#sealovers #pomice #spiaggebianche #mediterranean #sicily #vulcanoconsult #realestate (presso Cave Di Pomice - Porticello) https://www.instagram.com/p/Bts0l8BoCu2/?utm_source=ig_tumblr_share&igshid=1dld9k0zyzf11
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#sealovers #pomice #spiaggebianche #mediterranean #sicily #vulcanoconsult #realestate (presso Cave Di Pomice - Porticello) https://www.instagram.com/p/Bts0l8BoCu2/?utm_source=ig_tumblr_share&igshid=1dld9k0zyzf11
Lipari, autore ignoto, anni '60 Nella foto, concessa gentilmente da Paola Costanzo @mouloud_bottega_tessile , una foto delle cave della Eolpomice, azienda della famiglia di Paola. Al centro con gli occhiali da sole, il Cav. Giuseppe Maggiore, suo nonno. Le cave di pomice: i pezzi migliori e più abrasivi venivano immersi sul mercato secondo dimensioni e qualità sopratutto come elemento per levigare il legno e i metalli mentre quelli più delicati erano impiegati per la cura della bellezza femminile. La polvere di pomice era un elemento fondamentale per la pulizia degli utensili da cucina. #lipari #lipariisland #pomice #eolie #eolieislands #isoleeolie #aeolianislands #isoleminori #isoleitaliane #mare #isole #island #sea #isola #tirreno #mediterraneo #photography #blackandwhite #bn #vintagephoto #vintagephotography #oldphoto #foundphoto #lostmemories #antiquephoto #oldphotos #oldphotograph #isoleminorifoto #eoliemgz (presso Lipari) https://www.instagram.com/p/Cf_RKxYK8BS/?igshid=NGJjMDIxMWI=
#trasplante de un #manzano de una cliente 4 años de #cultivo en #pomice al 100%. • • • #bonsai #bonsais #escueladebonsai #trabajobonsai #ventadebonsai #ventadebonsais #ventadebonsaivalladolid #valladolid #bonsaitree #inspiration #nature #naturaleza #inspiracionbonsai #inspiracion #bonsailife #bonsailovers #bonsaiart #bonsaicare #bonsaiworld #bonsaimania #kirise #kirisebonsai (en Kirise) https://www.instagram.com/p/CLcCCBnDqYK/?igshid=1jr7uupdl1n3e
#pomice #cave in #LIPARI #EOLIE #sicily #vulcanoconsult #realestatetips (presso Cave Di Pomice - Porticello) https://www.instagram.com/p/BtdkFsCD3k0/?utm_source=ig_tumblr_share&igshid=o7uw36zap97p
Che cosa sono gli abrasivi?
Sono sostanze naturali o artificiali di grande durezza che vengono impiegate per le lavorazioni meccaniche, quali la molatura e la rettifica.
Le caratteristiche più importanti per la classificazione e la scelta di un abrasivo sono: – elevata durezza – minore fragilità – natura cristallina: gli spigoli acuti devono essere mantenuti anche quando durante la lavorazione, avviene la rottura…
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#siracusa #mare #pomice #leggerezza (presso Area Marina Protetta del Plemmirio) https://www.instagram.com/p/BpfKOBdHRtZ/?utm_source=ig_tumblr_share&igshid=8kpaksiex5op
Bianco Pomice 2010, Sicilia IGT, Tenuta di Castellaro, 13,5 gradi.
Oggi il Mercato novembrino della FIVI (Federazione Italiana Vignaioli indipendenti) è uno tra gli eventi più conosciuti , amati e frequentati da chi, a varo titolo, si occupa di vino. Io, che per intuizione fortunata lo visitai anche il primo anno che si svolse, posso testimoniare che partì alquanto in sordina. Però, ciò che era vero allora è vero ancora oggi: al Mercato della FIVI si possono scoprire vini meravigliosi, anche uscendo dalle rotte più conosciute. Fu appunto in quel lontano primo mercato della FIVI che acquistai questo Bianco Pomice: mi stregò allora, mi strega forse ancor più oggi, che mi decido finalmente ad aprirlo. Pomice nel nome, perché richiama la pietra vulcanica e leggera che abbonda sulla terra dove è nato: Lipari, l'isola maggiore delle Eolie. Fu, nell'assaggiarlo allora, un tuffo nel sole di quell'isola, nei riflessi del suo mare, nei suoi profumi, evocando in me i ricordi di una visita lontana nel tempo, ma abbagliante. Vino, questo Bianco Pomice - sei decimi da malvasia delle Lipari ed il restante da uva carricante- che mi pareva di esecuzione precisa e di grande suggestione; tuttavia ne sospettavo e temevo una ridotta capacità di tenuta nel tempo, un po' per mio preconcetto di allora verso i vini isolani in generale, vieppiù se bianchi e del sud, un po' perché ricordavo che la Tenuta di Castellaro era alle sue prime annate e, nella mia mente, tale gioventù produttiva doveva pur pagarsi, in qualche modo. Il produttore stesso ne indicava una vita stimata tra i tre e i quattro anni. Perché dunque aspettai tanto ad aprirlo, otto lunghi anni dalla sua vendemmia? I casi della vita, puri e semplici, senza