Torino non ha il mare e molti la trovano una città grigia, una città chiusa, una città dove nessuno vorrebbe viverci. Ho incontrato diverse persone che si sono trasferite, per studio o lavoro, dal Sud a Torino, e sono tutti uguali. Tutti che la detestano perché loro arrivano dal mare e a Torino il mare non c'é. C'é la nebbia e fa freddo e d'inverno piove e d'estate fa caldo, il caldo afoso delle grandi città del Nord; anche se a me sembra, sempre di più, una piccola Parigi. Io, quando parlano male di Torino, lo prendo come un fatto personale, perché si sta parlando male della mia città, anche se non ci vivo. È come se parlassero male di un mio amico, di un libro che mi è piaciuto e che non capisco perché agli altri non sia piacciuto altrettanto. E mi metto sulla difensiva, perché io non mi sognerei mai di criticare un posto che non è mio con qualcuno che a quel posto appartiene. La prima cosa che mi viene da dire, a chi critica Torino, è "ma allora, cosa ci fai qui? Se ti fa così tanto schifo, perché non torni a casa tua?" Poi sono sempre troppo educata e quindi, questa affermazione me la tengo per me, però, insomma, un po' è vero. È vero. A Torino non c'é il mare. Ed io questa simbiosi con il mare, proprio non la capisco, sarà perché quando si parla di mare io penso alla Liguria e alle estati annoiate e accaldate di quando ero bambina e quindi tutta questa magia non è che la vedo. Però, posso comprendere che quando si è lontani da qualcosa che fa parte del tuo ambiente naturale, poi, dopo un po', è normale che ti manchi. Io ho un mare a Torino, e ogni tanto devo passare a farci un giro. Il mio mare si chiama Piazza Bodoni; ed è, per me, il mare più bello che c'é, perché lì, quando è primavera e le temperature lo permettono, le finestre del conservatorio Giuseppe Verdi si aprono e ti sembra di essere ovunque, tranne che in pieno centro cittadino. Mi siedo su una delle tante panchine - sempre occupate da qualcuno - e ascolto gli allievi del conservatorio che si esercitano, e anche se sono solo delle prove, l'atmosfera è così magica che nessuno se ne accorge. E rimango lì per delle mezz'ore intere a guardare il mondo ovattato intorno a me. Appena entri nella piazza rimani rapita dall'atmosfera che c'é e quando te ne vai sei un'altra persona, in qualche modo quel posto ti cambia. Sono affezionata a quella piazza, scoperta, un giorno, per puro caso, mentre, stanca di fare il solito giro del centro, ho iniziato a girare, senza meta, per tutte le stradine che incontravo. E poi sono arrivata lì e me ne sono innamorata. Questo deve essere il mare. Questo è il mio mare.