Traduzione italiana di jadarnr basata sui volumi inglesi editi da Tokyopop.
Sentitevi liberi di condividere, ma fatelo per piacere mantenendo i credits e il link al post originale 🙏
Grazie a @trinitybloodbr per il contributo alla revisione sul testo originale giapponese ✨
Non appena aprì la pesante porta, fu investita da un intenso odore di sangue.
Nonostante il vento fetido che soffiava dal fondo della cappella e che le fece aggrottare le sopracciglia, Sasha non dimenticò di stringere nuovamente la presa sul candeliere d'argento che teneva in mano. Le sue mani bagnate di sudore le davano una sensazione di disagio.
Le fiamme tremolanti e fragili del candeliere sottolineavano l'oscurità malvagia che si celava dietro ogni angolo. Le ombre che fissavano la coraggiosa ragazza, dense come miasmi velenosi, sembravano osservarla dall'alto come esseri dotati di una volontà propria.
Era il luogo che Sasha aveva frequentato quasi ogni settimana, dal giorno del battesimo fino al compimento dei quindici anni. Quella sera, però, la cappella era immersa nell’oscurità in un modo in cui la ragazza non aveva mai visto prima.
Vergine Santa, per favore, proteggimi. Per favore, proteggimi Vergine Santa…
Dopo il fratello, Sasha era la persona più coraggiosa del villaggio.
Non appena loro erano apparsi, i vili abitanti del villaggio avevano abbandonato tutto e si erano rinchiusi nelle loro case. Anche suo padre, che era il Capo Villaggio, si era rintanato nella sua villa, spargendo aglio e biancospino, e vivendo come se stesse costantemente trattenendo il respiro per la paura. Non c’era stato nessuno che aveva offerto aiuto a suo fratello, che era andato a cercare di salvare la fidanzata che gli era stata rapita.
Tre giorni prima, Sasha aveva cercato di accompagnare il fratello maggiore quando era andato alla chiesa che era stata occupata da loro. Ma lui si era opposto, chiedendole di proteggere i genitori durante la sua assenza, ed era andato da solo, per non tornare più.
Signore, per favore, proteggimi. Vergine Santa, per favore, proteggimi…
Sasha avanzava un passo alla volta, esaminando con cautela l’oscurità attorno a sé. Sentì come una mano fredda toccarle la spalla, come uscita da uno dei suoi incubi. Le bruciavano dolorosamente gli occhi spalancati, poiché si era dimenticata di battere le palpebre. Le assi del pavimento scricchiolavano intorno a lei, mentre si inumidiva le labbra secche.
L’ombra di una donna gigantesca era emersa debolmente davanti la luce del candeliere che Sasha stava puntando davanti a sé come un’arma. Per poco non si paralizzò per la paura. Istintivamente fece tre passi indietro, ma solo allora si accorse che la donna teneva in braccio un bambino piccolo ed aveva un sorriso gentile scolpito nel marmo bianco.
Dalla bocca di Sasha sfuggì un sospiro di sollievo.
- Che paura… per piacere non mi spaventi così Vergine Santa…
Il cuore di Sasha batteva forte e riusciva a malapena a controllare il tremore delle ginocchia mentre si asciugava il sudore della fronte. Dopo aver scherzato con la statua della Madre Santa, che era anche la divinità protettrice del villaggio, si voltò all’improvviso, e questa volta il suo cuore quasi si fermò.
Due ombre erano sedute su una delle panche.
- Oh, sembra che sia arrivato qualcuno, Miris…
- Maris, guarda, sembra un adorabile passerotto che si è perduto
Erano due donne, che si stavano scambiando sguardi e sorrisi.
Erano identiche. Sia la loro carnagione color alabastro che i capelli biondi lunghi fino alla vita erano uguali. Anche se stava per nevicare, entrambe indossavano i medesimi vestiti di sera fine. L’unica differenza era il colore del rossetto sulle labbra: una indossava una tonalità rosa chiaro, mentre l’altra un colore tendente al blu scuro.
Gli occhi color ambra di entrambe scintillarono, poi le labbra colore rosa chiaro sussurrarono:
- Miris, abbiamo un problema. Finalmente abbiamo un’ospite speciale, ma non abbiamo nemmeno preparato del te. Dove abbiamo messo il samovar?
La donna si guardò intorno con fare teatrale mentre rideva, e Sasha agitò il candeliere contro di lei.
- C..cosa avete fatto a mio fratello, mostri! - Gridò la ragazza con tutta la forza che possedeva, nonostante internamente fosse terrorizzata.
L’ondeggiare della fiamma della candela fece danzare le tre ombre come strane creature.
