“Il cibo srilankese è come quello indiano?” Ci sono delle affinità, ma sostanzialmente è un altro pianeta.
Colombo, ultime ore in Sri Lanka. Presto riaffiora il ricordo del nostro primo pasto, quella sera di dicembre, quando abbiamo assaggiato per la prima volta il kottu.
Il primo kottu non si scorda mai, prima di partire dobbiamo assolutamente tornare a riassaporarlo, un’ultima volta, nello stesso posto: Pilawoos.
Nato negli anni 70, il kottu è forse lo streetfood srilankese più giovane della scena. È una pietanza composta da fettine sottili di piadine locali, formaggio, uova strapazzate, cipolle, porri e volendo anche pollo o pesce. Il tutto è saltato su piastra con spezie. Una prelibatezza che in termini di popolarità è paragonabile all’hamburger.
Trovare una ‘trattoria’ locale da queste parti non è così immediato ad una prima occhiata. Quando si realizza il fatto che la parola ‘hotel‘ associata al brand della Pepsi o della Coca-Cola può significare ‘ristoro’, allora si apre un mondo, pieno di stuzzichini fritti, ripieni di mix vegetali o pollo e spezie, i roti (dischi di pane simili ad alcune piadine o a certi panigacci) impastati al momento e abbinati a condimenti piccanti come lenticchie locali o altre verdure in umido.
per strada si beve succo di king coconut, una varietà arancione di cocco, più comune da queste parti e utilizzata per cucinare tutto
Ma qual è il piatto srilankese più importante?
Dambulla, 20 km dalle antiche rovine di Sigiryia. Al fatiscente resort Yamagama che ci ha ospitato 4 giorni, in mezzo alla giungla, eravamo ormai come una famiglia, ogni giorno ci chiedevano cosa desiderassimo mangiare, per poter correre a comprare appositamente gli ingredienti freschi nell’alimentari più vicino. Abbiamo potuto testare”il Curry srilankese” in tutte le sue molteplici forme.
Ciò che ignoravo è che la parola CURRY in Sri Lanka può riferirsi a 3 cose distinte: il comune mix di spezie, la pianta le cui foglie vengono utilizzate come una sorta di ‘alloro’ e infine il Curry Rice, il piatto più consumato a livello locale.
Si tratta di una pietanza di riso composita, accompagnata da diversi piattini con condimenti (i “curries“) in umido tra i quali spiccano: lenticchie, zucca, fagiolini esotici, barbabietole, patate (eredità inglese) in salse saporose di curcuma, curry, peperoncino e pepe nero. Può essere servito in 3 varianti: accompagnato da riso, string hoppers (pancake di noodles) o con roti (o addirittura pane).
La cosa più liberatoria è stata abbandonarsi a letteralmente ‘pucciare’ gli intingoli dall’inizio alla fine, senza remore.
In attesa dell’imbarco per Kuala Lumpur chiudo con il ricordo del dessert più buono che abbiamo provato, che ho paragonato ad una torta di riso massese versione esotica: il Watallappan.
Curry curry delle mie brame "Il cibo srilankese è come quello indiano?" Ci sono delle affinità, ma sostanzialmente è un altro pianeta.