PALERMO - Palazzo Butera, la sala dove sono esposti i quadri copri porta con le città appartenenti ai Principi di Butera, Barrafranca,Grammichele, dettaglio di Grammichele, Mazzarino, Scordia, Dettaglio di Mascalucia, Niscemi, Pietraperzia.
Un amico americano di Tumbrl mi ha detto che suo nonno, arrivato in America giovanissimo, veniva da Pietraperzia, un piccolo paese nel cuore della Sicilia, in provincia di Enna. Mi sono detto allora che dovevo scrivere qualcosa di Pietraperzia che non avevo mai citato nei miei post. Per parlarne, incomincio il mio viaggio verso Pietraperzia da Palermo, la qual cosa sembrerà strana. In realtà non lo è se incomincio a dire che parto da Palazzo Butera, il maestoso Palazzo edificato dai Principi Branciforti che crearono un edificio monumentale visibile dal mare e da tutta la città di Palermo. Giovanni Branciforte, Conte di Mazzarino, ereditò dagli zii Santapau il Principato di Butera e sposo una delle più grandi donne siciliane Dorotea Barrese y Santapau signora di Pietraperzia da cui ebbe il figlio Fabrizio. Donna Dorotea, diventando più volte vedova, acquisì un patrimonio ingente fino a sposare l’uomo più potente di tutto il meridione dopo l’imperatore Filippo II: Juan de Zuniga, viceré del regno di Napoli.
Per questo motivo Fabrizio Branciforte Barrese, Principe di Butera, Principe di Pietraperzia e marchese di Mazzarino si trovò a possedere 41 feudi di cui cinque erano grandissimi ed importanti: Il Principe era servito ed omaggiato da più di 12.000 vassalli e secondo la regola Normanna, aveva potere di vita e di morte su ognuno di loro. La casa natale della madre Dorotea a Pietraperzia, non era sufficiente a contenere il prestigio della casata che diventò ancor più importante quando Francesco, il figlio del Principe, poté sposare la figlia di Giovanni d’Austria, vincitore di Lepanto e figlio naturale dell’imperatore Carlo V. Insomma, Palazzo Butera era appena sufficiente ad ospitare un casato così importante dentro e fuori dal regno di Sicilia. I Principi di Butera dunque per sbalordire i visitatori che ospitavano nel palazzo, avevano fatto dipingere dei copri porta da collocare sopra le porte che facevano accedere da una stanza all’altra ed in ogni quadro vi era dipinto un loro feudo: Butera, Niscemi e così via. Il nuovo proprietario del palazzo, l’ex broker della borsa di Londra Massimo Valsecchi, ha fatto restaurare i copri porta e li ha esposti per mostrare come apparivano nel 1700 i vecchi feudi dei Principi: Barrafranca, Grammichele, Mazzarino, Scordia, Mascalucia, Niscemi e , finalmente, Pietraperzia
An American friend of Tumbrl told me that his grandfather, who arrived in America very young, came from Pietraperzia, a small town in the heart of Sicily, in the province of Enna. I told myself then that I had to write something about Pietraperzia that I had never mentioned in my posts. To talk about it, I begin my journey to Pietraperzia from Palermo, which will seem strange. In reality it is not if I begin to say that I start from Palazzo Butera, the majestic palace built by the Branciforti princes who created a monumental building visible from the sea and from the whole city of Palermo. Giovanni Branciforte, Count of Mazzarino, inherited the Principality of Butera from his uncles Santapau and married one of the greatest Sicilian women Dorotea Barrese y Santapau lady of Pietraperzia with whom he had his son Fabrizio. Donna Dorotea, becoming a widow several times, acquired a huge fortune until she married the most powerful man in the whole of the south after Emperor Philip II: Juan de Zuniga, viceroy of the kingdom of Naples.
For this reason Fabrizio Branciforte Barrese, Prince of Butera, Prince of Pietraperzia and Marquis of Mazarin found himself owning 41 fiefs of which five were very large and important: The Prince was served and honored by more than 12,000 vassals and according to the Norman rule, he had power of life and death over each of them. The birthplace of her mother Dorotea in Pietraperzia was not enough to contain the prestige of the family which became even more important when Francesco, the Prince's son, was able to marry the daughter of John of Austria, winner of Lepanto and natural son of the emperor Carlo V. In short, Palazzo Butera was just enough to host such an important family inside and outside the kingdom of Sicily. The Princes of Butera, therefore, to astonish the visitors who hosted in the palace, had painted door covers to be placed above the doors that led from one room to another and in each painting there was painted their fief: Butera, Niscemi and so on. The new owner of the building, the former London Stock Exchange broker Massimo Valsecchi, had the door covers restored and exhibited them to show how the old fiefdoms of the Princes looked like in 1700: Barrafranca, Grammichele, Mazzarino, Scordia, Mascalucia, Niscemi and, finally, Pietraperzia