Adda passà 'a nuttata...
A completamento di questa splendida giornata dimmerda, (che manco è ancora finita, Signore pietà!), figlia di un ieri da dimenticare e madre di chissà quale glorioso domani, mi è toccata pure l’esperienza emozionante, e del tutto imprevista, del (tentato) salvataggio dei figli di Susy. Sì, la gatta. Che a quanto pare era incinta. Lo sospettavo, eh, ma visto che mangiava come un camionista in pausa pranzo, non capivo se fosse in dolce attesa o semplicemente una palla di pelo obesa.
Il lieto evento mi è stato annunciato live da figlia2, e quindi una volta rientrata a casa ho pensato bene di andare a controllare la situazione. Anche perché aveva diluviato, e dove aveva pensato bene di partorire, la genia? Sotto la siepe. Sempre lì. Dev’esserci una qualche calamita uterina in quella siepe, perché tutte vanno a sgravare lì sotto. Boh.
Susy, nel frattempo, era spaparanzata sullo zerbino come se niente fosse, in modalità “SPA post parto”, e dei cuccioli? Nessuna traccia. Dopo una breve caccia al tesoro, li ho trovati: due cusarielli spelacchiati, bagnati fradici, terribilmente freddi, con le lumachine che gli passeggiavano addosso come fossero in gita, e i cordoni ombelicali ancora attaccati alla placenta, il tutto meravigliosamente incastrato tra rami, spine e disprezzo per la vita.
Ho provato a tirarli fuori senza riuscirci. Mentre pensavo come fare, ho improvvisato un reparto maternità d’emergenza con una vecchia cassetta da frutta e un plaid dei bambini con la testa d'orsacchiotto (perché la decadenza è importante, ma con stile). Susy, appena l'ha visto, ci si è fiondata dentro senza manco guardarsi indietro. Istinto materno? Zero virgola niente. Sticazzi.
Mi son fatta anema 'e curaggio, ho preso le forbici come una levatrice dell’800 e zac! Tagliati i cordoni, liberati i micetti, asciugati alla buona e sistemati sotto la madre degenere, sperando che le scattasse almeno un istinto da babysitter di seconda mano tenendoli al caldo. Nel frattempo, ovviamente, ho tormentato @catsloverword con decine di messaggi, perché non bastano i suoi gatti, ora si deve sciroppare pure le disgrazie dei miei. Che poi… non sono nemmeno miei. Io non li volevo!!!
Mo’ adda sul passà ‘a nuttata. Perché tutto passa, tutto. La vera sfida è attraversarla, la nottata, mentre lei attraversa te.
Incrociamo le dita.


















