Eccoci qui. Pronti per un nuovo debutto. E' il nono spettacolo che facciamo insieme, io e Francesco. Segnate la data, è dal vivo e in presenza: mercoledì 26 maggio, h 19.00 al Teatro Kismet di Bari. E' TARZAN RAGAZZO SELVAGGIO. Scritto di getto durante il primo lockdown, quello del non saremo più come prima. Ci abbiamo lavorato in più riprese da allora. Non ci sono alligatori uccisi dopo lunghe e pericolose nuotate, Cita – meglio dirselo subito – non esiste, e il rapporto con Jane è molto più complicato: la base del racconto teatrale è stata "Tarzan of the Apes" di Edgar Rice Burroughs. Il primo romanzo dell’infinita saga di Tarzan (scritto poco prima dello scoppio della Grande Guerra) si è fuso con la nostra scrittura, ma anche con "Il Ragazzo selvaggio" di Truffaut, "Cuore di Tenebra" di Conrad e la Londra povera e disperata descritta da Jack London nel suo "Popolo dell’Abisso". Tutto nudo e crudo, senza nessuna concessione alle promesse degli adulti e del progresso. Con il più grande amore per il mistero intoccabile della crescita, dell’umano e della nostra Terra. Due note per noi importanti. E' una co-produzione con i Teatri di Bari e che il sostegno pieno e da capofila sia arrivato a teatri chiusi per noi è prezioso e significativo. Lo spettacolo sostiene Survival International. E' il movimento mondiale per i popoli indigeni, e la sua campagna per un nuovo modello di conservazione, efficace e rispettoso dei popoli indigeni, contro la conservazione coloniale che ruba la terra ai popoli nativi che la custodiscono e la abitano da sempre, viaggerà con lo spettacolo sia a livello informativo che di sostegno fattivo e concreto. Da oggi siamo in teatro per le ultime prove. Cerco i segni di cosa sarà. Pomeriggio tardi correvo in bicicletta. Il copione tenuto sul manubrio. Ho visto il primo scurzone. Si è sfilato nell'erba vicino al mare. Poi è sparito. Ecco, mi dico. E' lui. Ecco il segno.










