FAQ iscrizione telematica Esami Avvocati [DM 11/09/2014]
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FAQ iscrizione telematica Esami Avvocati [DM 11/09/2014]
Le prove orali per il 1° Appello sono state fissate nei giorni 22 – 26 luglio 2013.
I candidati ammessi che intendono sostenere la prova orale al 1° appello (facoltativo), avanti la 1^ Sottocommissione, dovranno prenotarsi entro e non oltre le ore 12.00 del 10 luglio 2013 , presso la Corte di Appello di Roma, via A. Varisco n. 3, segreteria Ufficio esami Avvocato , stanza n. 16 bis - piano terra, presentando apposita istanza , in carta semplice, indirizzata al Presidente della Commissione, alla quale dovrà essere allegata la fotocopia di un documento valido di riconoscimento.
L’assegnazione dei candidati alle Sottocommissioni , che avverrà secondo la progressione alfabetica a partire dalla lettera estratta a sorte “C” , sarà pubblicata dopo la scadenza del termine previsto per la prenotazione del 1° appello, in quanto dall’elenco saranno esclusi i candidati che chiederanno di sostenere la prova nel periodo compreso tra il 22 e il 26 luglio 2013.
Le prove orali - 2° appello - avranno inizio a decorrere dal 2 settembre 2013 e si concluderanno entro l’8 novembre 2013
I candidati saranno convocati d’ufficio (non è necessaria la prenotazione). A ciascun candidato sarà data comunicazione, a mezzo lettera raccomandata , almeno 20 giorni prima della prova, del giorno, ora , luogo e Commissione avanti la quale dovrà presentarsi per sostenere la prova orale.
Lettera estratta : “ C “. Sottocommissione 1° appello: 1
Gli eventi del 05 e del 12 aprile 2013 sulle “tecniche di redazione dell’atto giudiziario”, sono stati differiti al prossimo mese di maggio. Verrà comunicata prossimamente la data e il luogo degli eventi.
Nuovo Calendario 2013 della Fondazione Avvocatura Veliterna - Scuola Forense
Stagisti, praticantati, crowdsourcing: mezzo milione di giovani italiani, qualificati e creativi, non viene pagato per quello che fa. Ma questo ricatto al mondo sommerso potrebbe far esplodere la protesta da un momento all'altro
C'è il grafico che ironizza sul suo mestiere: "Faccio il gratis designer". L'attrice che ha coniato una nuova formula, "sto nel racket del lavoro bianco: mi pagano i contributi, ma non lo stipendio". Il praticante avvocato che difende i diritti degli altri e trascura i suoi. La free lance che lancia un avviso ai naviganti: basta volontariato, d'ora in poi non lavoro più senza paga. Gli stagisti d'ogni tipo ed età: mezzo milione come minimo, nel privato e nel pubblico, per la maggior parte non retribuiti e neanche rimborsati. E il mondo nuovo del Web, con il crowdsourcing trasformato da officina creativa di massa a reclutamento di opera a costo zero. Il 65 per cento dei giovani con meno di 35 anni ha lavorato almeno una volta senza essere retribuito, dimostra un sondaggio di Demopolis realizzato per "l'Espresso". Tutti lavoratori e lavoratrici, in gran parte giovani, ben qualificati, spesso alle prese con lavori interessanti, creativi, belli. Ma non pagati. Gratis. Non per scelta, ma per ricatto o necessità. Un mondo sommerso, che può esplodere da un momento all'altro. In prima fila, nell'universo del lavoro gratis, ci sono loro: gli stagisti, esercito che si è stratificato negli anni e con la crisi si è cronicizzato. "Lo stage non è più il primo passo di un percorso lineare, in crescendo: si può andare avanti, ma si può anche passare da uno stage all'altro senza migliorare in niente o addirittura tornare indietro, da un lavoretto retribuito a un nuovo stage", racconta Eleonora Voltolina, fondatrice di un sito molto popolare nel mondo dei forzati della stage (repubblicadeglistagisti.it) e autrice dell'omonimo libro (Laterza). Da porta d'ingresso nel mercato del lavoro, ormai da tempo lo stage è diventata una condizione esistenziale: non retribuita, nella maggior parte dei casi. "Secondo un sondaggio tra i nostri utenti, il 52 per cento degli stagisti non prende un euro, e un altro 15 ha un rimborso spese inferiore ai 250 euro al mese". Non stiamo parlando di un gruppetto di poche persone: secondo i dati Unioncamere, nel settore privato gli stagisti sono 322 mila. E nel pubblico? "Abbiamo chiesto al ministro Brunetta di dare le cifre, non ci ha risposto", dice Voltolina. La stima, non ufficiale, è sui 200 mila: e siamo già sopra il mezzo milione. Ai quali poi vanno aggiunti almeno 200 mila aspiranti professionisti (avvocati, commercialisti, notai) costretti a fare la pratica per poi accedere con un esame di Stato ai mitici ordini professionali. E la loro pratica, di norma, è a prezzo zero. Anche laddove i codici deontologici prescrivono che il praticante vada pagato, dopo un po' di mesi di addestramento. Una regola inapplicata dalla maggior parte degli studi italiani, e ignorata persino dallo Stato, che da un pezzo ricorre al lavoro gratis dei giovani avvocati: succede nell'Avvocatura di Stato e succede persino all'Inps. Non che siano i soli. Ci sono stagisti che mandano avanti i tribunali in crisi di organico e quelli che tengono aperte le biblioteche delle università. Lo stagismo dilaga nei Comuni come nei ministeri, in tutto lo Stato e il parastato. E fa da biglietto da visita dell'Italia anche nelle ambasciate. Sono stati 1.800 l'anno scorso e 580 quest'anno i neolaureati che hanno vinto i posti messi in palio dal ministero degli Esteri per fare stage presso le ambasciate. Una bella opportunità, per chi studia nel campo della politica e diplomazia. Ma a caro prezzo: nessun rimborso spese, neanche se ti mandano a Bangkok o in Australia. "Io sono stata fortunata, ho avuto come destinazione Lisbona: il viaggio non costa molto e tutto qui è abbastanza economico per effetto della crisi", racconta Noemi De Lorenzo, 24 anni, appena laureata in Scienze internazionali e diplomatiche all'università di Trieste. Viaggio, affitto, cibo ("devo dire che i funzionari dell'ambasciata spesso mi offrono il pranzo..."), tutto per tre mesi prorogabili di uno: "Di più non potrei, però finora è stata una esperienza utile, so che non sempre è così, a volte ti tengono solo a fare le fotocopie", racconta Noemi, che si tiene in rete con i suoi colleghi che in tutto il mondo stanno apprendendo l'abc della diplomazia e insieme i rudimenti del lavoro gratuito. Che prosegue spesso anche quando il pretesto della formazione non c'è più, incanalandosi su mille altre strade.