«Nel cuore del pomeriggio, il tempo si fa sottile. La luce colpisce il vetro e sembra di toccare il volto di una persona cara. È un istante di pienezza che somiglia a un addio, eppure è un inizio. È la malinconia di un quadro di Bonnard, una grazia che ha il colore dell'acetosa selvatica e degli occhi che abbiamo perduto e ritrovato mille volte: un ottanio di foreste umide e marine lontane, una nota di stupore che non appesantisce il cuore, ma lo solleva. In questa rêverie che non smette di nascere, tutto è in relazione, tutto danza. È la felicità di scoprire che siamo come bambini davanti a una finestra: tutto ciò che vediamo è un dono che non sapevamo di aspettare e il mondo, nonostante tutto, sa ancora meravigliarsi di se stesso»
(Sosio Giordano)












