“Quando senza bisogno di parole trovi qualcuno con cui sei a tuo agio, con cui basta un'occhiata per sorridere e capirsi, è come ritrovare la strada di casa in un paese straniero...”
— Giuseppe Mancini, Nei silenzi delle parole

seen from Türkiye
seen from United Kingdom

seen from Maldives

seen from Germany
seen from United States

seen from Malaysia
seen from China
seen from China

seen from Malaysia
seen from United States
seen from Germany

seen from Germany
seen from United States
seen from Germany

seen from Malaysia

seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
“Quando senza bisogno di parole trovi qualcuno con cui sei a tuo agio, con cui basta un'occhiata per sorridere e capirsi, è come ritrovare la strada di casa in un paese straniero...”
— Giuseppe Mancini, Nei silenzi delle parole
Un'occhiata è un parlare coi sensi.
Mi accorsi che le sue pupille
erano rosse di pianto.
Non mi parlò,
ma mi ammazzò con un'occhiata,
quasi volesse dire
“tu mi hai ridotta così.”
E m'accorsi come le sue pupille erano rosse di pianto; non mi parlò, ma mi ammazzò con un'occhiata, quasi volesse dirmi: Tu mi hai ridotta così.
Ugo Foscolo
E non sai come ci rimango quando ti giri e mi lanci un’ occhiata quasi a volermi far scomparire. Non volevo essere un danno, davvvero, scusa.
ilragazzodalsorrisomaledetto
“Il passato è più facile da leggere: uno si volta all’indietro e, potendo, dà un’occhiata. E poi, sia come sia, esso rimane sempre impigliato da qualche parte, magari a brandelli. A volte bastano soltanto l’olfatto e le papille gustative, è notorio: lo sappiamo da certi romanzi, anche belli. Oppure un ricordo, quale che sia: un oggetto visto nell’infanzia, un bottone ritrovato in un cassetto, che so, una persona che essendo un’altra te ne ricorda un’altra, un vecchio biglietto del tram.”
— Antonio Tabucchi. “Si sta facendo sempre più tardi”.
Mi capita sempre di non sentirmi abbastanza, ormai è diventata un’abitudine, non riesco a farne a meno. Non sono e non sarò mai all’altezza degli altri, non sarò mai come loro.
Non so se odio di più le persone o me stessa.
Mi odio perchè non riesco mai a fare niente di giusto, mi odio perchè gli altri mi evitano, mi odio perchè non riesco a capire cosa c’è che non va in me.
Forse è perchè sono troppo grassa, troppo bassa, perchè ho le labbra troppo sottili, gli occhi troppo piccoli, le spalle troppo larghe, le gambe grosse, le mani piccole e la mente da bambina. In me vedo solo difetti, anche quando voglio trovare qualcosa di positivo.
Odio gli altri perchè non riescono mai a capire come sto, non si rendono conto del peso che le loro parole hanno su di me. Non si accorgono di come la mia espressione cambi improvvisamente dopo una loro frase. Non riescono a distinguere se il mio sorriso sia vero o falso o se la mia risata sia sincera.
Ma forse non odio le persone, odio solo il fatto che non riescano a capirmi, mi guardano ma non mi vedono. Eppure credo sia semplice regalarmi un sorriso ogni tanto, piuttosto che un’occhiata disgustata, una risposta al mio saluto invece che un’alzata di spalle, ma forse è più facile farmi del male piuttosto che del bene..
M'accorsi di come le sue pupille erano rosse di pianto, non mi parlò, ma mi ammazzò con un'occhiata. Quasi volesse dirmi "sei tu che mi hai ridotto così".
Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)