Acqua, fuoco, aria, terra: sono i quattro elementi rappresentati dal simbolo del triangolo, talvolta capovolto, talvolta barrato. Ne vediamo sempre più frequentemente, in ciondoli e soprattutto tatuati sulla pelle. Perché questi simboli?
Tradizionalmente, i Quattro Elementi (fuoco, aria, terra ed acqua) vengono indicati con dei semplici simboli triangolari, rappresentati con il vertice in alto o in basso, semplici o barrati orizzontalmente in prossimità del vertice.
Notiamo subito che non si tratta di triangoli qualsiasi: ci troviamo di fronte a quattro triangoli equilateri, tradizionalmente simbolo del Divino (nella religione cristiana, immediato è il collegamento con la Trinità), della proporzione e dell’armonia, dell’equilibrio. Sappiamo che le forme triangolari e le costruzioni piramidali, quando presentano il vertice rivolto verso l’alto, indicano innalzamento verso il cielo e collegamento con esso (questa era proprio la motivazione per la quale le piramidi, presumibilmente, venivano costruite in quel modo). Di conseguenza, possiamo dedurre che quando il vortice è rivolto verso il basso il triangolo indica una relazione con la terra.
Il Fuoco rappresenta una fonte di energia, ma anche un elemento che purifica: è presente, infatti, nelle cerimonie del fuoco tradizionali che ancora oggi possiamo rivivere in periodi di passaggio (dall’inverno alla primavera, o il passaggio ad un nuovo anno, ad esempio). Il suo simbolo è un triangolo equilatero con il vertice rivolto verso l’alto: tra i Quattro Elementi, il Fuoco è infatti quello che maggiormente è connesso con il cielo, ci basti pensare alla sua forma che tende sempre ed irrimediabilmente verso l’alto. Inoltre, esso è responsabile della combustione, e si può immagine che l’anima di ciò che viene bruciato si liberi verso il cielo abbandonando le sue ceneri sulla terra: in quest’ottica, il Fuoco si trasforma nell’unico elemento in grado di separare anima e corpo, nel veicolo che conduce ciò che è intangibile verso il cielo.
Inferiore solo al Fuoco, l’Aria è il secondo elemento rappresentato dal triangolo rivolto verso il cielo. Stavolta, però, è contraddistinto da una barra orizzontale parallela alla base: l’Aria, infatti, libera di muoversi tanto verso l’alto quanto verso il basso e presente tanto in cielo come in terra, stabilisce un legame tra le cose inferiori e quelle superiori: la barra orizzontale rappresenta un limite rispetto al Fuoco, la cui perfezione è stata qui corrotta, in quanto l’Aria, essendo a contatto anche con quanto è inferiore, non può raggiungere il grado di perfezione che solo il fuoco possiede.
L’Acqua è vita e rigenerazione, e funge da messaggero tra mondo superiore e mondo inferiore attraverso il suo ciclo: evaporando, comunica con il cielo, assorbendo la sua energia che poi lascia ricadere sulla terra sotto forma di pioggia. Ecco perché viene raffigurata con un triangolo rivolto verso il basso: l’acqua è il solo elemento in grado di scendere dall’alto (il cielo), mondo superiore, verso il basso (la terra), mondo inferiore, portando il suo messaggio.
Fra tutti gli elementi, il più inferiore è la Terra, e non poteva dunque che essere rappresentato da un triangolo rivolto verso il basso: a differenza dell’Acqua, presenta una barra orizzontale parallela alla base, che indica un blocco nel suo scorrere causato dalla maggiore materialità incontrata.
Fonte: Roberto Tresoldi, Alchimia - Storia, procedimenti, segreti alla ricerca della pietra filosofale.
Empedocle (ca. 450 a.C.), chiamava questi elementi " rizòmata " (" radici ", plurale di " rizoma ") di tutte le cose, immutabili ed eterne. L'unione di tali rad
Empedocle (ca. 450 a.C.), chiamava questi elementi " rizòmata " (" radici ", plurale di " rizoma ") di tutte le cose, immutabili ed eterne. L'unione di tali rad
Empedocle (ca. 450 a.C.), chiamava questi elementi “rizòmata” (“radici”, plurale di “rizoma”) di tutte le cose, immutabili ed eterne. L’unione di tali radici determina la nascita delle cose, e la loro separazione, la morte. Si tratta perciò di apparenti nascite e apparenti morti, dal momento che l’Essere (le radici) non si crea e non si distrugge, ma è soltanto in continua trasformazione.
Torno umilissimo, come Manakel mi vuole e il sommo bene mi ha fatto. Prosa d'amore, con i quattro elementi. Buona lettura.
Il mio sentimento non è come pietra che, sebbene sia dura e antica, essa si può rompere, può essere soggetta a erosione e terremoti. Il mio sentimento non è come acqua che, sebbene porti la vita nel suo ventre, può imputridirsi, essere soggetta a cambiamenti di forma e di stato. Il mio sentimento non è come l'aria che, sebbene indispensabile, essa non si sente a meno che non soffi il vento. Il mio sentimento non è come fuoco che, sebbene arde e è forte, poi inevitabilmente perisce. Il mio sentimento per te è fatto della stessa magia che ha creato l'universo, la stessa che ha attratto in un punto tutta la materia grezza e l'ha poi fatta esplodere, generando tutti i corpi celesti. È la stessa che ancora prima ha creato le particelle, che sono diventati atomi, che sono diventati molecole. È la stessa che attira i corpi tra loro per forza di gravità. Il mio sentimento è quindi inevitabile, oggettivo, eterno, è senza tempo e a tratti incomprensibile, ma non si erode, non si imputridisce, non si dimentica e non si esaurisce. Ti amo e ti odio per avermelo fatto vivere a pieno, mi maledico ogni volta che vivo la fine di tutto questo con un anticipo tremendo, e ti dico che mi lascerai, che ti accorgerai che non valgo che pochi danari, che ti stuferai di me. Prego tutte le sere affinché tu rimanga inebriata dal fuoco d'amore per me in eterno, per me che non sono che una flebile fiamma in mezzo a tanti alti incendi.