Psyche Abandoned (also known as Psyche in a Faint) (c.1819) by Pietro Tenerani (Italian, 1789 – 1869), inscription rear, left side: “P. Tenerani”, marble, 120 x 48 x 63 cm, Pitti Palace, Florence
#phm#ryland grace#rocky the eridian#project hail mary spoilers


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Psyche Abandoned (also known as Psyche in a Faint) (c.1819) by Pietro Tenerani (Italian, 1789 – 1869), inscription rear, left side: “P. Tenerani”, marble, 120 x 48 x 63 cm, Pitti Palace, Florence
Rieduc-azione.
Non cosa devi fare. Ma chi vuoi essere. Non cosa devono darmi. Ma cosa vuoi accettare. Non cosa posso ottenere. Ma cosa sono disposto a perdere.
- Identità. - Chiarezza. - Distacco.
♠️_Non voglio la sicurezza, voglio perdermi…
🖤🌹
©️Licaonia Lupe
In Your Lost Soul #4 (2024)
ecoline, pen on paper
42 x 29,7 cm
https://www.instagram.com/le.nevralgie.costanti/
Il nostro peggior nemico è la nostra mente.
Io piango, piango mio caro, perché so di non essere Io ma non so nemmeno chi sono tra chi sono e chi so di non essere! Il mio Io è un non-essere vivente, ed io non sono io, lo so bene! Perché se fossi Io non sarei come loro, eppure lo sono! lo sono! Ma come si fa, dimmi, come si fa ad essere qualcosa di degno? Come si fa a non essere come loro quando lo schema che hai introiettato è solo il loro e quando una parte della tua mente che non riesci a controllare ti fa essere come loro? Come si spezza lo schema? Come posso costruirmi un nuovo Io sulla base di un Io che non mi appartiene? Io non sono Io ma non so essere altro che quella che sono adesso e piango, piango perché troppi doveri diversi tra loro non riesco a rispettarli. Dissociazione, automatismi, la madre morta, borderline, depressione, ansia. Che me ne faccio di tutti questi termini se non tappano i buchi e non riescono a costruirmi una identità, se non riescono a dirmi chi sono? Io-pelle, psicoanalisi, la madre sufficientemente buona, psicosi, allucinazioni, scissione, dca. Niente niente niente. Tutta teoria. Tutta saggistica. Tutta narrativa clinica. Ed io mi cerco avidamente tra le pagine, cerco le persone che conosco, ci trovo gente che non conosco, a volte mi sembra di trovarci anche una parte di me. Ma niente, poco dopo si ritorna sempre al punto di partenza. Non trovo un senso ed il sedativo farmacologico non tampona più, placa ma la mente resta offuscata, le domande assopite ronzano, la paura assopita resta comunque un peso. Sono un morto che cammina, come tutti loro, forse più di loro.
La sua psiche non aveva retto alla prova del diventare adulti, era così evidente da sembrare meraviglioso.
Giulia Caminito, Il male che non c'è