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Noi paghiamo per lui
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Entro fine anno paghiamo 400 volte le tasse. Evadere, legittima difesa
di MAFALDA SASSOLUNGO
Se ricevessimo un premio per ogni adempimento fiscale saremmo sommersi dai premi. Magra consolazione certo, perché a scorrere le pagine del sito dell’Agenzia delle Entrate vengono i brividi per quante scadenze burocratiche e pagamenti di tasse, tassine, tassette e balzelli vari ci toccano. Solo a novembre sono più di 200. Ma fino alla fine dell’anno si raddoppia. Che incubo! E per di più nemmeno ci premiano. Insomma, cornuti e mazziati, che verrebbe da chiedersi: ma che cavolo ci faccio ancora in questo Paese? E invece stiamo qui, ignari quasi di quanto ogni giorno lo Stato allunghi le mani nelle nostre tasche, a lottare per mettere insieme pranzo e cena sapendo bene che del domani non c’è proprio più alcuna certezza. Se non quella del Fisco solerte solo a dettare le regole, o delle tasse, che sempre più famiglie e imprenditori in Italia, faticano a pagare. Che un passo falso, nel labirinto di un sistema così malato e contorto, è cosa facilissima. Che la persecuzione di Equitalia è sempre lì in agguato, come una bestia feroce e famelica. Ma tanto è…
400 adempimenti entro fine anno
Il sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate comunica che solo entro novembre scadranno ben 221 adempimenti fiscali. Entro il 2015, poi, bisognerà far fronte alla restanti scadenze, per un totale di circa quattrocento, da saldare prima della fine dell’anno. Ma se questo groviglio di versamenti, tasse e dichiarazioni creerà non pochi problemi al povero contribuente ordinario, peggio ancora si presenta la prospettiva per partite Iva e imprese. Neanche a farlo apposta, proprio lo scorso 31 ottobre il governo, su proposta di Renzi e Padoan, e con l’approvazione delle Commissioni parlamentari competenti, ha approvato un Decreto legislativo contenente disposizioni in materia di semplificazioni fiscali e teso – come si legge nel comunicato stampa – a snellire “adempimenti relativi alle persone fisiche, alle società e ai rimborsi fiscali, oltre alla eliminazione di adempimenti superflui”. Snellimento. Verrebbe da ridere. Per non farsi prendere troppo dallo sconforto. Infatti, prima che il decreto produca un qualche benefico effetto, il campo, nell’immediato futuro, si presenta alquanto minato.
Scadenze che non perdonano
Entro il 17 novembre, sarà necessario ottemperare al versamento di ritenute fiscali, rate di Unico e Iva periodica. È fissata invece per il primo dicembre la scadenza per gli anticipi delle imposte in acconto per il 2014, mentre non oltre il 16 dicembre sarà possibile pagare il saldo dell’Imu e della Tasi. Due giorni dopo, il 18 dicembre, scadrà il termine ultimo per presentare il modello 770, mentre chi non avrà ancora presentato il modello Unico potrà apprestarsi a farlo entro il 29 dello stesso mese. Il 27 dicembre, poi, sarà l’ultimo giorno utile per versare l’acconto Iva, mentre coloro che hanno l’obbligo di tenuta delle scritture contabili ai fini fiscali avranno la possibilità di stampare i registri riguardanti il periodo di imposta 2013 fino all’ultimo giorno dell’anno. Per non parlare del carico burocratico: un macigno da più di 100 scadenze n(119 per l’esattezza).
E poi ci meravigliamo se l’evasione in Italia è alta…
da L’indipendenza
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Rischio Calcolato
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Entro fine anno paghiamo 400 volte le tasse. Evadere, legittima difesa
di MAFALDA SASSOLUNGO
Se ricevessimo un premio per ogni adempimento fiscale saremmo sommersi dai premi. Magra consolazione certo, perché a scorrere le pagine del sito dell’Agenzia delle Entrate vengono i brividi per quante scadenze burocratiche e pagamenti di tasse, tassine, tassette e balzelli vari ci toccano. Solo a novembre sono più di 200. Ma fino alla fine dell’anno si raddoppia. Che incubo! E per di più nemmeno ci premiano. Insomma, cornuti e mazziati, che verrebbe da chiedersi: ma che cavolo ci faccio ancora in questo Paese? E invece stiamo qui, ignari quasi di quanto ogni giorno lo Stato allunghi le mani nelle nostre tasche, a lottare per mettere insieme pranzo e cena sapendo bene che del domani non c’è proprio più alcuna certezza. Se non quella del Fisco solerte solo a dettare le regole, o delle tasse, che sempre più famiglie e imprenditori in Italia, faticano a pagare. Che un passo falso, nel labirinto di un sistema così malato e contorto, è cosa facilissima. Che la persecuzione di Equitalia è sempre lì in agguato, come una bestia feroce e famelica. Ma tanto è…
400 adempimenti entro fine anno
Il sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate comunica che solo entro novembre scadranno ben 221 adempimenti fiscali. Entro il 2015, poi, bisognerà far fronte alla restanti scadenze, per un totale di circa quattrocento, da saldare prima della fine dell’anno. Ma se questo groviglio di versamenti, tasse e dichiarazioni creerà non pochi problemi al povero contribuente ordinario, peggio ancora si presenta la prospettiva per partite Iva e imprese. Neanche a farlo apposta, proprio lo scorso 31 ottobre il governo, su proposta di Renzi e Padoan, e con l’approvazione delle Commissioni parlamentari competenti, ha approvato un Decreto legislativo contenente disposizioni in materia di semplificazioni fiscali e teso – come si legge nel comunicato stampa – a snellire “adempimenti relativi alle persone fisiche, alle società e ai rimborsi fiscali, oltre alla eliminazione di adempimenti superflui”. Snellimento. Verrebbe da ridere. Per non farsi prendere troppo dallo sconforto. Infatti, prima che il decreto produca un qualche benefico effetto, il campo, nell’immediato futuro, si presenta alquanto minato.
