. Rimaniamo col dubbio. Il amico mi propone di mangiare lì, di uscire a comprare del cibo e di mangiarlo lì. Dalla finestra della cucina c’è una vista incantevole: vedo il mare con le barche. Usciamo quindi, inizio a uscire io. E lì vicino c’è una chiesa, vedo un campanile come lontananza, in collina, e lì vedo dei fenicotteri messi a piramide. Lui mi dice che sì, quella chiesa è famosa per i fenicotteri che si radunano lì in un certo momento della giornata. Io rimango incantata e un po’ stranita.
Andiamo a prendere da mangiare. Torniamo. Con noi c’è anche un altro nostro amico. Entriamo nell’appartamento e sentiamo dei rumori stavolta molto forti, capiamo che c’è un omicidio in corso. Si sentono spari, vedo sangue, corpi per terra, perdo di vista i miei amici, forse sono morti, scappo in camera, ma sento avvicinarsi l’uomo con la pistola. Decido di nascondermi sono al letto, che è basso e in cui ci sono delle strutture di legno che impedirebbero all’uomo di vedermi, ma non mi sento comunque al sicuro, mi nascondo solo per un attimo. Poi, insicura del mio nascondiglio, stufa di nascondermi, mi tiro fuori. Mi sparano credo. Poi mi accorgo che nella stanza c’è il mio ex. È lui l’uomo con la pistola? Non so cosa sia successo! Sono morti tutti!
Penso: mi faccio riconoscere! Allora esco e lo chiamo: ehi, sono qua!
Lui non mi sente e non mi vede. Capisco che sono morta anch’io. Io mi sveglio con la parola fratricidio in testa. Forse era partito tutto da una lite tra fratelli e il mio ex era solo uno dei tanti assassini che c’erano lì.
Finito tutto questo, passato un po’ di tempo da quel momento. Sono a una specie di festa e lì incontro un mio caro amico d’infanzia con cui mantengo un buon rapporto; lo abbraccio, lo saluto e io sento che sa cosa mi sia successo e che mi sostiene, mi può capire.