Nathan Never n. 363 - Resurrezione
Marzorati, Catacchio, Giardo
Ed. Bonelli - agosto 2021
Termina qui la doppia storia dedicata a una casa di cura piuttosto originale. Diverse sottotrame, sparse in differenti momenti storici, si collegano con l'aiuto di faticosi dialoghi, un pizzico di azione e qualche ingenuità imprevista da parte di un Nathan che evidentemente non è a pieno regime, probabilmente a causa dei trattamenti borderline di cui viene fatto oggetto nella "casa della gioia". Mi riferisco in particolare a delle indagini notturne beatamente ignare della possibilità di essere inquadrati da telecamere di sorveglianza... mentre un matematico autistico può tranquillamente accedere a dati molto sensibili tutte le volte che lo desidera.
Anche il colpo di scena relativo all'organigramma della clinica non annulla sospetti e indizi, ma aggiunge elementi nuovi che arricchiscono/complicano ulteriormente rapporti e finalità in un modo così intricato da sembrare piuttosto irrealistico.
Tra metodi terapeutici come minimo ipocriti (sorpresa delle sorprese, i violenti nuocciono alle loro cavie/vittime!) e tecniche diagnostiche alla Blade Runner, Nathan rivela a se stesso e ai suoi lettori un'ombra nera che il nostro Agente Alfa mese dopo mese tiene a bada con grande sforzo di volontà, ma la cui opera di corrosione pare essere più profonda di quel che sembra.
Un nuovo personaggio, o forse due, vanno ad arricchire il cast di comprimari che potranno riaffacciarsi tra le pagine della serie. Nella fattispecie mi riferisco al super-empatico cibernetico Daniel la cui moralità non è al momento messa in discussione anche se dovrà accettare gli estremi rimedi per sbrogliare una situazione in cui il nostro eroe mensile pare non riuscire a cavare il classico ragno dal buco. Il mese scorso avrei voluto parlarvi della clonazione, degli studi contemporanei circa la localizzazione della coscienza, del più grande organo del corpo umano che si chiama interstizio o tessuto connettivo e che rende conto del fatto che il nostro sistema nervoso non risieda esclusivamente nella scatola cranica e lo stesso dicasi probabilmente delle nostre memorie, dei nostri ricordi e delle emozioni con cui arricchiamo la nostra vita. L'albo di questo mese abbandona questa traccia, portata in evidenza nelle prime pagine dello scorso, dedicate al risorto-due-volte Daniel, per trasformarlo in un super-eroe e giocare coi bussolotti dei buoni e dei cattivi, sparigliando le carte con l'introduzione di eserciti, complotti e personaggi che si staccano dallo sfondo per dare sostanza a una storia che proprio a causa di queste scelte diventa un po' caotica. Beh, insomma con tutti questi ribaltoni narrativi, mi è passata la voglia e "valga questo come ottimo congedo".
I disegni di Catacchio, già rodati nella Sci-fi con il mitico Cyborg, sono stati contestati da alcuni lettori. Non mi sento di condividere questa opinione perché ritengo che quello che poteva fare il nostro l'ha fatto.
In una storia in cui i dialoghi spadroneggiano in lungo e in largo, più di... cambiare le inquadrature come neanche quando si guarda da un caleidoscopio impazzito; rifinire stanze, case e auto; giocare con le espressioni un po' truci del Nathan killer (anche se gli altri personaggi tendonono un po' a una certa fissità); esplorare differenti layout per le scene più dinamiche come la sequenza di pagina 80-83, cosa si poteva fare? Qui parlano sempre a due a due!
Qualche sfondo è stato in effetti un po' abbandonato a se stesso e non so bene quali potessero essere i tempi di realizzazione a disposizione dell'artista per completare questo albo doppio (cosa che comunque non deve essere una giustificazione, men che meno da parte dell'utente finale che acquista il prodotto in edicola).