Intervista a Giorgio Santiano ed Enrico Venuto
Con questo post dedicato all' App del politecnico terminiamo la nostra intervista. Rigranzio ancora i sig. Giorgio Santiano ed Enrico Venuto per la loro collaborazione.
Parte 6 - L'APP del politecnico: tutto quello che c'è da sapere sulla nuova arrivata!
Che cosa vi ha spinti, quale è stata la necessità per creare l’app?
E. Venuto
Io sono sempre stato contrario a fare un app per gli studenti, perché credevo che i servizi web e i servizi mobile che abbiamo incominciato a realizzare potessero essere sufficienti poiché raggiungibili anche da cellulare e da smartphone. In realtà abbiamo visto che negli ultimi cinque anni il tasso di acceso ai sistemi dai dispositivi mobile è aumentato di 10 volte. Abbiamo quindi incominciato un percorso graduale per arrivare all’app, partendo dai siti web classici ci siamo spostati verso i siti responsive che si adattano ai dispositivi mobile come il portale della didattica. Poi siamo passati alla versione mobile, pensata solo al cellulare, creata per avere specifiche funzionalità. Infine la motivazione che ci ha spinti ad arrivare all’app vera e propria è stata quella di poter notificare direttamente agli studenti alcune informazioni, avendo osservato che gli studenti andavano continuamente a controllare se avevano registrato un esame, o per controllare se era stata pubblicata una lezione ritornando continuamente sul portale. Abbiamo visto che creando un app potevamo dare una serie di informazioni attive, per esempio quando viene pubblicato un materiale oppure per dare un avviso tramite una notifica, molto più comoda per gli studenti. In questo periodo mandiamo circa 10000 notifiche al giorno.
Da quante persone era composto il team di sviluppo dell’ intera app?
E. Venuto
Il team era diviso in tre parti a seconda del lavoro da svolgere: una parte per il server che raccoglie tutte le informazioni e offre i servizi a cui si collega l’app, una parte che cura la visualizzazione dal punto di vista grafico e una parte di riferimento che prende i dati dai vari sistemi informativi. In totale quindi c’erano tre persone che lavoravano a tempo pieno dedicandosi alla grafica, al sistema server e al riferimento dati.
Polito App su play store Autore: Giacomo Cerfeda
Esistono ormai molti programmi che ci permettono di realizzare delle app, voi quale avete utilizzato e per quale motivo?
E. Venuto
Abbiamo fatto la scelta di un app ibrida perché, dovendo realizzare un app su più piattaforme, con un personale ristretto, richiedeva tempo e soprattutto risultava essere molto impegnativa da sostenere economicamente e rischiava di diventare una cosa pesantissima. Quindi abbiamo sfruttato le nostre conoscenze in html5, in javascript, in css utilizzando un frame work apache cordova che ci consente di scrivere il programma in html5 o in javascript o in css rendendolo compilabile su più piattaforme diverse andando a modificare il codice sorgente di ogni versione e ottenendo così, per ogni sistema operativo, il corrispettivo programma.
Loghi html5, javascript e css Autore: JavaScriptPlanet
In questo modo però l’app ne risente in velocità rispetto ad un’app scritta in java. Questo diventa insostenibile per noi, perché significherebbe gestire i servizi di login, di aggiornamento e di mantenimento per ognuna delle versioni di ogni sistema attive e soprattutto allineate, in modo che ogni versione possa essere uguale alle altre. Tuttavia l’app non necessita di altissime velocità (non essendo un gioco in cui è alta la possibilità di rallentamento); quindi abbiamo optato per una programmazione che potesse limitare le spese e ottimizzare il tempo.
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Parte 7 - Per saperne di più...
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Giacomo Cerfeda











