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Credo che nelle recensioni settimanali i dischi che ho più citato siano In a Silent Way (1969) e Bitches Brew (1970) di Miles Davis (che ho anche recensito). Il perchè si può brevemente racchiudere in una frase della recensione che Lester Bangs fece di In a Silent Way su Rolling Stone:”il tipo di album che ti dà fiducia nella musica del futuro”. La particolare ed unica commistione tra jazz e rock fu dirompente (e iper criticata). I musicisti che suonarono con Davis proseguirono nella sua strada cementando di fatto il jazz rock inventato dal Maestro (e parlo di Chick Corea e i Return To Forever, John McLaughlin con la Mahavishnu Orchestra e Joe Zawinul con i Weather Report). Quella lezione ebbe epigoni anche in Italia, dove quella scintilla dirompente fu fatta propria da un gruppo di ragazzi che all’inizio dell’era progressive, decisero di suonare jazz rock convincente e di grande classe. I Perigeo nascono a Roma intorno al 1970 e sono composti da Giovanni Tommaso (contrabbasso), Franco D’Andrea (pianoforte e tastiere), Claudio Fasoli (sax), Tony Sidney (newyorchese, che suona la chitarra elettrica) e Bruno Biriaco (batteria e percussioni). Tommaso vanta collaborazioni prestigiose fin dagli anni ‘60 nel campo jazz, con alcuni tra i più grandi musicisti del periodo (Chet Baker, Gato Barbieri, Paul Chambers) e affina la sua tecnica nei club e, dal 1967, come arrangiatore alla RCA, dove mette mano a numerosi album famosi (Cervo a Primavera di Riccardo Cocciante, E Io Ci Sto di Rino Gaetano, Viaggi e Intemperie di Ivan Graziani tra gli altri). Grazie all'interessamento di Ennio Melis, manager della RCA, nel 1972 i Perigeo registrano il loro primo album. Azimut è composto da 6 brani che solo per convenzione vengono considerati progressive, ma che invece sono frutto di una sofisticata cultura musicale jazzistica che si colora di forti connotazioni rock: Posto di Non So Dove, dove Tommaso canta poche ma magiche strofe in stile muezzin arabo, è un mix elegante di momenti di quiete ad altri di quasi caos strumentale. Stessa tensione musicale ha Grandangolo, più riflessiva e dominata dal piano elettrico Aspettando il Nuovo Giorno. Azimut, che ricorda l’epopea dei Soft Machine (a cui la band spesso fu accostata e con cui farà una tourneé europea nel 1974) ha un finale melodico e coinvolgente, dopo un inizio etereo e sperimentale. Un Respiro è il secondo brano cantato da Tommaso, ma i fuochi artificio arrivano nel finale di 36° Parallelo, davvero cosmica, trascinante e affascinante. Il successo non è immediato, anche per certa critica ortodossa che addirittura li accuserà di blasfemia (il grande critico Arrigo Polillo, uno che non la mandava a dire a nessuno). Però piano piano il loro suono innovativo iniziò a farsi strada tra gli appassionati, complice anche il taglio più rock del successivo ( e stupendo, fin dalla copertina) Abbiamo Tutti Un Blues da Piangere (1973). Eccellente sono anche i successivi Genalogia (1974) e La Valle Dei Templi (1975). Dopo un grandioso tour per l’Europa con i Weather Report, mentori e ispiratori (che farà tappa anche a Montreux al prestigioso festival Jazz, il cui concerto verrà pubblicato solo nel 1993) nel 1976, dopo Non è Poi Così Lontano si sciolgono. Da grandi professionisti continuano la loro carriera musicale, e Giovanni Tommaso riformò il gruppo, i New Perigeo, nel 1981 con Danilo Rea al pianoforte ed altri, con cui incide due dischi nel 1981. Dei componenti, fortuna particolare ebbe Bruno Biriaco, che ad una sua personale passione verso la musica sperimentale si dedicò anche alla composizione di sigle televisive, alcune famosissime (Domenica In, Piacere Rai Uno, Luna Park, In Bocca Al Lupo). Sono una band che ha scritto pagine di fondamentale importanza nella storia della musica italiana, e per una volta con una visione internazionale (che ebbe poi anche il progressive). E che nacquero perchè avevano davvero talento, supportati da manager discografici competenti e attenti. Mica andavano in Tv ai tempi...
PERIGEO (Abbiamo tutti un blues da piangere)
Cuando la Luna está en #perigeo (más cerca de la #Tierra), “la fuerza productora de mareas es un 20 % mayor que el promedio”. Según ESA (Agencia Espacial Europea), los niveles de agua de las superficies más cercanas a la Luna aumentan unos diez metros. Cuando la Luna está en #apogeo (más lejos de la Tierra) “la fuerza es un 20 % menor que el promedio” y los #nivelesdeagua se normalizan. (en Playa Del Carmen - Riviera Maya - Caribe Mexicano) https://www.instagram.com/p/CqroIw_un2H/?igshid=NGJjMDIxMWI=
ROCCHETTO RadioItaliana - non é poi così lontano - Perigeo -
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