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#Repost @accademiadisantacecilia • • • • • Orchestra e Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia in prova per i concerti del 28 febbraio, 1 e 2 marzo. Andrés Orozco-Estrada, direttore. Foto: Musacchio, Ianniello e Pasqualini - www.santacecilia.it 28 febbraio - 1, 2 marzo Auditorium Parco della Musica - Roma Orchestra e Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia Andrés Orozco-Estrada, direttore Ciro Visco, maestro del Coro Petrassi, Noche Oscura Shostakovich, Sinfonia n. 7 "Leningrado" Biglietti da 19 a 52 Euro 25% di sconto per i giovani under 30 www.santacecilia.it #musica #shostakovich #petrassi #auditorium #orchestra #coro #santacecilia #music #novecento #roma #rome #italy #italia #colombia #sinfonia https://www.instagram.com/p/BubjsURh_cv/?utm_source=ig_tumblr_share&igshid=4yue5ctg9obu
Selene Framarin e Alfonso Alberti Quanti sono gli strumenti sul palco?
Un diverso approccio al concerto pubblico e alla creatività contemporanea: questa l’idea scaturita dall’incontro tra la clarinettista Selene Framarin e il pianista Alfonso Alberti.
La reciproca e forte curiosità per espressioni musicali non convenzionali ha portato Selene Framarin e Alfonso Albertialla creazione di un concerto-spettacolo dal titolo Quanti sono gli strumenti sul palco?, in…
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Marco Angius strega il Malibran Ha ancora senso scrivere oggi un concerto per pianoforte e orchestra? Potrebbe essere questa la domanda che ci pone Luca Mosca attraverso l’ascolto del suo Quinto concerto in occasione della serata di venerdì 11 aprile, in replica poi il 13, al Teatro Malibran. Come il sottotitolo dell’opera, Undici frammenti in un girotondo, fa presagire, della forma del concerto per strumento solista permane essenzialmente la carcassa, ormai appositamente svuotata della sua struttura classica, alla quale è stato innescato un meccanismo di undici frammenti musicali tra loro collegati nonostante le differenze congenite di ognuno. Luca Mosca sfodera un virtuosismo che si spinge inesorabilmente alle estremità della tastiera attraverso un’instancabile concatenazione di formule ritmiche, rivestendo lo strumento di cangianti accostamenti timbrici in abbinamento ai vari strumenti dell’orchestra che si traducono spesso in laceranti squarci dai risvolti drammatici. L’impalpabilità del suono dell’Adagietto suggerisce un processo di evaporazione del suono finora presentato, ormai giunto a saturazione, sul quale si impone nuovamente il taglio del pianoforte che spinge intransigentemente il lavoro a conclusione. Chi è solito accostare la produzione di Goffredo Petrassi essenzialmente allo stile neoclassico, si è dovuto ricredere all’ascolto del suo Frammento (1983) in cui il tipo di scrittura evidenzia la grande abilità nel catalizzare gradualmente dal silenzio i singoli suoni che concorrono alla cosmogonia della composizione in un caleidoscopico viaggio sonoro che corona il Petrassi di quegli anni come indiscusso maestro dell’orchestra moderna. Mentre il passaggio dell’Introduzione e Passacaglia di Bruno Madera richiama calde sonorità sulle quali ricadono iridescenti commenti all’intersecarsi di ordinate ma non meno sinuose linee melodiche, la Sinfonia in tre movimenti di Igor Strawinsky riporta l’animo del concerto a un serrato vigore che, oltre a rievocare seppur lontanamente il lavoro di Mosca, si nutre di un rinnovato senso drammatico accostabile per intensità forse a quello delle migliori opere di Shostakovich. L’Orchestra del Teatro la Fenice si presenta più che mai in una forma smagliante. Marco Angius riesce a farla risaltare in tutta la sua lucentezza confermandosi direttore di grande talento e carisma, capace di persuadere i musicisti e abile nel consegnare all’ascoltatore esecuzioni di rara sensibilità e inesauribile forza interpretativa, consolidandolo così tra i più alti specialisti della musica dei nostri giorni. di Alberto Massarotto VeneziaMusica&dintorni
Balance is essential to remain neutral, but it's fun to let the scales tip every once in a while
B. Petrassi