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GIORNO 8: 20-11 SABATO NAPOLI – POMPEI – OPLONTI / TORRE ANNUNZIATA – ERCOLANO – NAPOLI
Mi sveglio senza che suoni l'orologio alle 07.15. Colazione nel bar di ieri (€2,60) e prendo un ticket per la Circumvesuviana per Pompei Scavi, la Villa dei Misteri (€2,80). Parto alle 08.21 -orario che non era tra quelli che ho potuto trovare su internet -. Ingresso da Porta Marino a due passi dai Treni alle 09.00 (€16,00) con mappa. “Attraverso gli scavi, da oltre 6 metri di strati di ceneri, lapilli e pomici a Pompei, è emersa, una città che sembra fissata come in una fotografia, un'istantanea della società e della cultura del 79 d.C. ”. Mi fermo subito alle Terme Suburbane e imbocco Via Marina. Soste al Santuario di Venere e al Foro. Proseguo per Via dell'Abbondanza salendo per Vicolo del Lupanare con l'omonima Casa. Qui chiedo a delle gentili custode di segnarmi sulla cartina il meglio del sito che seguirò pedissequamente. Seguono le Terme Sabiane, la Casa di Sirico, la Casa dei Cornelii. Devio per Vicolo del Citarista per la Casa del Menandro. Segue la Casa del Criptoportico, Fullonica di Stephanus, Casa dell'Efebo, Casa di Paquius Proculus, Casa e Thermopolium di Vetutus Placidus. Rientro in Via dell'Abbondanza fino alla Casa di Octavius Quartio attraversata la quale sono in Via di Castricio e all'Anfiteatro e alla Palestra Grande. Da qui scendo alla Necropoli di Porta Nocera e da un circolo vizioso arrivo all'Orto dei Fuggiaschi. Alle 11.54 lascio gli scavi ed esco da Piazza Anfiteatro. Salto i secoli e raggiungo il bellissimo Santuario della Madonna del Rosario di Pompei. “Una valle desolata, insalubre, abitata da pochi contadini, dov’era facile imbattersi in gente di malaffare. Pompei non era altro che questo fino a quando l’avvocato Bartolo Longo non iniziò la sua opera al servizio dell’evangelizzazione e della propagazione del Santo Rosario. Un laico, un peccatore che si lasciò perfino affascinare dallo spiritismo, diventa apostolo della preghiera più cara alla Madonna realizzando opere impensabili per una mente razionale. È il miracolo della fede, una fede ritrovata e grande. Arrivato a Pompei quasi per caso, amministratore dei beni della contessa Marianna De Fusco, Bartolo Longo fonda il Santuario della Vergine del Santo Rosario, consacrato il 7 maggio 1891. La Basilica, trionfo del barocco, è stata costruita in tempi diversi. La prima pietra fu posta nel 1876 e se ne conclusero i lavori quindici anni dopo, nel 1891. La facciata fu inaugurata nel 1901 e il campanile nel 1925. Quel tempio diventa la casa di Maria, raffigurata in un quadro di modesta fattura che giunse a Pompei il 13 novembre del 1875, data a cui si fa risalire anche la fondazione della nuova città. L’Icona, oggi veneratissima in tutto il mondo, raffigura la Vergine Maria con il Bambino Gesù sulle ginocchia. Cristo ha nella mano destra un Rosario e lo affida alle mani di San Domenico. Maria dona invece una corona a Santa Caterina da Siena. È un’opera, che per stessa ammissione del Longo, pareva diventare ogni giorno più bella, per sua natura, non solo per i restauri che si sono succeduti nel tempo. Eppure, quella raffigurazione della Madonna, incoronata regina l’8 maggio 1887 e poi ancora il 23 aprile 1965, nella Basilica di San Pietro, da Papa Paolo VI, arrivò a Pompei su un umile carro di letame. Una regina che non ha carrozze né gli onori di un’accoglienza solenne e che, forse proprio per questo, diventa amata dalla gente più semplice. Nel 1884 Bartolo Longo fonda un periodico, “Il Rosario e la Nuova Pompei”, poi affida agli emigranti che raggiungono le Americhe una riproduzione della Madonna di Pompei. La devozione si estende, raggiunge ogni terra. Sono dedicate alla Madonna di Pompei chiese in tutto il mondo. Ma sono certamente tanti i pellegrini che