"Ho sempre amato i libri Fantasy, così lontani dalla realtà, dalla vita reale. Così illusori..."
Il-tormento-degli-angeli

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"Ho sempre amato i libri Fantasy, così lontani dalla realtà, dalla vita reale. Così illusori..."
Il-tormento-degli-angeli
Ma se mi faccio una vita immaginaria, con degli amici immaginari, un lavoro immaginario, un futuro immaginario, una felicità immaginaria e un uomo immaginario che non mi faccia del male costantemente...è grave?
-”Faccio quello che devo fare per badare a me a me stessa”
-”Costruendo un muro talmente grosso che nessuno riesce a vedere cosa c’è dall’altra parte? E’ questa la tua idea di badare a te stessa?”
-”…”
-”Nel tuo caso, costruire barriere è un’occupazione a tempo pieno. Tu non vivi la tua vita, tu fai finta di viverla”
Arriverà eccome se arriverà. Arriverà il momento in cui ti sentirai felice, felice da morire, felice da vivere. E tutto il dolore e le lacrime e le tristezze sembreranno lontane anni luce, quasi come un ricordo, quasi come mai esistite. E sarai felice di aver sofferto così perchè quella sofferenza ti avrà portato a diventare quella che sarai, un persona migliore, una persona che sorride, e sorride davvero. Arriverà la felicità, eccome se arriverà.
Io, la ragazza color indaco (Facebook)
"Un corpo tatuato è un libro misterioso che pochi sanno leggere"
Non ho più niente da dire, e ogni volta che apro questo blog lo intaso con il mio nulla.
Mi pare inutile.
''Perché ora stai bene'' ho pensato.
Dovrei ringraziare qualcuno? Non lo so, c'è un merito in tutto questo? E se ci fosse sarebbe mio?
Non importa.
Non riesco più a scrivere, però.
Non scrivevo del dolore, io scrivevo dolore, lo trascrivevo, mi trapassava e si riversava dentro le parole.
E ora con cosa scrivo?
Perché io non sono felice, eppure sto bene.
Ogni volta il foglio rimane bianco, forse ho solo paura.
Vorrei tanto riuscire a scusarmi, scusarmi con me stessa per non esserci stata per così tanto tempo, per non essermi regalata più sorrisi allo specchio, vorrei davvero scusarmi per i pianti trattenuti e per i segni che credo non andranno più via, per le volte in cui avrei voluto ribellarmi ma non l'ho fatto, dovrei scusarmi per un bel po' di cose.
Ora sono qui, sono di nuovo qui, anche se non ho più niente, anche se sono svuotata.
Mi sono seduta sulla panchina ''della mia prima canna'' e ho pensato fino a quando in mente sono riaffiorati ricordi sparsi, ricordi a caso.
Lo faccio spesso, tengo la mente libera per riempirla di flashback random.
Nonno che sale le scale.
Io che corro e scavalco il cancello a otto anni.
Argo che viene a prendermi alla fermata dello scuolabus e mi riporta a casa.
Le dita sporche del viola scuro dei gelsi.
Io che canto alle feste di paese, sono anni che non lo faccio più.
Ricordi a caso, ho ancora tanto, non riempie solo il dolore, ma è quello che si sente di più, e ora mi sembra di aver perso un pezzo, forse quello più grande di me.
Mi hai spezzato il cuore talmente tante volte, che ormai quando scopro qualcosa su di te che mi dovrebbe ferire, non sento niente. Il mio cuore, non lo sento più.