Sono a casa da sola, un'altra volta. Ormai sono mesi che ci sto talmente tanto spesso che mi fa spavento solo all'inizio, poi mi abituo subito.
Le persone non fanno che chiedermi:"Ma quando parti?" e l'insistenza è talmente alta che mi pare quasi che la gente mi voglia fuori dai piedi il prima possibile.
Oggi sono andata dai nonni. Ultimamente mi viene spesso in mente sia quando nonna, quando stavo partendo per Rovigo, mi disse:"Poi vedi che là rimani, quello così succede" e io risposi:"Il mondo è troppo grande", sia quando, alla notizia del Giappone mi disse:"E quindi mo nun c verimm chiù?". Non ci avevo pensato e, in fondo, tutti i torti non ce li ha.
Mio fratello presto si trasferirà a Parma. Ovviamente mia madre farà lo stesso perché sennò perderebbe il senso della sua vita. Un duo inseparabile. Mi sono accorta di questa cosa tutte le volte che tornavo da Venezia. Anzi, è da sempre che mi sento il terzo incomodo. A rifletterci tengo covati tanti sentimenti negativi sin dall'infanzia. Sono crepe profonde quanto l'abisso.