raggiungono la città mariana, qualcuno dice circa due milioni. Molti vi arrivano a piedi.” Sta finendo la funzione religiosa e ne approfitto per una preghiera e le foto. Dopo la visita acquisto un ticket Circumvesuviana per Torre Annunziata (€1,30) e parto con il treno delle 12.42. Visito la Villa di Poppea-Oplonti. (€5,00). “Attualmente l’unico monumento visitabile dell’antica Oplontis è una grande villa residenziale, non interamente riportata alla luce, risalente alla metà del I secolo a.C. e ampliata nella prima età imperiale. In antico la villa era affacciata a picco sul mare in posizione panoramica ed era dotata di splendidi apparati decorativi di cui si conservano eccezionali testimonianze. Potrebbe essere appartenuta a Poppaea Sabina, seconda moglie dell’imperatore Nerone, o al patrimonio della sua famiglia, in base alla testimonianza di un’iscrizione dipinta su un’anfora menzionante Sucundus, un suo schiavo o liberto. “ Sono più i custodi che i visitatori. Cosi mi godo in silenzio la sottovalutata Villa dai rossi vivissimi. Una lunga scala scende fino al piano di calpestio con il Viridarium ed il colonnato esterno. Si entra in un Salone e seguendo il percorso obbligato visito una serie di Saloni, Sale, Corridoi e un altro Viridarium. Segue il Porticato, il Peristilio, il Larario, l'Atrio, la Cucina, il Triclinio, il Calidarium e il Tepidarium per uscire dal Tablinum. Fine. Visita breve, indolore e soddisfacente. Alle 13,46 parto per Ercolano (€2,00) sempre con la Circumvesuviana. Visito gli scavi (€13.00) senza cortina (ma come si fa a non avere mappe, cari scavisti). Dall'alto inquadro il sito: tre vialoni a salire e due ad incrociare il tutto riportato alla luce dopo avere scavato sotto “15 metri di colate di fango bollente. Più piccola di Pompei, però meglio conservata. La parte visibile è stata divisa in diverse insulae in cui ci sono case e ville.” Inizio dal Salone della Barca Romana di 2000 anni. Poi percorro tutti e tre i vialoni e i due incroci cosi alla fine esco da un ponte tibetano sulla Mostra: “Splendori: il lusso negli ornamenti ad Ercolano”. Sono le 16.10. Sono costretto a fare un mezzo periplo del sito perché seguendo le indicazioni di uscita finisco al parcheggio auto e bus nell'angolo opposto alla via più breve per la stazione. Questo ritardo si ripercuote amaramente sul resto della serata. Intanto perdo il primo treno per Napoli che mi parte davanti e il secondo (€2,20) fa un giro lunghissimo. Rientro in hotel per rinfrescarmi solo alle 17.50. Alle 18.00 a piedi mi dirigo verso il lungomare per arrivare a Mergellina per cena presso la Pizzeria 50 Kalò. Fermandomi in qualche negozio arrivo solo alle 20.25. La Pizzeria è assediata da un centinaio di clienti che attendono il turno rigorosamente all'esterno del locale. Se non perdevo il treno sarei arrivato sicuramente in un orario meno affollato. Lascio il mio nome alla Receptionist di ristorante che mi preavvisa un attesa di almeno di 1h1/2. Appoggiato ad un auto con le orecchie aperte ne approfitto per trovare il modo di rientrare in hotel con i mezzi pubblici. Tramite Google trovo una fermata metro a una cinquantina di metri dal locale e mi tranquillizzo. Aspetto come previsto 1h1/2. Ordino un altra Pizza Margherita per fare un confronto diretto con quella consumata ieri. La trovo più croccante e ricca (€8,50). Sono le 22.30 quando esco dal locale (se cosi si può dire visto che il mio tavolo era all'esterno). Salgo verso la fermata del metro; acquisto un ticket alle macchinette (€1,30); lo oblitero e mi reco ai binari. Una volta giunto, sul display leggo: Per lavori in Stazione Garibaldi il 20 e 21 novembre i treni sono sospesi. Chiedo info e alternative, ma nessuno ne sa niente. Mi tocca scarpinare per altre 6km fino all'albergo. Dopo 1h1/2, alle 24.35, sono in camera, esausto. Percorsi 18km.