14 - Pastori
Pataljoonan varis :)
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14 - Pastori
Pataljoonan varis :)
“ Le varie amministrazioni comunali ingaggiarono apposite squadre anticavallette che durante l’estate battevano ed animavano le campagne. Il loro intervento, però, anche se tempestivo, si rivelò inefficace sin dall’inizio. Era sempre un intervento localizzato come quello dei teloni dei pastori. Si trattava infatti di squadre fornite di lanciafiamme a benzina da usare sui punti dove le cavallette si ammassavano. Ma le uova che la terra conteneva e fecondava erano inesauribili e nonostante i campi fossero ridotti a piazzuole nere e sparse di roghi, continuamente, il giorno successivo erano sempre zeppi di nuove locuste più affamate, giunte in volo o sbucate dalla terra. La stessa cosa accadde più tardi con la «crusca avvelenata» che i pastori erano obbligati a spargere per il proprio campo, ma sempre in maniera localizzata. Succedeva che la benzina si esauriva, la crusca avvelenata finiva, ma le cavallette aumentavano sempre quasi per incanto. Calavano dal cielo o spuntavano dal suolo, dalle uova dell’anno precedente. Il loro ciclo vitale durava da maggio a luglio. Ma quanta strage. Negli ultimi giorni della loro vita covavano nel suolo, crivellandolo letteralmente con il loro culo acuminato per deporvi le uova. Io osservavo questa operazione con curiosità. La femmina si disponeva in un punto del terreno (duro e possibilmente solido). Lentamente con il culo appuntito cercava di far breccia sforzandosi sulle zampe. Una volta che il suo culo era indirizzato verso il suolo, quattro compagni le si affiancavano e la sorreggevano ritta dirigendola e spingendola verso il basso perché la coda penetrasse più profondamente possibile. Così sorretta, con il culo allungato dallo sforzo e per metà sprofondato nella terra, secerneva dei succhi e in breve fabbricava una specie di capsula impenetrabile all’acqua invernale e al freddo comune e vi deponeva le uova senza mai muoversi. Finita questa operazione, i compagni che avevano solo il compito di spingere e sorreggere la femmina mentre avveniva la deposizione delle uova, si allontanavano uno alla volta lasciando che la femmina completasse il proprio compito. Lungo i sentieri quando passavo con il gregge dietro il suo nembo di polvere, io potevo osservare l’ultima operazione delle cavallette prima che morissero. Ai lati del sentiero o dove si passava, questi gruppi a cinque si sperdevano a vista d’occhio. Qualcuno, anzi, lo segnalavo per rivedermelo a due o tre ore di distanza. Quando ci ripassavo potevo notare che il culo della femmina, ben sorretta dai compagni, era sprofondato sempre di più. Spesso il gruppo lo trovavo già disciolto. Qualche volta mi divertivo a scavare per estrarre la capsula delle uova, e spesso a schiacciare questi gruppi in azione finché non mi stancavo. Un’operazione più efficace venne però nel ‘46 tramite l’irrorazione periodica dei pascoli, a rotazione, con l’arsenico. I pascoli venivano completamente avvelenati più volte, a turno e per contrade, in tutto il territorio del comune (a cussosas, in s’aidattone), in modo da consentire ai pastori di sfamare il proprio gregge senza che corresse il rischio di morire avvelenato. I chiusi divenivano pascolabili dopo una leggera pioggia o dopo un determinato periodo. Il veleno era potente. Terribile. Nessuna cavalletta che si trovasse sul campo o vi sopraggiungesse in volo o vi sgusciasse dalle capsule poteva sopravvivere. Finalmente la campagna a poco a poco cambiò aspetto al punto da sembrare un campo nevicato da una grandine vulcanica e rossiccia. Da una «neve» di insetti morti e bruciati dal veleno, che non ondulava né giocava più il terreno nell’orgia della sua danza famelica. “
Gavino Ledda, Padre padrone, Rizzoli (collana Piccola Biblioteca La Scala), 2004; pp. 63-65.
[ 1ª edizione: Padre padrone. L’educazione di un pastore, (collana Franchi Narratori n° 19) Feltrinelli, Milano, 1975 ]
Dato che la stampa nazionale sta in silenzio!
