In questo periodo sto ascoltando i podcast dei Tlon del 2018 e penso: cosa abbiamo imparato dalla pandemia? A fare i colloqui online e poco più. Esme_psithurisma su Instagram giustamente sottolineava come anche per lei togliere la possibilità di seguire online è stato un errore per un milione di motivi diversi: mancanza di aule per accogliere tutti gli studenti, tempo meteorologico avverso, patologie fisiche, psicologiche e chi più ne ha più ne metta.
Ho avuto il privilegio di osservare le università italiane del Nord e del Sud in quel periodo: le università del Sud hanno semplicemente scaricato la responsabilità sul singolo docente, che ha dovuto mettersi su una piattaforma e fornire agli studenti gli strumenti per potersi collegare; l'università del Nord (quelle ricche) hanno creato piattaforme apposite per rendere l'esperienza quanto più fluida possibile, permettendo addirittura la fruizione delle lezioni registrate anche mesi dopo. Interi corsi di laurea caricati sulla piattaforma apposita.
Cosa se n'è fatto di questo materiale? Cosa se n'è fatto di milioni di euro per creare tutta questa organizzazione? Tutto buttato.
Di certo per le università del Sud non sarebbe stato fattibile propendere per una didattica online. Come detto, la responsabilità è stata scaricata sul singolo, che ora ha il dovere di andare in aula. Cosa dovrebbe fare? Portarsi il pc dietro e organizzare collegamenti online di propria iniziativa?
Le università del Nord invece, hanno preferito fare un passo indietro. Loro, capaci di monetizzare tutto, anziché fregiarsi dell'ennesimo atto di incisività e di progresso, hanno letteralmente vanificato un ingente investimento che avrebbe potuto cambiare la storia della didattica e del mondo universitario.
L'università è fatta per essere in presenza non c'è dubbio, come non c'è dubbio che molti sono pigroni e abusano della didattica online. Ma che io sappia la conoscenza dovrebbe anche essere inclusiva e democratica. Invece si è tornati a relegare la conoscenza a quei privilegiati che se la possono permettere (fisicamente, psicologicamente ed economicamente), quando in verità le lezioni universitarie sono state sempre aperte, libere e gratuite proprio in virtù del principio della democrazia del sapere.
Nel frattempo, su Instagram mi compaiono reels comici in cui gli anglofoni della GenZ rinunciano a una proposta di lavoro se questa non è 100% remote.
In conclusione, dunque, che cosa abbiamo imparato dalla pandemia? A fare i colloqui online e poco più.




















