Non puoi respirare
Arriva un momento nella vita - e arriva per tutti. Quel momento in cui ci troviamo di fronte ad un bivio categorico: o ci liberiamo dalle paure e dalle pressioni sociali, oppure finiamo per rimanerne soggiogati. Smettiamo di esistere e deleghiamo il nostro potere. Rinunciamo alla scintilla che ci fa sentire vivi: il desiderio.
A volte queste pressioni, sotto l’infimo ma persuasivo abito del ‘non puoi’, del ‘non dovresti’, ci spingono verso strade che non avremmo mai scelto liberamente. Quei messaggi, ripetuti giorno dopo giorno, finiscono per fare breccia in noi. Li interiorizziamo e diventano norme che governano il nostro comportamento.
L’inizio di una pericolosa e mortifera china.
Cominciamo così a soffocare i nostri desideri e impulsi più autentici, per paura di essere contrariati o addirittura rifiutati. Ci adattiamo ai ruoli sociali che dobbiamo svolgere per evitare le delusioni sui volti degli altri.
Ma quanto costa invalidare se stessi? Qual è il prezzo da pagare? La vita ci mostra il conto da pagare dopo anni di sforzi fatti per appiattirci sulla base delle aspettative altrui. Provare a chiedersi ‘chi sono?’ e rendersi conto di non saper rispondere mozza il fiato – ma Dio, se è liberatorio.
Si ritorna a respirare quell’ossigeno di cui noi stessi ci eravamo privati, cacciandoci sempre più in giù, sempre più in basso, in un’apnea dei sensi.