Scadenze che non perdonano
Entro il 17 novembre, sarà necessario ottemperare al versamento di ritenute fiscali, rate di Unico e Iva periodica. È fissata invece per il primo dicembre la scadenza per gli anticipi delle imposte in acconto per il 2014, mentre non oltre il 16 dicembre sarà possibile pagare il saldo dell’Imu e della Tasi. Due giorni dopo, il 18 dicembre, scadrà il termine ultimo per presentare il modello 770, mentre chi non avrà ancora presentato il modello Unico potrà apprestarsi a farlo entro il 29 dello stesso mese. Il 27 dicembre, poi, sarà l’ultimo giorno utile per versare l’acconto Iva, mentre coloro che hanno l’obbligo di tenuta delle scritture contabili ai fini fiscali avranno la possibilità di stampare i registri riguardanti il periodo di imposta 2013 fino all’ultimo giorno dell’anno. Per non parlare del carico burocratico: un macigno da più di 100 scadenze n(119 per l’esattezza).
E poi ci meravigliamo se l’evasione in Italia è alta…
da L’indipendenza
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Rischio Calcolato
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Ecco l’asilo dove sono tutti stranieri, e noi paghiamo
SOLO 1 BAMBINA SU 66 ALUNNI: OSTAGGIO DELL’IMMIGRAZIONE
PADOVA – Nella scuola materna del quartiere Arcella a Padova su 66 bambini iscritti, c’è solo una bimba italiana. E’ circondata.
A denunciare la sproporzione proprio la mamma della piccola padovana secondo la quale la scelta educativa e didattica è sbagliata.
La donna ha scritto al sindaco Massimo Bitonci, anche se la scuola è statale e non comunale, preoccupata che la bambina non possa essere indirizzata verso un cultura cristiana.
La porti via di lì. Prima che sia rovinata per sempre.
Una preoccupazione condivisa dalle sei insegnanti che lamentano l’assenza di mediatori linguistici e culturali.
Quindi, secondo queste ‘insegnanti’, oltre a pagare loro, noi contribuenti dovremmo pagare ‘mediatori culturali’ e anche qualcuno che ‘traduca’ durante le lezioni…
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Ormai le scuole materne sono ‘cosa loro’. Noi paghiamo le tasse per pagare gli insegnamenti ai loro figli. Le ‘risorse’.
I genitori italiani, quelli che possono, sono costretti a rivolgersi a struttura private, spesso ecclesiali (un altro motivo che spinge molti preti ad essere favorevoli all’invasione, è che gli italiani sono costretti a correre poi nelle loro scuole: a pagamento), quelli che non possono, o si tengono i bambini a casa, o vengono risucchiati verso il basso e i loro figli verso un non futuro.
E’ l’immigrazione, che lascia indietro i poveri autoctoni.
La risposta di Bitonci:
“Il modello di integrazione del Governo Renzi è sbagliato. Gli alunni italiani non possono essere penalizzati nell’apprendimento, tanto della lingua italiana quanto di altre discipline, dalla presenza massiccia di alunni stranieri. Il caso limite di Padova grida vendetta. Le mie dichiarazioni non hanno alcun intento di tipo discriminatorio. Per favorire l’apprendimento degli alunni stranieri, quanto di quelli italiani, occorre istituire delle classi ponte, che consentano ai primi di superare il gap accumulato, ai secondi di non maturare ritardi rispetto ai coetanei che frequentano altri istituti. Le risposte devono arrivare dal Governo Renzi: l’imbarazzo dei genitori dell’unico bambino italiano della materna Quadrifoglio e degli insegnanti è comprensibile.”
Questa è solo una pezza ad un problema che non è risolvibile se non eliminando la fonte: stop immigrazione, stop ricongiungimenti che sono un costo per il nostro welfare.
La separazione scolastica tra noi e loro è sicuramente auspicabile come misura temporanea, ma è quella ‘geografica’, l’unica soluzione reale. E definitiva al collasso del nostro sistema sociale.
VoxNews
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“Entrate tutti, tanto paghiamo noi”, incentivo per trafficanti di esseri umani
2 apr – “Entrate tutti, tanto paghiamo noi” “E’ questa la politica europea” dei flussi migratori? D’accordo sull’accoglienza a profughi e rifugiati. D’accordo sul soccorso in mare ai naufraghi effettivi o anche potenziali. Ma stiamo andando ogni giorno a prelevare a migliaia migranti al di fuori delle acque territoriali italiane, con l’utilizzo quanto meno improprio […] Imola Oggi
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‘Siamo romeni, non paghiamo per bere’
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Noi li paghiamo l’università, loro rubano: studenti stranieri scatenati
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