Der Traum, acquaforte su zinco, 35 x 25 cm, 2017
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Der Traum, acquaforte su zinco, 35 x 25 cm, 2017
Caciotte, crocifisso, prodotti e umani più o meno consu-mistici.
Into the wild #sky #mountains #putia #goat #landscape #landscapephotography #passodelleerbe #clouds #intothewild
#altoadige #sudtirol #valbadia #dolomiti #putia #monteputia #ciasavedla #panorama #panoramic #vacation (presso Albergo Ciurnadù)
Cara “Putia”, disorganizzazione e silenzio tradiscono gli elettori di sinistra.
La storia si ripete con brutale perseveranza, lo slancio che la sinistra acese aveva avuto con la candidatura di Michele Alì e con un’aggregazione giovanile che vedeva modalità e partecipazione simile solo negli anni ’70, oggi sembra essersi dissolta.
Intorno al candidato Michele Alì, che ricevette la stima di tanti acesi della sinistra e dell’associazionismo acese, si produsse aggregazione e, soprattutto, un risultato elettorale sorprendente e che non si era mai registrato prima.
Ma oggi come sta la sinistra acese? Di Rifondazione Comunista non abbiamo notizie ma non è un fatto straordinario anzi è una storia che si ripete anche questa. Tolto il mercatino dei libri usati e qualche altra partecipazione isolata a qualche evento, per il resto rimane solo un grosso catenaccio nella porta della sede di via Tono. Peggio ancora per SEL che ha eletto un giovane segretario di cui abbiamo da tempo perso ogni traccia. ABC ci prova con qualche iniziativa assai meritevole ma non aggrega più e i soci storici sono rimasti praticamente soli. Ma il colpo più duro gli elettori di sinistra lo ricevono dalla Putia del Bene Comune, impantanata in una forma di movimentismo senza più base, senza forza trainante e con un’inquietante incapacità dinamica e decisionale.
Nessuna iniziativa, difficoltà a posizionarsi in uno scenario politico dove l’opposizione al consiglio comunale è pressoché inesistente e in un territorio dove certo non mancano gli argomenti di sinistra e ambientalisti da portare avanti. Disorganizzati, incapaci di produrre aggregazione, isolati in una giungla di veti e controveti che, di fatto, blocca ogni iniziativa e che impedisce anche di mettere giù due righe di solidarietà nei confronti del sindaco di Acireale dell’on. D’Agostino.
Si, la storia si ripete. Ad Acireale c’è una sinistra che pretende di avere voce in capitolo ogni cinque anni quando si va ad elezioni per il resto torna dormiente e inutile producendo solamente una profonda lacerazione con gli elettori acesi. Una storia di difficoltà organizzativa in una città difficile come la nostra ma che, invece, dovrebbe essere il punto di partenza per avanzare proposte coerenti, per incalzare l’amministrazione Barbagallo, per farsi portavoce dei bisogni degli ultimi della nostra città.
La “Putia” rimane, quindi, bloccata nelle sue liturgie che altro non sono che il male che colpisce quest’area politica da decenni a questa parte. Il silenzio, la disorganizzazione, l’incapacità a muoversi e produrre istanze e proposte non è un fatto che riguarda solo chi la “Putia” l’ha creata ma tutti gli elettori e i cittadini che a quella proposta politica hanno creduto.
(mAd)
Cara “Putia”, disorganizzazione e silenzio tradiscono gli elettori di sinistra. was originally published on Fancity Acireale
Grazie via Meli, noi restiamo“putiari”di Michele Alì
“Era un giorno di Carnevale dello scorso inverno quando per la prima volta alzai la saracinesca della bottega in via Meli, di fronte a me un poster di San Sebastiano ed un piccolo mazzo di peperoncino rosso secco. Non sapevo ancora che Giovanni Meli fosse un poeta, non sapevo ancora che, da lì a poco, per me, per i militanti del progetto Michele Alì Sindaco, ma anche per gli avversari, quel posto sarebbe diventata la Putia, non sapevo ancora quanto ci si potesse affezionare alla Chiazza, pur con i suoi odori spesso troppo forti o con le problematiche proprie del posto. Siamo stati accolti bene, con rispetto ed affetto, noi ci siamo trovati benissimo ed abbiamo cercato di ricambiare nel modo migliore. C’è poco da fare: la pescheria ha un cuore ed un’anima ed io ne approfitto ancora una volta per ringraziare il popolo della piazza Marconi. Non ho abbassato io la saracinesca il giorno dello spoglio del voto, quel lunedì 26 maggio sono andato via prima, anche perché avevo paura di quel gesto, non avevo proprio voglia di lasciarmi prendere da una ulteriore manifestazione troppo emotiva. L’ho fatto ieri, in realtà lo ha fatto Luca, ma c’ero anche io con Maria ed altri, “Coraggio, ci vuole coraggio”. Abbiamo abbassato la saracinesca alla Putia, abbiamo tirato fuori le nostre cose e per un po’ è stato come rivivere quel periodo straordinario che ho avuto la fortuna di poter vivere. Non entro nel merito della chiusura della sede, è chiaro che può essere oggetto di critiche, allusioni ed anche sberleffi, però ribadisco che l’azione politica della Putia e l’adesione al progetto di Acireale Bene Comune continuano, che rimaniamo nel territorio con immutato spirito di servizio. Ringrazio il signor Corrado e la signora Irene per il gran regalo che ci hanno fatto, chiudere quel posto non è stato semplice, ma mi auguro che presto una persona possa riaprire quella bottega per qualche attività commerciale. Aprendo anche lui si ritroverà davanti al poster di San Sebastiano ed al mazzo di peperoncino, sono rimasti al loro posto a dare il benvenuto e ad augurare buona fortuna”.
(Michele Alì)
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