nessuna premeditazione. Ecco dunque che viene il momento propizio, e speranzoso lo apro. Speranzoso, sì, perché col tempo l'esperienza mi ha portato a deflettere da quei preconcetti. Speranzoso, malgrado l'abbia conservato in una cantina buona, ma non ideale. Però, a versarlo nel calice, io resto addirittura allibito: il suo colore è limone perfetto, limpido, appena con qualche riflesso dorato, luminoso, solare, e forma sul calice gocciole rade, veloci, che subito divengono evanescenti: prima un velo, poi spariscono. A riguardarlo - e bisogna, perché affattura la vista- non dimostra che la metà dei suoi anni. Attira, seduce, in un attimo si accosta alle nari: anche il profumo, benché in evoluzione, è assai più giovane di quello che detterebbero i suoi anni; risponde piuttosto, in pieno, alla sua immagine visiva: pulito, molto intenso e complesso, ti rapisce e ti porta dritto nella primavera eoliana avvolgendoti in una nuvola di zagara, mimosa , di fiori di limone e di arancio e i fiori gialli tutti; ed ecco che il fiore diventa frutto e si fa estate profumata di limoni, di aranci maturi, materici fino a percepirne il profumo della scorza, e poi le susine bianche (le Claudia); ed ecco inoltrarsi ancora nei caldi agostani, le macchie riarse ed ebbre di salsedine, le erbe arroventate dal sole che ancor più si fanno odorose: rosmarino e timo; persino la terra nuda, in una mineralità ocra che profuma quasi di sabbia, di pomice, creando una correlazione evocativa tra profumo e colore e materia impressionante; ed ancora, ad un ascolto attento (eh sì, perché un vino così , che racconta, bisogna proprio ascoltarlo) , capperi e acciughe, su un fondale distintamente ammandorlato: pura territorialità. È il suo bacio però, come in un crescendo, a conquistarti per sempre, come proprio dovrebbe essere per tutti i grandi vini: alla bocca è incredibile per forza motrice, così ampio, pieno di gusto, perfettamente rispondente e aperto come la coda di un pavone, ripercorrendo sul palato tutti i profumi dell'olfatto fino a toccare, nel retrogusto la mandorla e l'amaretto. Tuttavia, sono la sua struttura e la sua freschezza ad accendere la miccia di tanta complessità, e provocarne in bocca l'esplosione piroclastica che la lancia in volo: la sua acidità è altissima, incredibile per un vino isolano di quelle latitudini, ed è meravigliosamente integrata, sciolta e naturale al punto che, foss'anche un gioco di prestigio enologico - ma non lo credo affatto- lo avrei benvenuto. Poi è salinissimo, come pochissimi ne ho assaggiati in vita mia, al punto che userei un doppio superlativo per descriverlo, come si faceva nelle filastrocche da bambini: " -issimissimo!". E sul sale sta per tutta la sua persistenza, per il resto bilanciatissima e lunghissima. Per complessità, souplesse e scatto, ed anche per la suggestione dovuta alla forma della bottiglia, verrebbe da definirlo un Borgogna del sud Italia: la citan tutti a sproposito la Brogogna, lo faccio anch'io. La realtà tuttavia è che questo Bianco Pomice è individuale e unico, perché riesce a trasmettere tutta l'emozione e la forza del suo territorio in una veste moderna, precisa, distinta: forse perché c'è in lui e nella mente e nelle mani di chi l'ha creato un laico ideale di rispetto per ciò che genera la terra, la volontà di assecondare la vocazione dell'uva, senza forzature, utilizzando tecnica e ingegno solo quanto basta, quasi l'enologia non fosse che l'opera sensibile di una levatrice: lieviti indigeni, chiarifica naturale dei mosti, pratiche antiche. E, per esperienza ci scommetto, partendo da una gestione attenta e progettuale del vigneto. Il risultato è, al mio gusto almeno, un miracolo di bellezza. Lo immagino ideale, in questa fase matura della sua vita, su pesce pescato di mare al forno- ad esempio un semplice branzino al sale. Stasera ha avuto compagno del pesce spada cotto coi pomodorini: la sua voce ci ha comunque incantato.
La zeolite: inerte per la coltivazione dei cactus
La zeolite: inerte per la coltivazione dei cactus
Il substrato di cultura delle piante succulente
Zeolite: inerte ideale per la coltivazione delle cactacee
E’ una roccia vulcanica ad elevata capacità di assorbimento d’acqua in virtù del prevalente contenuto di minerali quali la chabasite e la phillipsite.
La zeolite è molto usata in ambito florovivaistico. Data la sua struttura infatti, i nutrienti vengono rilasciati lentamente nel tempo e solo…
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