Dark web, non solo criminali
Ethical hacking e hacktivismo
Il dark web viene spesso frainteso e identificato unicamente per i suoi aspetti negativi tuttavia questa parte della rete grazie alla libertà d'espressione che offre ha anche innumerevoli risvolti positivi, uno di questi è noto come hacktivism.
Gli hacktivist sono coloro che utilizzano la rete in modo sovversivo per finalità politiche, per promuovere le proprie ideologie, per tutelare la libertà di parola e i diritti civili. La nascita di questo termine è datata al 1994 quando per la prima volta venne utilizzata da Omega (un hacker facente parte del gruppo “Cult of the Dead Cow”).
Nell'hacktivism le forme di dissenso come lo sciopero e le ribellioni in piazza vengono sostituite dal netstrike, un corteo telematico che compie la protesta via web. Questa forma di opposizione venne introdotta per la prima volta da Tommaso Tozzi nel 1995 quando in un messaggio rivolto ad altri utenti scrisse:
« A differenza del nome (che comunque suona bene), è una versione distribuita di un sit-in pacifico. La metafora che meglio rappresenta il concetto di netstrike è la seguente: si immagini un numero di persone che cammina in un incrocio pedonale pieno di segnali e insegne, se il loro numero è veramente grande, potrebbero bloccare il traffico per un tempo significativo. Il primo obiettivo per un netstrike è stato un sito del governo francese che in quel periodo conduceva test nucleari nell'atollo di Mururoa. Da quel momento in poi sono stati effettuati infiniti netstrike, in alcuni casi da noi promossi, in molti altri, invece, su iniziativa di tutte le persone del mondo »
Questa particolare forma di opposizione consiste in un attacco informatico del tipo DDoS il cui fine è quello di bloccare o ridurre l'attività del sito web che è stato preso di mira. Questo avviene perché il sito viene sommerso da una grande quantità di traffico in entrata proveniente da fonti diverse che risulta impossibile da gestire. Interrompere il funzionamento di un sito non è l'unico obbiettivo della protesta, infatti la cosa più importante è rendere partecipe la collettività di un problema che viene modificato o tenuto nascosto dagli enti ufficiali.
Schema DDoS - Fonte: Wikipedia
I limiti etici dell'hacktivism sono stati spesso dibattuti e tutt'oggi ci sono pareri contrastanti a riguardo. I vari gruppi non sempre sono concordi tra loro sia perché non tutti possiedono le stesse regole, sia perché gli obbiettivi politici possono essere differenti. Nonostante questo la finalità di tutela sociale è un punto comune a tutti, almeno ideologicamente.
Una particolare forma di hacktivism è rappresentata dagli ethical hacker, coloro che sfruttano le proprie capacità informatiche per fini etici. I CyberAngels appartengono a questa categoria. L'obbiettivo di questo gruppo è smascherare ed eliminare i siti contenenti pornografia infantile e scovare i pedofili che popolano il dark web. Questo avviene grazie a degli hacker specializzati chiamati anche “cacciatori” che fingendosi bambini adescano i pedofili per poterli segnalare alle forze di polizia.
In generale l'hacktivism è molto legato alla politica e più in particolare al terrorismo. Dopo gli attentati di Parigi Anonymous ha svolto degli attacchi informatici tesi a bloccare la propaganda dell'Isis,sono stati inoltre scovati account che hanno reso possibile la localizzazione di alcuni terroristi.
Maschera di Anonymous - Fonte: Wikipedia
Claudia Giunta









