L'Italia ha pagato all'Europa circa 30 milioni di euro di multa per le quote latte, solo per quanto riguarda l'annata 2014-15. Erano soldi davvero dovuti dai nostri 2040 allevatori che li hanno sborsati? Dopo aver fatto una ricerca presso l'istituto Zooprofilattico di Teramo detentore della Banca nazionale del bovino, e dall'incrocio delle due banche dati del ministero delle Politiche agricole e del ministero della Salute sono emerse situazioni critiche.
Le multe pagate all'Europa non erano dovute. Il ministro dell'Agricoltura sapeva? L'Agea con le sue sedi regionali, i centri di assistenza agricola, le associazioni di allevatori, perché non hanno mai fatto chiarezza?
La Banca Nazionale del Bovino, certificata dalla Comunità Europea, perfettamente funzionante con elevati standard qualitativi, registra analiticamente i 30451 allevamenti italiani di vacche da latte distinti dagli allevamenti di vacche da carne. I capi equivalenti presenti nell'annata in esame erano 1.387.575, troppo pochi per produrre il quantitativo di latte dichiarato. Pertanto le multe che hanno pagato gli allevatori non erano dovute.
anche un secondo modo di contare i capi e cioè in base al numero delle marche auricolari (orecchini) dei nuovi nati (perché come tutti sappiamo una vacca produce latte dopo aver partorito): quindi tanti nuovi nati, circa 1.225.000, altrettante vacche che producono latte. Anche questo dato conferma l'impossibilità che in Italia si siano prodotti 110 milioni di quintali di latte, visto che da questo calcolo le vacche sono ancora meno di quelle registrate nella Banca Nazionale del Bovino.