- Sono Sasha, figlia di Lord Casprek, del villaggio di Konavli. Sono venuta a vendicare mio fratello maggiore! Vi sfido a battervi lealmente con me!
- Fratello maggiore? Quest’uccellino non starà parlando della coraggiosa gallina di prima, Maris?
Sussurrarono le labbra rosa chiaro, muovendosi in modo seducente.
- Beh non ti ricordi? Quel pollo che è stato così gentile da leggerci la Bibbia l’altro giorno
- Se parlate della Bibbia, ne ho una anche qui!! E anche un crocefisso!
Urlò Sasha, mostrando le sacre scritture nella mano sinistra ed il rosario appeso al collo. Le ginocchia però le tremavano per l’intensa paura: era terrorizzata. Credeva che il suo cuore si stesse congelando per la paura.
Conversando come se stessero cantando e sorridendo con grazia, le figure di quelle donne erano belle come se fossero spiriti delle tenebre. Ma Sasha non si lasciava ingannare dal loro aspetto. Quelle belle donne erano due di loro. I nemici dell’umanità che erano apparsi in quel mondo dopo la Grande Catastrofe, l’Armageddon. Conosciuti come ‘Creature della Notte’ o ‘La Stirpe Notturna’ oppure gli ‘Abitanti delle Tenebre’, questi erano alcuni dei nomi con cui erano chiamati. Essi erano mostri terribili. E tra tutti i nomi, il più noto era quello di…
- Vampiri! Preparatevi a consegnarmi le vostre teste!
- Tuo fratello è stato estremamente gustoso, uccellino
Dissero insieme le due dolci voci, sussurrando direttamente nelle orecchie di Sasha.
Due mani le afferrarono le spalle, una per lato, facendo diventare il volto della ragazza completamente bianco, come se un gelo fosse calato sopra di lei. Le ombre, che fino ad un attimo prima erano sicuramente sedute sulle panche, erano improvvisamente scomparse. Come se si fossero teletrasportati, i due mostri erano ora dietro la coraggiosa ragazza.
- Leggi pure la Bibbia con tutte le tue forze…
- Brandisci il crocefisso…
- E poi piangi ed implora per la tua vita
- Ed infine diventa il nostro pasto!
Sasha non riuscì nemmeno a rispondere alle voci le che sussurravano alternate alle sue orecchie. Come congelata, la giovane donna rimase immobile sul posto, mentre dita gelide le avvolgevano la mano, facendole cadere a terra il candeliere d’argento.
- Questo uccellino ha superato anche il fratello, non è vero Miris? È arrivata ben preparata
- Esatto Maris. Questo detestabile argento… È ciò che noi Metuselah odiamo di più dopo i raggi del sole
La donna con il rossetto blu scuro, un’espressione di disgusto solo per il fatto di doverlo guardare, calciò il candeliere caduto in un angolo della cappella. La candela caduta a terra si spense e l’oscurità tornò ad avvolgere tutto.
- Non c’è bisogno di avere paura, uccellino. Anche tu presto raggiungerai il tuo amato fratello
Dalle labbra rosa pallido sfuggì un luccichio troppo lungo per dei semplici canini assieme ad una voce dolce ed appiccicosa.
- Allora, uccellino, quale sarà il tuo sapore?
Nella debole luce lunare che filtrava dalla finestra, le labbra blu scuro sfiorarono il collo della ragazza. Le zanne lucide scavarono lentamente nella pelle morbida e fresca.
Fu in quel momento che un bagliore, come di ghiaccio, squarciò l’oscurità.
La vampira con il rossetto blu scuro indietreggiò violentemente, emettendo un urlo che sembrava provenire da un altro mondo. Inchiodato profondamente nella sua mano c’era un comune crocefisso. Lanciata da una forza sconosciuta, la croce, che non sembrava nemmeno troppo affilata, le aveva trafitto il dorso della mano ed attraversato il palmo.
Mentre stringeva fra le braccia la sorella che urlava di dolore, la vampira rosa chiaro si guardò indietro con rabbia. I suoi grandi occhi si restrinsero diventando di una malvagità indescrivibile.
- Chi è? C’è ancora uno sciocco in questo villaggio che osa intralciare il nostro pasto?
Attraverso il soffitto di vetro si poteva vedere il cielo notturno blu. Da quel cielo, verso sud, due lune guardavano la terra: la prima era un cerchio perfetto color argento; la seconda, rossa come il sangue, aveva una forma irregolare. Sotto la sua luce inquietante, un’ombra rimaneva ferma immobile.
