Cara Giulietta, Ancora non mi sembra vero niente. Ti vedo ancora piccola, in fasce e senza denti che iniziavi a ridere appena mi sentivi aprire la porta. I tuoi occhi grandi e curiosi che osservano il mondo, i tuoi primi passi per il giardino, che presto sono diventati corse a perdifiato. Hai avuto sempre avuto una gran fame, di tutto. Adesso so che in realtà era fame di vita. Quella vita che vedevi scorrere dalla finestra, che sbirciavi curiosa quando ti portavo a piedi a confessarti da frate Lorenzo. Quella vita che per la prima volta ti ha avvolto, travolto la sera della festa. Perdonami per averti sgridato quella notte. Perdonami per aver urlato anch'io contro il tuo angelo. Siete voi i miei angeli adesso. Pregate con me che questa vostra sciagurata follia cambi veramente il cuore delle vostre famiglie. Perché la pace sia reale, anche quaggiù. Ti amerò sempre, piccola mia. Tua baliotta.