" Come si può tornare indietro e ripercorrere un'altra strada, fare un'altra scelta? Anche cosi, solo per curiosità, dire: «Guarda, solo un momento, fammi vedere cosa sarebbe accaduto se quella volta lì fosse andata diversamente. Dai, fammi vedere, così, per scherzo, poi ritorno esattamente sulla mia strada, in questa vita qua, riprendo tutto da dove avevo lasciato, senza cambiare nulla». Ma no, non si può, sono tarli della mente. E a chi chiederlo dopotutto? Nessuno può sapere come sarebbe stata la propria vita se in quel momento, a tale giorno e a tale ora, avesse preso una decisione diversa, ma non una decisione importante come, ad esempio, scegliere un lavoro o la città dove abitare. No, non una così, ma ben più lieve, una cosa da niente, insomma, una variazione che lì per lì apparentemente non comporta nulla. È da queste inezie che svolta la vita. No, sapere come sarebbe andata non è possibile. Chi diceva che dobbiamo essere noi a costruire la nostra vita? Siamo sicuri che davvero potremmo? Non è piuttosto vero che siamo trascinati come pesci dall'acqua del torrente? Si, forse possiamo fare delle scelte, scartare di lato se c'è un poco di spazio, ma restiamo sempre intrappolati. Siamo nati nel fiume e non possiamo sfuggire alla corrente. A meno che, a meno che non salti l'argine. "
Bepi Mele, Contrappunti, Progedit (Collana Romanzi e racconti), Bari, 2024¹; p. 56.













