scherzavo: durante i giorni di riposo riesco sempre a sbollire lo stress del lavoro, perché me ne dimentico completamente, non sono quella persona, ritorno alla mia realtà, ascolto i miei tempi, oggi ho letto, ho ascoltato un audiolibro (a proposito, lo aggiungo tra i libri letti?), ho cucinato una cosa buona dedicandole attenzione, ho pulito casa in prospettiva dell’arrivo dei miei di domani, ho fatto una passeggiata, eccomi qua, questo sono io, mi sono ascoltato, non ho impersonato qualcun altro per dover lavorare
ora snocciolo noccioline (una delle mie cinque droghe preferite) mentre bevo una coca cola e riguardo per l’ennesima volta the newsroom, e mi commuovo. mi chiedo perché. è una serie che adoro, amo i personaggi, i loro desideri fragili, loro hanno mille problemi ma hanno anche amici con cui parlarne e una vita frenetica. poi è una serie che parla di fare la cosa giusta. poi è una serie dove c’è un lavoro stimolante (quello del giornalista). chissà quale di queste caratteristiche mi scatena dentro una reazione così emotiva, così tanto da spingermi alla commozione. o forse è semplice malinconia per quello che mi ricorda, ovvero del periodo in cui l’ho vista la prima volta? oddio, quand’era in realtà non lo so, ma il passato mi fa sempre commuovere, vedo continuamente un roberto che è ancora in tempo per essere salvato
intanto ogni mezz’ora aggiorno vinted in cerca dell’affare. per ora niente cesare di alberto angela ma mi sono aggiudicato gli antropologi di aysegul savas, per gioco ho fatto un’offerta assai bassa ma il venditore ha accettato 🤷🏻♂️ sto pensando: ma se mi mettessi a fare il rivenditore di libri? tipo l’ultima volta al mercatino ho trovato alcuni libri recenti che hanno mercato, li ho lasciati sullo scaffale perché non mi interessavano, ma se li avessi acquistati e poi rivenduti? senza guadagnarci troppo, solo qualche euro per ogni libro, mh, ne varrebbe la pena?
















