♠️_Tutto in te è smisurato,
e una sola emozione nel tuo cuore
fa il chiasso di mille bambini.🖤🌹
(Fabrizio Caramagna)
seen from United States
seen from Russia
seen from China

seen from Latvia
seen from China
seen from China
seen from United States
seen from Türkiye
seen from China
seen from Türkiye
seen from Türkiye
seen from United States
seen from United States
seen from Türkiye
seen from Türkiye
seen from Türkiye

seen from United Kingdom

seen from Croatia
seen from China
seen from Türkiye
♠️_Tutto in te è smisurato,
e una sola emozione nel tuo cuore
fa il chiasso di mille bambini.🖤🌹
(Fabrizio Caramagna)
Il velo dipinto è un romanzo di William Somerset Maugham, pubblicato per la prima volta nel 1925: è un romanzo che, partendo da una vicenda di adulterio, si sviluppa in una riflessione profonda sulla vita, l’amore e la trasformazione interiore in un contesto esotico e drammatico.
La storia si svolge nella colonia inglese di Hong Kong negli anni Venti e ruota attorno a Kitty Garstin, una giovane donna della buona società inglese, e suo marito Walter Fane, un batteriologo al servizio del governo britannico.
Trama principale
Kitty, spinta dalla madre a sposarsi con un buon partito, accetta di sposare Walter nonostante non provi alcun sentimento per lui
Durante la luna di miele a Hong Kong, Kitty inizia una relazione con Charles Townsend, un affascinante vice console sposato
Walter scopre il tradimento ma non reagisce immediatamente; successivamente pone Kitty davanti a un ultimatum: seguirlo in un villaggio remoto colpito da un’epidemia di colera o affrontare il divorzio con accusa di adulterio
Charles rifiuta di lasciare la moglie per sposare Kitty, lasciandola delusa e costretta a partire con Walter per Mei-Tan-Fu, dove Kitty affronta una profonda trasformazione personale
Walter, inizialmente freddo e distaccato, si rivela innamorato e desideroso di una seconda possibilità, ma muore di colera; Kitty lo assiste negli ultimi momenti chiedendogli perdono
Temi e stile
Il romanzo esplora temi come il tradimento, la redenzione e la complessità dei sentimenti umani. Maugham, influenzato dall’episodio dantesco di Pia de’ Tolomei, aggiunge una profondità che va oltre il semplice racconto mondano e caustico.
La cultura e il contesto di Hong Kong influenzano profondamente la trama de "Il velo dipinto" di Somerset Maugham, poiché la città rappresenta un crocevia tra Oriente e Occidente, con un forte impatto coloniale britannico e una radicata tradizione cinese. Questo ambiente crea un contrasto culturale che riflette le tensioni e i conflitti interiori dei personaggi.
Hong Kong, nel periodo in cui è ambientato il romanzo (anni Venti), è una colonia britannica con una società fortemente divisa tra la comunità coloniale occidentale e la popolazione cinese locale, che mantiene usanze e credenze tradizionali molto radicate. Questo dualismo culturale si riflette nella narrazione, dove i personaggi occidentali si confrontano con un mondo esotico e spesso incomprensibile, che mette alla prova le loro convinzioni e i loro valori.
La presenza di pratiche culturali cinesi, come il rispetto per il feng shui, le credenze sugli spiriti e le superstizioni, contribuisce a creare un’atmosfera di mistero e alterità che permea il romanzo, accentuando il senso di estraneità e isolamento che Kitty prova nel suo percorso di crescita personale.
Il contesto coloniale e la segregazione sociale tra coloni e popolazione locale evidenziano anche le dinamiche di potere, controllo e alienazione, tematiche che si intrecciano con la vicenda personale dei protagonisti, soprattutto nel momento in cui Walter Fane si trasferisce in un villaggio remoto per combattere l’epidemia di colera, simbolo della lotta tra modernità occidentale e tradizione orientale.
Hong Kong come porto di rifugio e centro di scambi culturali e politici, con la sua storia di tensioni tra influenze britanniche e cinesi, sottolinea il tema della trasformazione e del cambiamento, parallelo al viaggio interiore di Kitty, che attraversa una profonda evoluzione mentale nel contesto esotico e difficile della colonia.
Il primo passo è rapportarsi ai propri errori.
Analizzarli, comprenderli, ammetterli.
Non tutto è lecito, non tutto è dovuto.
E per quanto possano far paura, per quanto possano essere grandi,per quanto possa essere difficile, la strada migliore è esternare.
Chi ci ama davvero ci perdonerà e comprenderà, in caso contrario saremo noi la forza di noi stessi, con la consapevolezza di aver alleggerito l’animo.
Sono un fottutissimo mostro in cerca di redenzione.
PER BENE OPERARE, CREDI ALL'OPERA DI DIO
PER BENE OPERARE, CREDI ALL'OPERA DI DIO un commento al vangelo della 4a domenica di quaresima "Laetare", disponibile anche in lingua spagnola e in file-audio, entrando nella sezione "Commenti al vangelo" del Menu principale
IV DOMENICA DI QUARESIMA anno B (2021) 2Cr 36,14-16.19-23; Ef 2,4-10; Gv 3,14-21 https://predicatelosuitetti.files.wordpress.com/2021/03/iv-domenica-di-quaresima-anno-b-2021.mp3 Disse Gesù a Nicodemo: «Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il…
View On WordPress
Ho sempre amato Caino. Caino offre il suo grano a Dio ma Dio lo rifiuta perché desidera il sangue, sceglie l’agnello sgozzato di Abele, Dio beve il sangue e si inebria del grasso bruciato degli olocausti. Caino uccide Abele perché se è davvero questo il mondo che hai fatto, Dio, se tu hai fatto i denti alle bestie della foresta e queste nostre mani le hai fatte per sgozzare gli agnelli, allora non ti offrirò il sacrificio d’essere migliore di come mi hai fatto, allora mi fa schifo la tua Provvidenza, la tua soteriologia, il tuo alfabeto infinito che si ricompone in giustificazioni perenni. L’agnello è morto adesso, il serpente adesso morde, adesso ci hai cacciati dal paradiso: non te la caverai con un Cristo alla fine del mondo. Caino uccide Abele e inchioda Dio alla colpa di averlo creato, lo umilia per sempre. Eccomi, sono l’assassino fatto a tua immagine. Dio lo condanna a vagare, lo segna perché tutti lo riconoscano e nessuno lo uccida. Dio, che già comincia ad avere orrore di sé, non vuole che Caino accada di nuovo. Ma Caino lo accusa ancora, nella terra di Nod fonda una città e la città si popola di uomini, tutti assassini perché così sono gli uomini, una città e poi un’intera civiltà, l’inizio della storia, la nostra. E ora manda anche un milione di Cristi, Dio, tanto questa tua progenie di assassini non si salverà mai. Caino ha vinto, è diventato uno specchio per costringere Dio a guardarsi e vedersi un mostro.
non avevo mai sentito il nome, né visto foto o locandine del film “Sette anime” con protagonista Will Smith.
stasera era in programmazione e papà ha detto che era bellissimo anche se triste.
ho deciso di vederlo con lui e mamma.
un film strappalacrime, mi ha lasciato una tristezza infinita, lo stomaco si è chiuso e le lacrime sono scese copiose.
da vedere almeno una volta nella vita, ne vale davvero la pena.
immenso Will Smith.
p.s. l’ho guardato per la prima volta ma sarà l’ultima, non lo guarderò mai più, mi ha fatto troppo male.
Volevo solo che i cattivi avessero una chance, perché il loro oblio ha qualcosa di struggente, libero dalle catene del giudizio della gente...