LATTE E NUMERI La protesta spiegata con l'abaco. Il primo numero è 380milioni, sono i litri di latte ovino che si producono ogni anno in Sardegna. - 1,20 è il prezzo al litro di 3 anni fà, moltiplicato per 380.000.000 di litri è uguale a 456.000.000 € - 0,60 è il prezzo al litro del 2019, vuol dire che abbiamo perso il 50% del valore! vuol dire che in Sardegna ci saranno 228.000.000 € di mancato guadagno, vuol dire 228.000.000 in meno che circoleranno in Sardegna. È una perdita di ricchezza enorme. - 14.000 sono le aziende agricole dell'isola. - 35.000 sono gli addetti. - 100.000 sono le unità dell'indotto. - 365 sono i giorni lavorativi per un pastore. Il latte è il nostro oro, i suoi derivati sono inimitabili, non hanno concorrenza, ma i pastori soffrono, subiscono le azioni speculative dei grandi commercianti e dei grandi industriali. Un breve esempio. chi ha enormi disponibilità economiche, si riempie i magazzini quando crolla il prezzo. Poi il prezzo risale lentamente, anche per la continua diminuzione post vendita delle scorte dei caseifici e delle cooperative. Quando iniziano ad esserci forti segnali di risalita e le coop e piccole industrie sono pronte a vendere, si presentano gli speculatori con le loro scorte, comprate a basso prezzo, le immettono sul mercato sotto quotate, e la risalita da prima si arresta ed in seguito precipita, per due motivi, per il formaggio sotto quotato e per l'intasamento del mercato. A questo punto, chi deve svuotare le cantine si trova costretto a svendere, e diventa anche difficile, il mercato è stato intasato. Ecco che si ripresenta lui, forte dei suoi soldi, pronto a liberarti dal problema, ovviamente prendere o lasciare. <> Questo è quello che ci sentiamo dire da chi cade dal pero quando vede i video su Facebook. E via con altri milioni di consigli, come se non le avessimo provate tutte, ma è così, la stampa non ci racconta e le persone non hanno la consapevolezza del problema, non capiscono l'entità del danno. Per questo scrivo queste righe, per raccontare, in modo molto approssimativo, il ricatto al quale siamo sottoposti, forse i lavoratori con contratti precari possono capire cosa voglia dire vivere e investire con l'incertezza del domani. Ma voglio rivolgermi sopratutto a te che ti sei disturbato a leggere queste righe e hai avuto la pazienza di arrivare fino qua. A te, che dal caldo del tuo appartamento, riscaldato e raffreddato puntualmente ad ogni cambio di stagione, sdraiato sul tuo bel divano, sistemi il cappottino al tuo cane mentre sgranocchi qualche biscottino appena comprato al discount. Allunghi la mano verso lo smartphone, scorri la tua bacheca e non ti trattieni, devi scrivere e pontificare sulla nostra protesta, continuando per l'ennesima volta a criticarci perché sprechiamo il latte, ci consigli di regalarlo ai poveri, alla Caritas, agli amici ecc. A te voglio regalare gli ultimi numeri di questo abaco. -12.000.000.000 di euro, hai letto bene, non strofinarti gli occhi, DODICI MILIARDI DI EURO, così è stato quantificato lo spreco di cibo in Italia - 47 invece, sono i kg di cibo che ogni persona spreca, ogni anno, in Italia. Quindi caro/a amico/a, prima di criticarci per il simbolismo della nostra protesta ti invito a riflettere, era necessario buttare quella mela per quella piccola ammaccatura? Era giusto buttare via quell'avanzo di pasta che non hai consumato a pranzo? E il mezzo pacco di biscotti che erano solo ammorbiditi dall'aria? Quanto hai regalato di questi esuberi ai poveri, alla Caritas? Noi non siamo perfetti però la nostra protesta è legittima. Scusaci per il disagio, ma d'ora in avanti quando sei al super mercato e trovi il pecorino allo stesso prezzo delle patate, non gioire, da qualche parte in Sardegna, in qualche ovile sperduto sulle montagne, c'è pastore col volto segnato dal sole e dal vento, che piange insieme alle sue pecore. Bakis Cavone Biddanoa Monteleone su noe de Frealzu de su duamizza 'e deghennoe.
"Forse teme che lo buttiamo a mare". Gli allevatori di nuovo sul piede di guerra: il prezzo del latte non toccherà un euro al litro come promesso: "Salvini ha cavalcato l'onda, ma se ci gira la bussola..."
coniglietto
Chi lo avrebbe mai detto?
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Pecore e pastori, Consonno - November 2017
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