- Sfortunatamente, non sono un abitante del villaggio
Disse la voce dell’ombra in tono calmo.
- Vampire Maris e Miris Zadrovshka, in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, siete in arresto con l’accusa di ventidue omicidi e furto di sangue nel villaggio di Konavli.
- Maledetto! Indossi un abito da prete! Sei…!
Miris sfoderò le zanne di fronte all’ombra illuminata dalla luce della luna. L’ombra era quella di un uomo alto che indossava un abito religioso nero ed un mantello dello stesso colore. Sul suo petto brillava un rosario d’oro.
- Ah, perdonatemi. Non mi sono presentato. Sono stato inviato dalla Segreteria di Stato del Vaticano per gli Affari Sacri…
La presentazione, così cortese da risultare fuori luogo in quella situazione, fu interrotta dal suono umido di qualcosa che trafiggeva la carne.
Profondamente conficcato nella schiena dell’uomo c’era il crocefisso che aveva precedentemente trafitto la mano della vampira. Senza che l’uomo se ne fosse reso conto, Miris, che era ora in piedi dietro di lui, sputò parole piene di una rabbia velenosa.
- Tu, un semplice terrestre, hai osato ferirmi… Muori e paga per questo, cane!
Le mani aggraziate, ma più forti di un orso bruno, si mossero elegantemente e conficcarono il crocefisso ancora più in fondo. Nello stesso momento in cui risuonò il suono terrificante del suo cuore che esplodeva, le ginocchia dell’uomo alto crollarono e si piegarono bruscamente. Nel bagliore della luce lunare blu, gocce di sangue schizzarono sul bel viso pallido di Miris, che sorrideva soddisfatta.
- Che creature insignificanti… sia il prete che il ragazzo di prima, cani addomesticati del Vaticano, stanno diventando sempre più deboli, non credi Maris?
- Non mi interessa. Ma per favore, smettila di fare casino, Miris. Assumiti la responsabilità di quello che hai combinato e pulisci tutto questo sangue da sola.
Con discrezione, Maris affidò alla sorella minore il compito di ripulire il disordine, ormai ubriaca di vendetta e di sete di sangue. L’uccellino coraggioso aveva sgranato gli occhi ed era svenuta di fronte alla tragedia che si stava consumando davanti a lei.
- Inizierò con questo uccellino
Maris sorrise, scostando i capelli della ragazza che le erano caduti sul viso pallido. Per essere una terrestre, era ragionevolmente carina. Sicuramente anche il suo sangue doveva essere delizioso.
Nella chiesa buia risuonò il rumore delle zanne che scavavano nella carne, seguito dal dolce suono della sorellina che beveva il succo della vita. Il sangue della preda era così delizioso che le sfuggivano sospiri di piacere.
- Miris, lasciane un po’ anche a me per piacere
Disse Maris avvicinandosi alla sorella minore e scostando i capelli dal collo della ragazza svenuta.
- Ti lascerò bere metà del sangue di questo uccellino, ti va bene così?
- Mi spiace ma non posso permetterlo
La voce calma che si udì non era quella di Miris.
- Sono abbastanza rigido con la mia dieta… non posso accettare il sangue di questa ragazza
Quando istintivamente si voltò, quello che vide Maris fu la figura di sua sorella, con gli occhi spalancati dal terrore come se fosse una semplice terrestre. Le sue labbra blu scure erano aperte come se stesse emettendo un grido, ma quello che ne usciva era solo un fragile respiro, ed il suo viso, già pallido, era ora bianco come la carta. Tuttavia, non fu la figura della sorella a spaventare la vampira. Era l’alta ombra piegata sulla sua gola.
Come se la stessero baciando, le labbra dell’uomo erano posate sul collo di Miris, facendo fuoriuscire un rivolo di fluido rossastro. Era una scena estremamente familiare per Maris. Ma quello che l’uomo stava succhiando era…
- Incredibile! Questo tizio… il sangue… il nostro sangue!
- Quindi non avevate mai pensato ad una cosa del genere?
L’uomo sorrise tristemente, posando a terra il corpo di Miris, che aveva perso le forze a causa della perdita di sangue e della paura.
- Gli esseri umani si nutrono di bovini e pollame. Voi succhiate il sangue degli esseri umani. Ed io…
- Ho capito! Ho sentito voci al riguardo… Che il Vaticano, i nostri nemici, mantengono un mostro incredibile. E questo mostro succhia il nostro sangue…
Avvicinandosi al vampiro, le cui zanne fremevano per la paura, l’uomo si presentò con un tono di voce leggermente malinconico.
- Io sono un vampiro che succhia il sangue dei vampiri