Nella giornata mondiale degli stagisti, se avete la fortuna di lavorare con un adorabile tirocinante, o se un vostro conoscente ha l’opportunità di fare uno stage in un’azienda, può essere una buona occasione per fargli un pensierino utile. Noi ce l’abbiamo su ludilabel.it !
Il 10 novembre è l’occasione per farli sentire davvero parte del team, anche se non bisogna aspettare necessariamente questo giorno per farlo eh! ;) Ognuno sa qual è il momento giusto!
Il team di Ludilabel si è chiesto come fare per creare un regalo utile e originale, ma poi ricordando il passato da stagisti, tutto è stato più chiaro! Quando si comincia si è un po’ allo sbaraglio no? Si racimolano penne di qua e di là, si prendono note sui post-it dei vicini, per non parlare della spillatrice…
Allora abbiamo pensato a come fare per riunire quaderni, penne, tazze etc e abbiamo creato uno splendido Pacchetto Ufficio con etichette nominative affinché tutti sappiano a chi appartengono gli oggetti!
Come testo da mettere sulle etichette è stato pensato di scrivere «dello stagista » così potranno essere riutilizzate ^_^ scherzi a parte, sul nostro sito potrete creare facilmente le etichette nominative utili a etichettare tutti gli oggetti con il suo nome.
Roma,Montecitorio e la faccenda dei precari:la denuncia di una stagista ROMA – Tutto parte dalla denuncia di una stagista che accusa il deputato di riferimento nell’ordine di non pagarla un euro, di farle proposte indecenti e di pagare al posto suo il figlio di un amico deputato del deputato, figlio che pur pagato non fa un tubo.
Gli stagisti e i tirocinanti devono essere sottoposti a Sorveglianza sanitaria e fare i corsi di formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Gli stagisti e i tirocinanti devono essere sottoposti a Sorveglianza sanitaria e fare i corsi di formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Secondo il decreto legislativo 81/08 , il lavoratore è la:
“Persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari”.
"[...] [Andrea Libero Carbone di :duepuntiedizioni ha risposto al nostro questionario sugli stage non retribuiti presso le case editrici.]
[...]
La retorica dello studente o in ogni caso dell’individuo in formazione come “imprenditore di sé stesso” personalmente mi disgusta. In ogni caso, in effetti, se si ragiona nei termini di una condivisione del rischio d’impresa, tecnicamente dovrebbe esserci anche una qualche forma di profit sharing.
[...]
In passato abbiamo accolto alcuni stagisti nel quadro di tirocini formativi, generalmente per non più di un mese e per lo più in convenzione con master universitari. Sul piano delle relazioni umane sono state esperienze molto intense e abbiamo avuto la fortuna di confrontarci con persone di grande talento. Sul piano strettamente professionale, però, il livello della formazione offerto dai corsi di provenienza in generale era del tutto insufficiente: mancavano anche solo i rudimenti delle applicazioni informatiche o un inquadramento generale delle funzioni editoriali e della struttura della filiera o ancora le tecniche di base di trattamento redazionale del testo. Soprattutto nel caso dei master universitari, l’impressione – confortata anche dalle nostre esperienze dirette di insegnamento – era che si trattasse di carrozzoni congegnati a uso e consumo dei piazzamenti accademici. L’impostazione disciplinare, teorica e astratta, era del tutto inadeguata per un corso di avviamento al lavoro, malgrado i goffi i tentativi di compensare queste lacune chiamando a insegnare qualche professionista o esperto, al quale però non si fornivano strumenti indispensabili (computer, software ecc.) [...]"
Più tesi e intensi, ma non per questo meno belli, gli ultimi due pezzi: Avere Ventanni ritrae il giovane precario dei nostri tempi, quello che con difficoltà si divide fra "una vita da stagista" e "una relazione stragista". Invitami per un té é il riuscitissimo brano che chiude il disco, nonché quello che meglio sintetizza il genere de L'orso: un pop folk dolceamaro, vivace ma anche nostalgico.
(via L'Orso- La provincia EP. Racconti da giovani precari)