Orfani: prima Stagione
Pochi mesi fa si è conclusa l’ultima stagione di Orfani, la serie di fantascienza targata Bonelli ideata da Roberto Recchioni ed Emiliano Mammuccari. Evento assai controverso, un po’ per il format insolito alla Bonelli e al fumetto italiano in generale, un po’ per l’entità delle risorse investite nel progetto. La stessa Bonelli sembrava avere delle aspettative molto alte al riguardo. Si saranno giustificate?Se seguite almeno un po’ il mondo del fumetto italiano, è impossibile che non abbiate sentito parlare di Orfani. E forse più di una volta siete stati tentati di leggerla, ma per motivi diversi avete desistito. Ebbene, questo ciclo di recensioni fa per voi. L’epopea di Orfani si è sviluppata attraverso tre stagioni da dodici numeri, due stagioni da tre, un albo speciale e un romanzo in prosa. Ogni nuovo post sarà la recensione di una stagione diversa, rigorosamente in ordine di uscita.
La seguente recensione NON contiene SPOILER, e nel limite del possibile nemmeno le successive.
Ebbene, iniziamo.
ORFANI: PRIMA STAGIONE
Una tremenda esplosione nel centro dell’Europa devasta mezzo continente, gettando l’intero pianeta nel caos e provocando terribili sconvolgimenti climatici. Ben presto si scopre che la situazione è ancora peggiore di quanto sembra. Non siamo soli nell’universo. Gli alieni esistono, e ci hanno preso a calci nel culo. I bambini sopravvissuti alla catastrofe, gli orfani, verranno addestrati a diventare dei supersoldati. L’obbiettivo non è solo vendicarsi, ma conquistare una nuova casa per l’umanità. Perché la Terra sta morendo.
Qui subentra un certo senso di deja vù. Chi almeno un minimo si interessa di fantascienza capisce che non si tratta di premesse originali. Tuttavia, andando avanti con la trama e dopo una serie di colpi di scena più o meno riusciti, ci si accorge che le cose non sono semplici come sembravano. Una cosa si può dire per certo: Orfani non è un remake di storie già viste e sentite. Nonostante sia influenzato da diversi franchise cult della fantascienza spaziale, in conclusione riesce ad offrire una trama molto avvincente e piuttosto originale. Dunque, se credete (come in effetti ho pensato anche io all’inizio) che Orfani abbia una narrazione non all’altezza, dategli una possibilità, e dopo i primi numeri sarete costretti a ricredervi. Tutto merito del tanto discusso Roberto Recchioni.
Un altro importante punto a favore della serie sono i disegni. Soprattutto le scene d’azione (molto frequenti) riescono ad impressionare con una dinamicità mai vista prima. Il cast di Orfani è eccezionale: oltre al co-creatore Mammucari abbiamo disegnatori del calibro di Bignamini e Cavenago. Ma la parte da leone la fa la colorazione. Basta dare un occhiata per cogliere la differenza con le precedenti colorazioni Bonelli. Se un qualsiasi Tex a colori sembra l’opera di un bambino dell’asilo, Orfani è addirittura inimmaginabile in bianco e nero. Le sfumature fanno tutto, e anche nelle stagioni successive spesso salveranno albi dai disegni mediocri.
Un grandissimo punto di forza della serie sono i personaggi. I cinque principali, Jonas, Juno, Sam, Ringo e Raul, sono caratterizzati benissimo. Roberto Recchioni inoltre da al loro sviluppo un’impronta da serie TV. Le relazioni di amicizia ed amore crescono albo dopo albo, e il loro progresso non è meno interessante di quello della trama principale. Gli antagonisti sono altrettanto carismatici.
Detto questo, i difetti sono pochi e trascurabili. Personalmente non ho apprezzato la frequenza di scene di sesso, che talvolta sembrano inutili e commerciali. C’è anche una certa ridondanza di azione: in alcuni punti è necessaria una pausa nel ritmo. Aggiungerei anche alcune scelte grafiche a mio parere un po’ trash. Non vi dico quali, per evitare spoiler.
In conclusione, la prima stagione di Orfani è davvero il capolavoro che dicono. I principali blog italiani sembrano unanimi nel dare valutazioni ottime. Un successo di critica che non pare essere riflesso in un successo di pubblico. La serie è andata certamente bene, ma non è stata l’esplosione che qualcuno si aspettava, e soprattutto, non sembra aver conquistato l’attenzione delle giovani generazioni, ossia il target principale del progetto. Passa perlopiù inosservata anche all’estero.
Personalmente, è e resterà uno dei miei fumetti preferiti. Peccato che il livello inizia a calare drasticamente nelle stagioni successive. Per questo, la prima stagione di Orfani, insieme alla tre-numeri Orfani: Terra, è l’unica che consiglio alla lettura. Ma le ragioni di tale giudizio ve le spiegherò con le prossime recensioni.










